Consigli Cittadini Volontari, dubbi di incostituzionalità su regole per l’elezione

Consigli Cittadini Volontari, dubbi di incostituzionalità su regole per l’elezione

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Il regolamento per l’elezione dei Consigli dei Cittadini Volontari di Parma potrebbe essere addirittura incostituzionale. A sollevare il dubbio – con una interrogazione urgente inviata al sindaco Federico Pizzarotti e all’assessore di riferimento Nicoletta Paci – è il gruppo consiliare della Lega Nord, guidato da Laura Cavandoli.

L’interrogazione arriva proprio mentre sono già in corso le operazioni che porteranno al voto. Numerosi i cittadini che hanno già ricevuto a casa la lettera che li invita a candidarsi, mentre altri – non sorteggiati dal Comune – sono già in moto per raccogliere le firme necessarie.

L’attuale raccolta delle candidature tra i cittadini volontari per l’elezione dei CCV potrebbe essere inficiata dalla presenza di norme contrarie ai principi costituzionali nel Regolamento comunale – dichiara la capogruppo leghista Laura Cavandoli -. Sindaco e assessore non hanno mai voluto coinvolgerci per migliorarne il testo nonostante le reiterate richieste e adesso – mentre gli interessati stanno impegnandosi nella raccolta delle firme – rileviamo che, mancando il tetto massimo delle firme da presentare, si limita l’elettorato passivo potendo alcuni candidati essere esclusi dalle votazioni. Ancora una volta – tuona sempre la Cavandoli – emerge la doppia faccia di questa amministrazione che dice di essere disponibile al dialogo e favorevole alla partecipazione dei cittadini ma poi nella regolamentazione fa esattamente il contrario! E non crediamo si tratti solo di incapacità o sbadataggine visto che è stato più volte rimarcato dall’opposizione che questo regolamento andava modificato prima delle elezioni dei nuovi CCV”.

Dal punto di vista applicativo: la previsione di un numero massimo di candidati per ogni quartiere, la mancanza di un tetto massimo per la raccolta delle firme dei sottoscrittori e l’esclusione degli aspiranti candidati che, pur avendo raccolto il numero minimo di firme, ne hanno raccolte meno degli altri – spiega la capogruppo leghista che di professione fa l’avvocato – possono comportare l’effetto per cui alcuni aspiranti candidati raccolgano un numero di firme manifestamente eccessivo tale da rendere molto difficoltosa la raccolta firme per gli altri aspiranti candidati, di fatto comprimendo il diritto all’elettorato passivo stabilito e tutelato dalla Costituzione. Inoltre, la Corte costituzionale ha sottolineato la ratio della necessità della previsione di un numero massimo di sottoscrizioni per la presentazione delle candidature in quanto “rivolta a garantire la libera e genuina espressione della volontà del corpo elettorale”.

Insomma, secondo Laura Cavandoli – appoggiata da tutto il gruppo consiliare che conta anche Emiliano Occhi, Maurizio Campari e la vicepresidente dell’aula Carlotta Marù – “potrebbero generarsi contenziosi in caso di esclusione di alcuni candidati. Come gruppo Lega chiediamo la sospensione delle elezioni dei ccv onde consentire l’adeguamento del regolamento alla previsione costituzionale o quanto meno la disapplicazione della norma che limita a 50 il numero dei candidati per ogni quartiere. Di certo anche in questa occasione l’amministrazione dà sfoggio della sua incapacità ad ascoltare l’opposizione e i cittadini”.

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