Quali sono le professioni meglio retribuite incampo hi-tech?

Quali sono le professioni meglio retribuite incampo hi-tech?

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Con il definitivo sviluppo del web, anche il Italia, sono sorte nuove professioni. Alcune sono inflazionate, mentre altre sono molto redditizie. Queste ultime però, richiedono competenze molto specifiche, che non si acquisiscono da un giorno all’altro, bensì necessitano di un lungo periodo di studio e formazione.

In ogni caso, però, ecco le professioni legate al mondo hi-tech che sono pagate di più.

Lo sviluppatore

Un tempo lo sviluppatore veniva quasi considerato un nerd sfigato. Oggi, invece, il mondo si è capovolto. È una figura ricercatissima a tal punto che, se solo qualche anno fa era tanto se aveva un contratto regolare a tempo indeterminato, attualmente invece tanti sviluppatori hanno scelto di aprire la Partita IVA per mettersi in proprio. E poter, così, guadagnare molto di più.

A fronte di maggiori introiti, le spese sono oggigiorno assai ridotte: basti pensare che, abbonandosi ad un servizio online di consulenza fiscale come Fiscozen, lo sviluppatore può aprire Partita IVA gratuitamente e affidare tutti i successivi adempimenti ad un esperto, senza dover sborsare cifre esagerate.

L’analista

Se fare lo sviluppatore è una cosa che non ti appartiene,  puoi optare per il ruolo di analista. È un lavoro che necessita anche di investimenti economici, poiché bisogna munirsi di software e programmi ad hoc. A fronte di questi strumenti, inoltre, è necessario anche avere un hardware che li possa reggere.

Dando per scontato che abbia tutto, l’analista non soltanto dev’essere in grado di “vedere” i numeri, ma deve anche saperli interpretare in modo da presentare un quadro completo, con percentuali, indicazioni e grafici corretti.

L’esperto di sicurezza informatica

Alzi la mano chi non ha mai avuto un attacco di pishing oppure, se ha un sito web, non teme di essere hackerato. Ecco, proprio per questo, l’esperto in sicurezza informatica è oggi una figura fondamentale e molto richiesta.

Va da sé che deve avere competenze anche trasversali, sia legati alla corretta lettura del codice HTML (e anche di altri linguaggi), che anche di poter valutare i competitor e analizzarli. Chi si priva di questa figura rischia seriamente di pagare a caro prezzo le conseguenze di una scelta tanto avventata.

Il ‘tester’

Chiudiamo con il ‘tester’. O, se si preferisce, lo ‘stress-tester’. Si tratta di una figura, o di un team, che prova a mettere sotto pressione un sito, un’app o, comunque, qualsiasi altro prodotto tecnologico.

Ad esempio, il tester valuta come “viaggia” l’app con un sistema operativo non troppo efficace. Oppure se un sito è veloce anche durante il download. O, ancora, se risulta piacevole dal punto di vista della user experience.

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