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Incidente di caccia a Pellegrino: colpo che ha ucciso Mattia Valdi partito dal fucile del padre

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E’ stato un incidente, un drammatico incidente. Ma il colpo che domenica mattina ha ucciso in pochi istanti Mattia Valdi, 31 anni, di Salsomaggiore, conduttore di segugi, durante una battuta di caccia al cinghiale in località Case dei Manini di Pellegrino Parmense, è partito proprio dal fucile del padre, Roberto, indagato adesso per omicidio colposo. Un atto dovuto, quello della Procura della Repubblica di Parma, che ha anche disposto l’autopsia sul cadavere del 31enne, già trasferito all’Istituto di medicina legale del Maggiore di Parma, e la perizia balistica sull’arma.

Mattia Valdi – colpito all’inguine – è morto malgrado il tempestivo soccorso del padre e dei militi del 118, oltre all’arrivo dell’elisoccorso. La causa è stata la rottura dell’arteria femorale che ha provocato una violenta emorragia. Con i Valdi, altri 5 compagni di caccia ascoltati dai carabinieri di Pellegrino per ricostruire la dinamica dell’accaduto. I presenti, intuita la gravità della situazione, per evitare gesti disperati avevano fatto sparire le armi subito dopo l’incidente.

La tragedia si è consumata in località Case Manini, a poca distanza dalla strada di fondovalle. Dalla ricostruzione, pare che il 31enne sia stato colpito da una fucilata partita dall’arma del padre, Roberto, 58 anni, impiegato al Comune di Salsomaggiore, e rimbalzata sul tronco di un albero. L’uomo non ha retto al dolore, alla disperazione per quanto accaduto ed ha accusato un malore tanto che subito dopo l’incidente si è reso necessario il ricovero all’ospedale di Parma a causa dello stato di schock. Adesso è indagato per omicidio colposo, ma saranno le perizie disposte dalla procura ad accertare se c’è stata o meno una colpa alla base dell’incidente mortale.

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