Aeroporto di Parma a rischio: il Comune risponde agli esposti, Pezzuto rilancia

Aeroporto di Parma a rischio: il Comune risponde agli esposti, Pezzuto rilancia

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Finora è stata più una macchina mangiasoldi che un reale strumento per il territorio, adesso dovrebbe accogliere aerei cargo per avere una speranza di futuro. Ma entro pochissimo tempo bisogna trovare i soldi per finanziare la prosecuzione dell’attività. E nel frattempo le polemiche si sprecano, fra semplici insulti e denunce vere e proprie alla magistratura e non solo. Per l’Aeroporto “Giuseppe Verdi” di Parma non è il momento migliore e il rischio è altissimo.

Intanto – oltre alle polemiche tra forze politiche contrapposte ed ex amici – c’è da registrare la posizione ufficiale del Comune di Parma che, pur senza mai citarla, replica a Legambiente che ha presentato un esposto in Procura e alla Corte dei Conti sul difficile rapporto che sembra esserci fra il mega Mall di Baganzola e il previsto ampliamento della pista dello scalo aeroportuale.

Il Comune di Parma parla di “affermazioni imprecise e tendenziose circa la correttezza e la legittimità degli atti inerenti la realizzazione del centro commerciale Parma Urban District e l’aggiornamento del Piano di Rischio dell’Aeroporto Giuseppe Verdi“. In particolare: “Nessun silenzio ostile da parte delle istituzioni: l’amministrazione comunale, in più occasioni, è stata chiamata a dare risposta a dubbi e quesiti relativi sia al centro commerciale sia al piano di sviluppo dell’aeroporto (interrogazioni consiliari, regionali, Enac …) e tali risposte sono sempre state fornite in modo pubblico, trasparente e puntuale. Il Comune, quindi, operando nel pieno rispetto del proprio ruolo e delle proprie funzioni, con trasparenza e completezza, non ha mai mancato di fornire le informazioni richieste nella sede istituzionale deputata: il Consiglio Comunale”.

Nulla di poco chiaro, inoltre, per quanto riguarda il recente affidamento di incarico per l’aggiornamento del piano di rischio aeroportuale – conclude la nota di Piazza Garibaldi -. L’Amministrazione Comunale ha dato avvio alla procedura di aggiornamento del Piano alla luce dello stato di avanzamento del progetto di sviluppo dell’aeroporto presentato da Sogeap così  come stabilito dal Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti di Enac“.

Non proprio una risposta completa ed esaustiva, ma queste vicende – stando alla nota del Comune – si trattano in Consiglio comunale, non in piazza.

Ma se il Comune risponde senza rispondere più di tanto, il consigliere Fabrizio Pezzuto di Parma Unita Centristi non solo “vede”, ma addirittura “rilancia” con una raffica di domande da tempo senza risposte.

Mancano ormai poche ore alla scadenza programmata per la ricapitalizzazione della società che gestisce l’aeroporto e nulla è dato sapere sul destino dello scalo parmigiano – tuona Pezzuto -. Pochi mesi fa, in una seduta della Commissione consiliare dedicata all’aeroporto, il Presidente Dalla Rosa Prati aveva parlato di situazione appesa ad un filo e di questione di giorni, ma da allora, nonostante i ripetuti appelli, nessuno della Giunta ha ritenuto di dover rispondere alle ripetute richieste di informazioni partite dai gruppi di opposizione. Non bastasse questo silenzio, da alcune settimane, la città si sta confrontando con il lavoro circostanziato e attento di Legambiente Parma che ha sollevato dubbi sulla compatibilità urbanistica e dal punto di vista della sicurezza dell’aeroporto con il mega mall in costruzione nelle vicinanze. Ci sono state – continua il consigliere comunale di minoranza – ben 2 interrogazioni in consiglio comunale più alcune comunicazioni, ma aldilà della risposta tecnica alle interrogazioni, nulla è arrivato da Palazzo, non una valutazione politica, non un aggiornamento sullo stato dell’aumento di capitale e sugli step della conversione cargo dello scalo”.

Perciò, a poche ore dalla scadenza della ricapitalizzazione – dice Fabrizio Pezzuto – mentre un consigliere regionale del Movimento 5 Stelle chiede alla Regione di rivedere il finanziamento per allungamento della pista (che significa ultima spiaggia di sopravvivenza), faccio l’ultimo appello e lo faccio, oltre che alla Giunta, ai colleghi consiglieri di Effetto Parma che condividono con la minoranza il compito di controllo sugli atti dell’Amministrazione e delle partecipate. Ci aiutino a capire, sollecitino anche loro il Sindaco per spiegare alla città cosa stia succedendo: l’aeroporto di Parma continuerà ad esistere? Quale sarà il destino della struttura e dei lavoratori? Quale sarà il ruolo del Comune? E se ci sarà l’auspicato salvataggio, quando sarà resa nota la relazione sull’impatto ambientale dei trasporti cargo? Quando inizieranno i lavori di allungamento della pista? Resterà e in quale misura il trasporto passeggeri? La città tutta ha diritto di sapere.  Ho la netta impressione che dalla auspicata casa di vetro comunale si sia passati da tempo all’Aeroporto delle Nebbie”.

Attualmente nello scalo aeroportuale di Parma volano soltanto due compagnie per altrettante destinazioni: Ryanair va a Cagliari; Flyone a Chisinau, in Moldavia. E neppure tutti i giorni. Insomma, a Parma volano ormai da tempo più parole che aerei, mentre il “Verdi” sempre più isolato attende ancora di conoscere il suo destino.

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