L’Europa sceglie la Theras Group di Salsomaggiore per combattere il diabete

L’Europa sceglie la Theras Group di Salsomaggiore per combattere il diabete

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L’Europa dichiara guerra al diabete e a guidare la task force voluta dal Parlamento europeo sarà la Theras Group di Salsomaggiore Terme, leader nella commercializzazione di tecnologie di avanguardia per il trattamento di questa malattia sia nell’ambito del controllo glicemico in continuo che nelle somministrazione controllata di insulina.

L’azienda salsese conta 38 dipendenti diretti, 10 agenti per il commerciale, 2 distributori e vari collaboratori e consulenti esterni. Theras Group opera anche nel settore del dolore cronico e nella ricerca. Due le società del gruppo attive per  il diabete: Dexcom ed Insulet che Forbes (punto di riferimento della business community mondiale) pone rispettivamente al 2° e 4° posto tra le  aziende innovatrici con la miglior crescita. Non a caso sono più di 8.000 i pazienti trattati in Italia con il Cgm e più di 3.000 si aggiungeranno dal 1 luglio per quanto riguarda il microinfusore Omnipod, unica Patch pump sul mercato nazionale.

Una crescita che ha condotto l’azienda di Salsomaggiore fino al Parlamento dove   all’indomani dell’incontro organizzato dall’eurodeputato Nicola Caputo sul tema “Tackling the Burden of Diabetes in Europe”, cui hanno preso parte i rappresentanti dei più importanti stakeholder europei, clinici, industriali e politici, è stata istituita una task force destinata ad avviare le azioni indispensabili al miglioramento dell’accesso alle cure dei milioni di pazienti affetti da questa pandemica patologia.

Nella circostanza, Cristiano Ferrari, presidente di Theras, unica azienda italiana da oggi protagonista in questa task force, nel corso del suo intervento ha dimostrato, conti alla mano, come si possono ridurre gli enormi costi sanitari, migliorando nel contempo la qualità delle cure.

Data l’importanza dei temi trattati – afferma Cristiano Ferrariabbiamo accettato con piacere l’invito a far parte di questo Board europeo anche per chiarire e mettere fine ad alcuni luoghi comuni che addossano l’incremento dei costi nel trattamento delle patologia alla innovazione tecnologica. E’ inammissibile infatti che all’interno di qualche organizzazione governativa, ancora oggi ci sia chi pensa che la via per migliorare la sostenibilità delle cure per il diabete sia quella di tagliare le spese per i dispositivi medici. I dati che vi ho presentato sono assolutamente incontrovertibili e sostenuti da Evidenze cliniche di primo livello”.

A dimostrazione di quanto asserito da Ferrari, i dati elaborati dall’osservatorio Arno che monitora annualmente 10 milioni di persone nell’Italia del Nord fornendo stime precise circa la distribuzione dei costi per i trattamento del diabete: i device incidono per il 4% sul totale dei costi diretti. Al contrario dato che la stragrande maggioranza delle spese sono relative ai ricoveri ospedalieri, per ridurle basterebbe migliorare gli outcome clinici e   aumentando del solo 3% le spese per i dispositivi medici si può ottenere un risparmio netto del 34%.

Adesso – conclude Ferrari – le informazioni ci sono, basta tergiversare, è tempo di agire.  Milioni di pazienti italiani ed europei attendono risposte certe e qualità di cure migliori”.

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