Veleni nella Polizia municipale, Terre Verdiane condannata dal Tar

Veleni nella Polizia municipale, Terre Verdiane condannata dal Tar

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Unione Terre Verdiane bacchettata dal Tar per aver negato un atto chiesto “per esigenze di difesa”. L’ente non solo dovrà consegnare quanto richiesto, ma è stato pure condannato al pagamento delle spese di giudizio.

La vicenda è quella di un commissario superiore della Polizia municipale dell’Unione Terre Verdiane finita sotto processo penale in seguito alla denuncia, risalente al 2012, dell’allora comandante del Corpo, per presunte irregolarità delle procedure di registrazione della presenza al lavoro commesse nell’anno 2010. E in attesa della sentenza penale è in corso un contenzioso davanti al giudice del lavoro, mentre è stato sospeso il procedimento disciplinare.

La donna, “per esigenze di difesa” davanti al tribunale, il 5 giugno scorso ha chiesto all’Unione “l’elenco di tutte le mancate timbrature dei titolari di posizione organizzativa dipendenti sia a tempo determinato che indeterminato o con contratto o con comando, a qualunque titolo, dell’Unione Terre Verdiane nel periodo 1 luglio 2010 – 31 agosto 2013”. Domanda respinta perché secondo l’ente il commissario non avrebbe avuto un concreto interesse verso il documento richiesto.

Inevitabile a quel punto il ricorso al Tar di Parma. E i giudici del Tribunale amministrativo le hanno dato ragione: “La richiesta di accesso della ricorrente è motivata con la necessità di acquisire documentazione comprovante l’ordinarietà, all’interno dell’Amministrazione di appartenenza, delle procedure dalla medesima seguita (già ritenute legittime dal giudice penale relativamente ad altra dipendente dell’Unione denunziata per la stessa prassi certificativa dallo stesso Comandante)“.

Ricorso quindi accolto dal Tar che ha condannato l’Unione al pagamento delle spese quantificate in 1.500 euro oltre Iva e contributo.

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