Lucchi scrive al premier Gentiloni, crociata per il Punto nascite di Borgotaro

Lucchi scrive al premier Gentiloni, crociata per il Punto nascite di Borgotaro

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Al Punto nascite di Borgotaro non si può mettere un punto e basta, come vorrebbe il Ministero della Salute che ha cassato la richiesta di deroga arrivata dalla Regione Emilia Romagna, ma deve diventare un punto e a capo. Una storia che ricomincia al di fuori della fredda logica dei numeri che spazza via decenni di storia se non si raggiungono i 500 parti all’anno.

A lanciare la crociata in difesa dell’Ospedale Santa Maria di Borgotaro è il vulcanico sindaco di Berceto Luigi Lucchi, che non vuol lasciare nulla d’intentato per salvare il Punto nascite. Lucchi ha già richiesto al presidente della Provincia, Filippo Fritelli, la convocazione dell’Assemblea dei sindaci “per affrontare e contrastare, in tutti i modi dettati dalla politica, dalla buona politica, la nefasta decisione del Ministero della Sanità di non concedere, alla Regione Emilia Romagna, la proroga per il punto nascite di Borgotaro. Dobbiamo, finalmente, prendere una ferma posizione contro la strisciante “politica” di smobilitare il sistema sanitario nazionale pubblico per privatizzarlo. Si torni, insomma, almeno come Sindaci, a difendere il Popolo, la Democrazia e la nostra Costituzione”.

Non solo, il sindaco di Berceto – autodefinendosi “un pivello della politica“, nonostante la faccia dal 1972 come convinto socialista – ha anche scritto una lunga lettera al presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, denunciando apertamente la distruzione della Costituzione repubblicana.

L’ospedale Santa Maria di Borgotaro

Per decisione del Ministero della Sanità, applicando direttive e parametri, viene chiuso il punto nascite dell’Ospedale di Borgotaro – sottolinea Luigi Lucchi nella missiva -. Unico ospedale della montagna parmense sui tre complessivi (Borgotaro, Fidenza e Parma). Viene chiuso perché non ci sono almeno 500 parti l’anno. Il motivo sbandierato, a mio avviso, è obbrobrioso, legando il numero minimo di parti, 500, alla sicurezza. Vivo queste disposizioni come assurde che portano la beffa oltre il danno. I motivi veri sono, ancora una volta, economici e ancora una volta vince il mercato senza regole, che conosciamo in tutti i suoi squallidi aspetti, che prevarica sul valore della persona. Del resto, con Legge Costituzionale del 20 aprile 2012, è stato introdotto, nella nostra Costituzione, l’obbligo del pareggio di bilancio. L’opinione pubblica, a mio avviso, da decenni indotta a guardare il dito che indica la luna e non la luna, è rimasta silente”.

La nostra meravigliosa Costituzione è stata distrutta, non ha più modo di operare, di tutelarci, come Popolo e oggi siamo inermi e sempre più schiavi della ricchezza detenuta in poche, pochissime, mani, a livello mondiale – sottolinea Lucchi -. I nostri Padri Costituenti erano terrorizzati dal prevaricare della ricchezza sullo Stato e avevano cercato, con norme costituzionali e Leggi d’attuazione, di preservarci da questa tirannia. Decenni di falsa retorica, sulle tante lapidi del 25 aprile, hanno sempre lasciato intendere che i nostri Padri Costituenti fossero intimoriti dal ritorno dell’uomo forte. Nulla di più falso e sviante dai veri pericoli. Del resto si continua su questa strada con la recente Legge Fiano sul fascismo. La proposta di deroga, per il punto nascite di Borgotaro, oltre ad essere sostenuta da tutti i Sindaci della montagna parmense, ma anche quelli di Castelnuovo Monti (RE) e di Pavullo (MO), è stata sostenuta, tecnicamente, da tutti i nostri ospedali parmensi attraverso un accordo d’intervento e soprattutto è stata deliberata e sostenuta dalla Giunta Regionale e dal suo Presidente. I messaggi che vengono colti, giustamente, da noi montanari sono molto semplici: della montagna, delle zone deboli, delle zone definite a fallimento di mercato, non interessa a nessuno e tanto meno al Parlamento, al Governo e alla classe politica nel suo insieme; il Sistema Sanitario Nazionale viene predisposto per non dare più risposte ai cittadini e far invocare o accettare, da questi, la privatizzazione. Tutto questo avviene negli stessi giorni in cui, “stranamente” il Parlamento, all’unanimità, vota, dopo 16 anni dalla proposta dell’on. Realacci, la Legge sui piccoli Comuni, alla quale, nonostante la ridicola dotazione finanziaria, ho dato grande valore come un’inversione di rotta dopo il furore distruttivo verso i Comuni e le autonomie, iniziato con scientificità con il
Ministro Calderoli nel 2008/2009 e successivamente aggravato da tutti i Governi e da tutte le forze politiche”.

Dopo la notizia della bocciatura, del punto nascite di Borgotaro, è iniziata la solita e devastante liturgia dell’attribuire le colpe e le responsabilità e la strumentalizzazione, meschina, per altri fini, di questa sconfitta che riguarda ogni cittadino della montagna – tuona Luigi Lucchi nella lettera inviata a Gentiloni -. Sconfitta gravissima perché colpisce la speranza stessa di poter vivere in montagna visto che in montagna è proibito nascere. Se non si può nascere in montagna si affievolisce la speranza e si fugge, appena possibile, dai nostri territori che diventeranno ancora più poveri, dissestati, inselvatichiti, miseri, inospitali, quando al contrario dovrebbero essere considerati la salvezza economica dell’Italia. L’Italia, mi chiedo, vuole per davvero ripartire? Io, signor Presidente, avendo dedicato la mia vita a combattere contro tutti i dolori evitabili cercherò, come ne sono capace, di far intendere che tutti insieme dobbiamo lottare contro l’avversario vero che è il neoliberismo, il primato della finanza, dei finanzieri, dei potenti/prepotenti e non certo contro il povero Sindaco di Borgotaro: Diego Rossi. Cercherò di avere, dalla nostra parte, anche la Regione Emilia Romagna. Per il Popolo è indispensabile la speranza generata dal mantenimento e rafforzamento del punto nascite di Borgotaro e di tutti gli altri ospedali montani. Per il Popolo è indispensabile un efficace sistema sanitario nazionale pubblico. Per il Popolo è indispensabile lottare contro la società dello scarto come è definita da Papa Francesco. Non sono ammonimenti né ricatti, signor Presidente, ma un grido di dolore di persone che avendo conosciuto e amato la Democrazia non la vogliono perdere del tutto e al contrario vogliono riconquistarla e ampliarla. C’è tutta la mia disponibilità, signor Presidente, ad incontrarLa a Roma.
C’è tutta la mia disponibilità a organizzare, insieme ai miei colleghi e all’ass. regionale Sergio Venturi, una Sua personale venuta nelle nostre zone montane. La bella politica, signor Presidente, se tornerà a baciare la nostra amata Italia, inizierà a riaffacciarsi dai piccoli Comuni“.

Non solo azioni istituzionali, ma anche iniziative eclatanti. Luigi Lucchi non è nuovo a quest’ultime e ne lancia una destinata a lasciare il segno: riempire per protesta lo stadio Ennio Tardini di Parma. Per una partita di calcio? Neanche a parlarne.

Riempire lo stadio non per una partita – dice il sindaco di Berceto – ma per dei diritti di un Popolo sarebbe, a mio avviso, eclatante e toglierebbe anche l’infausta immagine di popolo solo nel pallone”.

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