Brescia-Parma 2-1: cambiano gli orchestrali, ma la musica è sempre stonata

Brescia-Parma 2-1: cambiano gli orchestrali, ma la musica è sempre stonata

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BRESCIA – PARMA (pt 1-0)

Marcatori: 38′ e 64′ Torregrossa, 58′ Ceravolo,

Brescia (4-4-2): Minelli; Coppolaro, Somma, Gastaldello, Curcio; Bisoli, Tonali, Martinelli, Embalo (85′ Meccariello); Caracciolo (57′ Okwonkwo), Torregrossa. A disposizione: Pelagotti, Konstantinidis, Ndoj, Cortesi, Spalek, Furlan, Longhi, Cancellotti. All. Boscaglia

Parma (4-3-3): Frattali; Gazzola, Iacoponi, Lucarelli, Gagliolo (78′ Scozzarella); Munari, Vacca (57′ Ceravolo), Scavone; Insigne (74′ Baraye), Da Cruz, Di Gaudio. A disposizione: Nardi, Di Cesare, Mazzocchi, Frediani, Anastasio, Barillà, Siligardi, Sierralta, Dezi. All. D’Aversa

Arbitro: Gianluca Aureliano di Bologna

Assistenti: Andrea Tardino di Milano e Davide Imperiale di Genova; quarto uomo Davide Miele di Torino

Note: corner 9-5; ammoniti: 29′ Vacca, 60′ Tonali, 62′ Gastaldello, 73′ Gazzola, 77′ Somma, 84′ Da Cruz

 

Cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia. Al di là dei trionfalismi spesso esagerati quando arriva una vittoria anche rotonda, malgrado i nuovi “salvatori” subito in campo, i problemi del Parma non sono affatto risolti e il banco di prova di Brescia lo dimostra ancora una volta. Forse più che agli orchestrali bisognerebbe guardare allo spartito e all’arraggiamento per venire a capo di ciò che adesso rischia davvero di far perdere di vista l’obiettivo finale.

Vero è che tutte le gare sono difficili, che i crociati sono neopromossi, che neppure in fondo alla classifica si trovano le vecchie squadre materasso, ma è altrettanto vero che il Parma di mister Roberto D’Aversa non ha mai impressionato davvero, né ha dato mai l’impressione di essere da vertice della graduatoria. Dire il contrario è un palliativo utile solo ad alimentare l’illusione. Serve una scossa forte, vera, al di là delle dichiarazioni di circostanza. Poi numeri e mezzi per arrivare là davanti ci sono tutti.

D’Aversa prova a cambiare qualcosa gettando da subito nella mischia l’ex Foggia Vacca per Scozzarella, la promessa Da Cruz per Calaiò e Insigne per Siligardi. Tutto per tentare di scardinare il 4-4-2 di mister Boscaglia, che si affida alla vena realizzativa di Caracciolo (poco incisivo) e di Testagrossa che i difensori crociati sogneranno nelle prossime notti. Sulla fascia sinistra c’è invece la nuova rondinella Embalo. Sugli spalti il solito nutrito gruppo di tifosi gialloblu non le manda a dire all’ex presidente Tommaso Ghirardi, mentre in campo si osserva il minuto di silenzio per l’ex ct della Nazionale Azeglio Vicini.

Il Brescia ha una classifica che non merita e cerca punti per risalire, quindi parte a testa bassa. Al 5′ è Caracciolo a sfiorare la porta su punizione insidiosa battuta rasoterra, mentre al 9′ è Bisoli a sfiorare la traversa con un tiro cross dalla destra. All’11’ sono ancora gli uomini di Boscaglia a tentare il colpaccio con Embalo che in area, con una rovesciata, manda poco alto un bel cross dalla sinistra di Martinelli. Al 17′ è Caracciolo a colpire di testa, ma Frattali non si fa sorprendere.

Il Parma fa poco o nulla in avvio, ma al 19′ ha l’occasione per sbloccare la gara: Munari vede Da Cruz che scatta sul filo del fuorigioco, ma davanti a Minelli l’accattante-promessa manda fuori. Gol sbagliato, gol subito: al 21′ è Torregrossa a trovare la rete, ma l’arbitro Aureliano annulla per un fuorigioco più che evidente; passano 2′ ed è ancora l’attaccante delle rondinelle a battere Frattali, ma ancora una volta è in fuorigioco.

Sempre Torregrossa al 28′ tocca di testa su punizione di Curcio, ma il tiro è debole e Frattali può bloccare in tuffo. L’attaccante è una vera e propria spina nel fianco per la retroguardia crociata guidata da capitan Lucarelli e non solo. Tanto che al 30′ costringe pure Vacca – a centrocampo – a un brutto fallo che costa al diffidato centrocampista crociato l’ammonizione e l’automatica squalifica.

Al 38′ Torregrossa trova il meritato premio: fa a sportellate con Lucarelli – che protesta in maniera accesa – e riesce a mettere la punta del piede quanto basta per battere Frattali. Brescia in vantaggio, Parma ancora non pervenuto. Per i gialloblu soltanto l’occasionissima fallita da Da Cruz e null’altro.

Nella ripresa D’Aversa capisce che l’andazzo non porterà nulla di buono così anticipa di un bel po’ il cambio di modulo: fuori l’ammonito Vacca, dentro il bomber Ceravolo al 57′ e Parma a trazione anteriore con il 4-2-4. L’attaccante ricambia subito la fiducia: passa appena un minuto e Da Cruz finalizza un rapido contropiede con un cross teso dalla sinistra che trova Ceravolo pronto a colpire a botta sicura per il pareggio dei crociati. Il Parma prova ad insistere e al 63′ è Insigne ad avere l’occasione buona su punizione appena fuori area: il suo tiro è però alto.

Sul ribaltamento di fronte, dormita generale della difesa crociata tanto che il solito Torregrossa ha il tempo di raccogliere il bel cross dalla sinistra di Curcio, di stoppare la sfera e di lasciar partire un missile verso l’incrocio dei pali che fa secco Frattali. Brescia di nuovo avanti.

Al 77′ D’Aversa prova a dare maggior peso e manovra al centrocampo per aumentare la pressione davanti: dentro Scozzarella per Gagliolo. Il Parma pressa e all’81’ ecco un’altra occasione: Di Gaudio batte forte, Minelli respinge come può e palla a Scavone il cui tiro è deviato quanto basta per sfiorare il palo. Il Brescia però approfitta degli spazi per cercare di mettere il sigillo sulla gara: all’87’ è il nuovo entrato Okwonkwo con un destro a giro da fuori a chiamare san Frattali al miracolo con palla in angolo. Il direttore di gara concede 5 minuti di recupero ma il Brescia si difende con ordine e di grandi rischi non ne corre affatto.

Finisce 2 a 1 per le rondinelle una gara che i padroni di casa hanno voluto vincere ad ogni costo. Il Parma – sornione, a volte distratto, quasi mai determinato nella ricerca del risultato – rimedia un’altra sconfitta dopo quella di Cremona. Ad ulteriore testimonianza che se una rondine non fa primavera, tanto meno una vittoria (sul Novara) ribalta la realtà.

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