Profughi a Felino, centrodestra pronto alle barricate. I cittadini: “Non siamo più...

Profughi a Felino, centrodestra pronto alle barricate. I cittadini: “Non siamo più tranquilli a casa nostra”

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La villa che dovrebbe ospitare 20 profughi a San Michele Tiorre

Il centrodestra parmigiano pronto alle barricate per bloccare l’arrivo annunciato di 20 profughi a San Michele Tiorre. I leader provinciali Fabio Callori di Forza Italia, Massimo De Matteis di Fratelli d’Italia-AN, ed Emiliano Occhi della Lega Nord hanno stretto una santa alleanza con il gruppo consiliare di minoranza del Comune di Felino guidato dal forzista Angelo Lusuardi, continuando a denunciare “la dissennata azione di collocamento sul territorio provinciale di Parma dei cosiddetti richiedenti asilo“.

Nel mirino la cooperativa Svoltare che ha acquisito la disponibilità da privati di una palazzina a San Michele Tiorre e sta già effettuando i lavori per collocare i primi 20 ospiti, a cui ne seguiranno pare altri 16.

Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia – che lamentano un impatto rilevantissimo nella zona residenziale – annunciano quindi che si attiveranno in ogni sede, politica e giudiziale, scendendo anche in strada, per contrastare “questa inaccettabile politica di gestione della questione dei sedicenti richiedenti asilo attuata dallo screditatissimo governo PD ed assecondata dai suoi amministratori locali“.

Il timore del centrodestra è che la chiusura dei Cpt annunciata dal ministro dell’Interno Marco Minniti, con la relativa distribuzione sul territorio dei numerosi stranieri ancora presenti sia in realtà già iniziata. “Quello che accade a Felino è l’anticipazione di quanto si vuole che accada a breve ovunque. E quanto dovrà essere assolutamente contrastato“, concludono gli esponenti del centrodestra.

Ma cosa succede intanto a San Michele Tiorre, dove si attende l’arrivo dei profughi nella villa di via Martiri della Libertà, 3? Gli abitanti sono ovviamente increduli, ma allo stupore inizia ora a subentrare la rabbia. Anche perchè pare che ci sia un’altra abitazione, appena a monte dell’insediamento, pronta a ricevere altri dieci profughi ed una unità con tre appartamenti che ne ha due vuoti.

Sono profondamente preoccupata e contraria – dice una donna da poco in pensione -. Qui ci stanno sostituendo. Hanno tutti più diritti di noi. E poi non c’è da fidarsi. Noi siamo anziani e mio figlio non abita nemmeno qui con me. Se occorre fare delle manifestazioni di protesta sono pronta. Spero lo siano anche gli altri. In famiglia siamo sempre stati comunisti, che addirittura mia madre per avversare il duce ha lasciato senza mangiare mia nonna. Ma non mi interessa. Questa volta appoggio la destra. Appoggio Lusuardi“.

Ci sono due piccoli giardinetti dove vanno i nostri figli a giocare – dice un altro residente con due figli ancora piccoli – ma adesso chi si fida a mandarceli da soli? Inoltre quando scendono sulla provinciale per prendere l’autobus ed andare a scuola, a quella casa ci devono passare anche davanti. Questo quartiere ha sempre  votato in maggioranza le forze politiche di riferimento di questa amministrazione, al punto che taluni lo chiamano ‘il Cremlino’, e adesso questo è il risultato, si prendano i profughi“.

C’è anche chi ha partecipato alla riunione indetta dall’amministrazione per spiegare il piano di accoglienza degli stranieri. “Non c’è stata informazione adeguata e i cittadini, per questo non hanno potuto partecipare come avrebbero voluto – tuona uno dei residenti di San Michele Tiorre -. Si è saputo tutto soltanto all’ultimo momento e solo attraverso il tam tam dei social, passandoci parola gli uni con gli altri. Alla riunione, però, i favorevoli all’arrivo dei profughi, generalmente vicini a questa amministrazione, erano presenti in gran numero. Apparentemente disposti a macchia di leopardo nella sala, al punto da arrivare a dominarla ed apparire in numero ancora maggiore durante i loro applausi corali. Un caso? Così come oltremodo sovradimensionato è apparso il numero e la qualità dei testimonial fatti arrivare per cercare di tranquilizzare i cittadini e dare positività all’iniziativa. Oltre all’onorevole Romanini, anche il sindaco Cesari, fatto arrivare addirittura da Sorbolo” .

Ma proprio a Sorbolo non sarebbero mancati i problemi con i profughi presenti sul territorio. Insomma, la protesta cresce. I cittadini sono convinti che la zona sia inadeguata ad accogliere un numero così elevato di richiedenti asilo. Si tratta infatti di un’area residenziale che si sviluppa a lato della strada che collega Felino a Pilastro. È formata da tre vie disposte a ferro di cavallo e una intermedia, che si inerpicano sulla collina. Sono presenti una quarantina di villette attaccate le une alle altre, costruite a cavallo degli anni ’70 e ’80. Quasi tutte hanno recinzioni facilmente scavalcabili, come si usava in quel periodo, quando i ladri non c’erano e i cancelli dei cortili venivano lasciati aperti anche di notte.

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