Enac smentisce Comune: da noi nessun parere, il Mall di Baganzola non...

Enac smentisce Comune: da noi nessun parere, il Mall di Baganzola non poteva essere autorizzato

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Mai espresso alcun parere o approvazione sul presunto centro commerciale“. Colpo di scena sulla questione convivenza tra il Mall in corso di realizzazione a Baganzola e l’ampliamento della pista dell’aeroporto Giuseppe Verdi: l’Enac – l’Ente che sovrintende all’aviazione civile in Italia – scrive di non aver mai espresso alcun parere in proposito.

La risposta dell’Ente è arrivata al gruppo Parma Protagonista che l’aveva sollecitata per chiarezza.

Abbiamo deciso di scrivere autonomamente a Enac – si legge in una notta del gruppo di opposizione in Consiglio comunale – perché la risposta dell’assessore Alinovi (12/6/18) all’interrogazione dei gruppi consiliari Pp, Pd e Pu ci sembrava quanto meno lacunosa ed Enac cortesemente ci ha risposto. I fatti salienti sono che Enac chiarisce di non aver mai espresso alcun parere o approvazione sul centro commerciale sul merito del Piano di rischio e lo stesso piano di rischio attende dal 2011 di essere aggiornato, nonostante specifici solleciti e comunicazioni ufficiali”.

Di queste comunicazioni e di questo mancato parere nulla ci ha detto l’Assessore Alinovi nella sua risposta – ribadisce Parma Protagonista -. La richiesta di parere a Enac sul centro commerciale era obbligatoria e prevista nel Piano di rischio esistente del 2012, che a pagina 24 della relazione affermava che la fase di attuazione del PUA avrebbe dovuto obbligatoriamente passare dal parere specifico di Enac. ll non averlo fatto è di per sé il primo fatto grave. Nel dicembre 2017 Enac, informato del centro commerciale in coincidenza con l’informativa sul Masterplan del nuovo Aeroporto, ha risollecitato l’Amministrazione a predisporre quanto prima l’aggiornamento del piano di rischio, ricordando che, in carenza di adozione dello stesso, nessuna opera o attività poteva essere autorizzata nelle aree di tutela laterali C e D. ENAC ha inviato al Comune ulteriore lettera in data 23.04.2108 – continua la nota di Parma Protagonista – chiedendo informazioni sul centro commerciale e consigliando di valutare addirittura la sospensiva dei lavori in corso, nelle more di aggiornamento del nuovo Piano di rischio. Anche di questo l’Assessore Alinovi nulla ci ha detto“.

Insomma, una coltre di fumo sempre più denso sembra circondare l’aeroporto di Parma, il cui futuro è ormai appeso a un filo.

E Parma Protagonista sostiene ancora che “anche indipendentemente dal parere di Enac, il Piano di rischio diceva cose ben precise, in termini di incompatibilità nella zona interessata dalle zone di tutela. Diceva che nell’ambito urbanistico 26S2 occorreva rispettare un limite preciso di carico antropico, in attesa di una obbligatoria immediata traduzione negli strumenti di pianificazione come da delibera di Ciclosi 143/17 del 28.02.2012. La qual cosa non è mai stata fatta, se non per l’ideazione di una sorta di giro vizioso normativo nell’articolo 8.2. delle NTA del Psc che, citando il Piano di rischio, rimanda le revisioni al Piano di rischio, il quale rimanda a sua volta alle norme urbanistiche. Un modo sibillino per bypassare il problema e non tradurre le specifiche del piano di rischio. E questo è il secondo aspetto grave che dobbiamo sottolineare”.

Non amiamo fare politica attraverso gli esposti, ma in questo caso rileviamo troppe ambiguità, omissioni e silenzi in questa vicenda – conclude Parma Protagonista -. Aspettiamo quindi se e come si pronuncerà la Magistratura a cui, se ce lo chiederà, mettiamo sin d’ora a disposizione la lettera di Enac. Le ragioni per cui il Comune ha omesso di compiere ciò che gli era dovuto, le lasciamo alla interpretazione dei cittadini. Gli effetti sono che un piano su cui il Comune aveva tutte le possibilità di rinegoziare definizioni, densità, utilizzi, è stato lasciato del tutto indisturbato”.

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