Movimento 5 Stelle: così abbiamo salvato il Teatro Regio

Movimento 5 Stelle: così abbiamo salvato il Teatro Regio

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I fatti degli ultimi giorni relativi al Teatro Regio, seguiti dalle dichiarazioni più svariate e in molti casi inopportune, rischiano di gettare ombre sui risultati ottenuti da questa Amministrazione, che sono sotto gli occhi di tutti: un teatro tanto fastoso nelle apparenze quanto marcio nella sua struttura economica è stato risanato attraverso un’attenta gestione dei bilanci e un progressivo dimezzamento del debito passato dai 9,5 Milioni del 2011 ai 4 del 2014.
L’intenso lavoro di programmazione della nuova Direzione, criticata come inadeguata al momento della nomina dai grandi esperti di gestione teatrali presenti tra i banchi delle minoranza, ha consentito invece di presentare il Festival Verdi con oltre 10 mesi di anticipo, favorendo il lavoro degli operatori economici ed alberghieri del territorio.
L’apertura alla città – con un consolidamento delle collaborazioni storiche e la stipula di nuove convenzioni con realtà quali scuole e centri di formazione – e l’ampliamento delle attività orientato a un coinvolgimento trasversale del pubblico, hanno portato il Regio a essere il primo teatro di tradizione per entità di finanziamenti privati ottenuti tramite l’applicazione di Art Bonus, meccanismo che incentiva le donazioni attraverso il credito di imposta.
L’ingresso della Fondazione nel circuito Opera Europa e la possibilità di ospitare in occasione del Festival Verdi 2017 la produzione del regista vincitore dell’European Opera-directing Prize, confermano la ritrovata credibilità della Fondazione agli occhi dei partner europei e mondiali.
Il raddoppio delle alzate di sipario rispetto allo scorso anno infine, è il segnale più evidente di una ripresa del teatro su basi nuove e finalmente solide.
A fronte di tutto ciò, la preoccupazione di un senatore che ha a cuore la propria città, dovrebbe essere rivolta alle continue riduzioni dei contributi erogati dal Ministero, tanto al Regio quanto ad altre realtà culturali del territorio, tra le quali il Teatro Due e la Filarmonica Arturo Toscanini.
E’ preoccupante l’inefficacia e inadeguatezza dei parlamentari parmigiani che, nonostante le numerose promesse e rassicurazioni, non sono stati in grado di incentrare l’attenzione del proprio Governo verso le criticità e le richieste del territorio.
Tra queste l’equiparazione del Festival Verdi agli altri importanti festival nazionali attraverso un contributo annuale stabile, significativo per il definitivo riconoscimento quale manifestazione di interesse sovra locale. In questi anni pochissimi sono stati i risultati concreti ottenuti da questi parlamentari che, invece, non esitano ad anteporre gli interessi di partito e personali al bene del Teatro Regio, che ricordo è patrimonio culturale della città e non deve essere a disposizione di basse schermaglie politiche.
Noi, al contrario, continueremo a lavorare sempre con l’unico obiettivo di riportare il Regio al livello che merita.
Un sentito ringraziamento alla Dott.ssa Meo ed alla Dott.ssa Minghetti per l’impegno, la passione, la competenza ed il proficuo lavoro che stanno svolgendo.

Andrea De Lorenzi
Consigliere comunale M5S

2 COMMENTI

  1. Accusare i parlamentari del Partito democratico di non aver fatto nulla per sostenere il Teatro Regio di Parma non solo è pretestuoso ma è anche falso.
    Se vuole sapere chi ha bloccato i finanziamenti per Parma dovrebbe chiedere ai parlamentari del M5S che, per insensate manovre politiche, hanno deciso di bloccare un emendamento alla Legge di Stabilità che avrebbe permesso il sostegno al Festival Verdi di un milione di euro all’anno per i prossimi tre anni.

    Da quando siamo stati eletti abbiamo lavorato per il bene di Parma e del suo teatro, ne sono prova gli atti del parlamento. Inoltre, alla Camera, è depositata una nostra proposta di Legge per il finanziamento al Festival Verdi e la stessa legge è già incardinata al Senato e, quando sarà approvata, permetterà al Festival di ricevere il contributo statale. Perché il M5S non le appoggia ufficialmente?

    Il consigliere De Lorenzi (che può ancora chiamarsi grillino o è sospeso insieme al suo sindaco?) adotta una tecnica da vecchia politica: quando non si hanno argomenti si attacca l’avversario, chieda ai parlamentari del M5S cosa hanno fatto per Parma. Suggeriamo una risposta: non solo il nulla più assoluto, ma sono riusciti nel capolavoro di bloccare lo stanziamento previsto grazie al nostro lavoro. Forse ora, dopo la vicenda Pizzarotti, abbiamo capito anche il perché.

    I deputati Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini e il senatore Giorgio Pagliari

  2. Rispondere a De Lorenzi è come provare a lucidare un pavimento già lucido, totalmente inutile ma non si può star zitti davanti a stupidate di questo tipo sul Teatro Regio. Dice che il Regio era marcio nella sua struttura economica: se lo sa perché non va in Procura? Perché non sporge denuncia? Sa vero che non segnalare un reato è esso stesso reato?

    Parla dell’inadeguatezza dei parlamentari del Pd, ma i suoi del M5S dove sono? Hanno mai speso una parola d’aiuto per Parma e il Festival Verdi? Perché non hanno firmato i parlamentari M5S quando si proponeva un disegno di legge perché il Festival Verdi avesse un riconoscimento duraturo come evento nazionale? Quando si chiedevano soldi perché sono stati zitti? Saranno fatti come Pizzarotti, scappano.

    Presentare un Festival Verdi dieci mesi prima è il minimo perché si devono gestire le masse artistiche, musicisti, cantanti, direttori d’orchestra che, altrimenti, prendono altri impegni. Se negli anni precedenti questa Amministrazione non è riuscita a presentare il Festival Verdi con anticipo io non so cosa farci ma vedo che lei se ne scorda, scorda solo quel le fa comodo.

    Con De Lorenzi bisogna ripassare anche la tabellina del due: il doppio di un numero vicino a zero è sempre vicino allo zero. Non critico l’operato del personale del Regio, sono convinto che stiano facendo più del massimo, critico lo scarso sostegno politico che questa Amministrazione ha dato. Anzi questo è proprio zero perché il Sindaco non è mai andato a cercare aiuti e finanziamenti pubblici, ha chiesto solo a qualche sponsor di entrare.
    De Lorenzi mi dica una cosa che lei ha fatto per il Teatro Regio e non mi dica il graticcio (una struttura che sostiene gli elementi di palcoscenico) che è un’operazione di Ciclosi. Me ne dica una, ma è già troppo vero?

    Caro De Lorenzi il Teatro Regio è in via Garibaldi, lo cerchi su Google e vedrà che lo trova perché per ora lei non sa nemmeno dov è.

    Giuseppe Pellacini
    Capogruppo Consiglio Comunale Unione di Centro (UDC)

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