Azienda ospedaliero universitaria di Parma, le nomine finiscono all’attenzione della Giunta regionale

Azienda ospedaliero universitaria di Parma, le nomine finiscono all’attenzione della Giunta regionale

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medicoLa sanità parmigiana nel mirino del consigliere regionale Tommaso Foti (Frateli d’Italia-An), che ha inviato due interrogazioni al presidente Stefano Bonaccini. La prima riguarda la trasparenza nelle nomine e l’applicazione della Legge Severino.

Foti chiede ai vertici regionali “se vi sia una struttura o comunque una persona fisica che, all’interno dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma, si occupi dell’applicazione della normativa (cosiddetta Legge Severino) che obbliga gli enti pubblici a non assegnare incarichi dirigenziali di vertice a coloro che siano stati condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati contro la pubblica amministrazione; in caso di risposta affermativa se risulti che ilsoggetto preposto alla predetta funzione sia stato sostituito nel corso degli ultimi due anni; se, con riferimento alle recenti nomine (da parte del direttore generale) dei direttori di struttura complessa dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma, risultino essere state assolte le dovute verifiche in ordine alla piena e corretta applicazione della normativa sopra evocata e quali ne siano stati i risultati; se la Giunta Regionale intenda, in ogni caso, emanare opportune direttive alle aziende sanitarie locali volte a richiedere la massima scrupolosità nell’applicazione della normativa che qui interessa”.

Una presa di posizione precisa e non casuale quella di Foti che, davanti alla sanità parmigiana, non sembra affatto voler fare sconti.

La seconda interrogazione riguarda infatti i dirigenti dell’Azienda ospedaliero-universitaria e le relative spese, sostenendo che, in materia di spendig review, “nei fatti l’azione è sistematicamente diretta a tagliare i servizi più che i costi inutili”.

Secondo Tommaso Foti, “sconcertante nei fatti risulta la norma di legge in ragione della quale un docente universitario di prima fascia, in assenza di un reparto disponibile, ha diritto ad un programma che lo equipari, dal punto di vista economico, alla figura del direttore; alla luce di quanto sopra detto, il reparto di Gastroenterologia dell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma ha due direttori: uno – assegnato mediante procedura concorsuale – ricoperto da professore universitario di prima fascia, direttore del reparto ospedaliero; l’altro, professore universitario di prima fascia, cui è stato assegnato un programma di gastroentorologia sul territorio, atteso che la funzione di direttore di reparto ospedaliero, come visto, risultava già ricoperta. Il soggetto titolare del programma percepisce, dunque – aggiunge il consigliere regionale – un trattamento economico da apicale, pur risultando spesso assente da Parma per asseriti impegni universitari; inoltre, per asseriti motivi di salute il direttore della Chirurgia vascolare della detta azienda ospedaliero-universitaria ha rinunciato al predetto ruolo ed è stato sostituito da un collega proveniente dall’Università di Bologna. Tuttavia, una volta che quest’ultimo ha preso servizio quale direttore della Chirurgia vascolare, il primo ha deciso di restare comunque nell’organico universitario e risulta assegnatario di un programma sicché, tutt’ora, è retribuito da apicale. Analoga situazione si manifesta nella detta azienda ospedaliero-universitaria per quanto riguarda la direzione del reparto di Ortopedia, dove il direttore titolare che ha lasciato l’incarico, ed è stato sostituito da altro professionista proveniente dall’ospedale Vaio di Fidenza, si è visto, successivamente, assegnare un programma in ragione del quale continua ad operare, percepisce il trattamento economico di apicale, pur non avendo più la responsabilità di reparto. In detti ultimi casi citati giova evidenziare come le due prime fascia hanno rinunciato all’apicalità, ma non al trattamento economico ad essa riferito che percepiscono in ragione del programma agli stessi affidato”.

Tommaso Foti, con una interrogazione indirizzata al presidente Bonaccini, chiede ora di sapere “se i fatti siano noti alla Giunta Regionale, quale giudizio ne dia, se e quali iniziative intenda assumere al riguardo”.

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