Procura federale: illecito per Calaiò, responsabilità oggettiva del Parma. L’Ad Carra: “Non...

Procura federale: illecito per Calaiò, responsabilità oggettiva del Parma. L’Ad Carra: “Non ci saranno conseguenze”

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Il Parma Calcio 1913 apprende con sgomento e sconcerto le notizie di stampa riguardanti l’asserito deferimento per la presunta violazione dell’art. 7 del Codice di Giustizia Sportiva (illecito sportivo), che sarebbe stato contestato in data odierna dalla Procura Federale al Club e ai propri tesserati Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo per l’invio di alcuni messaggi di testo ad ex compagni di squadra prima della partita Spezia-Parma e desidera precisare quanto segue:

  • Riteniamo che l’accusa di tentato illecito sportivo, se confermata visto che la società a tutt’ora (le ore 13:55 di mercoledì 20 giugno) non ha ancora ricevuto alcun tipo di comunicazione a riguardo, rispetto alle condotte riscontrate, sia sconcertante. Non riusciamo davvero a concepire come testo e tenore dei messaggi in questione possano integrare una fattispecie così grave e siamo convinti che chi dovrà giudicare lo farà nel rispetto delle norme, della giustizia e del buon senso. Il Parma Calcio 1913 continua a nutrire la massima fiducia nella Giustizia Sportiva, ma chiede che la verità venga stabilita nel modo più rapido possibile, per rispetto nei confronti del club e dei suoi tifosi.
  • La Società – che ricordiamo non è mai nemmeno stata convocata o ascoltata in ordine a questo procedimento – auspica che, come sono stati resi pubblici molti dettagli delle indagini, possano essere resi pubblici dalla Giustizia Sportiva, da subito o al termine del procedimento, anche i testi dei messaggi in questione, affinché tutti gli sportivi italiani possano avere contezza del tenore degli stessi.
  • Già nel recente passato, il Parma Calcio ha dovuto sopportare danni di immagine notevoli in ordine ad accuse infamanti rivelatesi infondate, senza ricevere alcuna tutela. Nelle ultime settimane sta inoltre assistendo ad un crescendo di dichiarazioni aggressive e insinuanti da parte di tesserati e dirigenti di altre società, senza che nessuno abbia mai censurato questi comportamenti o mosso un dito. Il Parma Calcio non è mai entrato a far parte di questo circo. Continuerà a starne fuori. Ma non ha alcuna intenzione di partecipare a un processo mediatico, dove giorno dopo giorno si alternano notizie contrastanti e la Società si ritrova ad apprendere dai giornali l’evoluzione della inchiesta in questionePer primi vogliamo chiarezza, giustizia e rispetto delle norme.
  • Da ultimo vogliamo continuare a rassicurare i nostri tifosi, in quanto rimaniamo convinti che in alcun modo i fatti contestati possano rappresentare un illecitoSiamo pertanto certi che questa vicenda – che sta comunque arrecando al Parma ingenti danni di immagine, tecnici, commerciali ed economici – non potrà che definirsi senza conseguenze per il Parma CalcioChiediamo a tutti i nostri tifosi di rimanere vicini a questa società e a questa squadra e a tutte le persone che la compongono, che meritano la fiducia di tutti noi per il comportamento sempre dimostrato in campo e fuori dall’inizio del nostro percorso di rifondazione.
Emanuele Calaiò

Tutto cambia nel pomeriggio. Forse l’uscita della società ha ricordato a chi di dovere di notificare gli atti anche ai diretti interessati – ovvero Emanuele Calaiò (e non anche Fabio Ceravolo) e il Parma Calcio – oltre che alle fonti d’informazione. La Procura contesta di fatto l’illecito sportivo e chiama il Parma Calcio a rispondere anche per la responsabilità oggettiva.

L’Ad Luca Carra, quindi, torna quindi sulla vicenda: “Dopo giorni di indiscrezioni sui media e una mattina trascorsa da “deferiti a nostra insaputa” il Parma Calcio ha finalmente ricevuto l’avviso di chiusura indagini per i messaggi inviati da un nostro tesserato ad un suo ex compagno di squadra prima della partita Spezia-Parma, gara che ha sancito il nostro ritorno in Serie A. Questa è una società che dal primo giorno ha misurato ogni parola. Il mandato affidatomi da primari investitori italiani e stranieri è chiaro: moderare i toni ed evitare polemiche sterili. Ma di fronte a questo, non possiamo – a nome di tutta la società e di tutta la proprietà – rimanere in silenzio“.

Ipotizzare un tentativo di illecito esclusivamente per un messaggio Whatsapp innocuo e con faccine ad un ex compagno di squadra, dopo che indagini approfondite non hanno evidenziato null’altro, è sconvolgente – aggiunge Carra-. Perdonateci ma la serie A del Parma, conquistata con merito, non può essere messa in discussione per una contestazione di questo tipo. Chiediamo rispetto per una società che è ripartita dalla Serie D. Chiediamo rispetto per una città che si è sportivamente rialzata grazie agli investimenti di importanti investitori italiani e stranieri e si è sempre distinta per stile e sportività. Attendiamo impazienti i tempi della Giustizia Sportiva e non abbiamo alcun dubbio che chi dovrà valutare la condotta del nostro tesserato, saprà giudicare. Parma ha compiuto sul campo un’impresa straordinaria, mai riuscita prima e stiano sereni i nostri tifosi: nessuno potrà mai sottrarci la Serie A“.

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