Giappone segreto, le opere in mostra (Foto). E Giappone svelato, gli eventi...

Giappone segreto, le opere in mostra (Foto). E Giappone svelato, gli eventi collaterali

2448
0
CONDIVIDI

Il Giappone Segreto è in mostra al Palazzo del Governatore fino al prossimo 5 giugno e presenta 140 fotografie originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte fra il 1860 e il 1910. La rassegna celebra il recente accordo tra Parma e la Prefettura di Kagawa e si tiene in occasione del 150° anniversario della firma del Trattato di Amicizia e di Commercio tra Italia e Giappone. Non solo Giappone Segreto, però, ma anche il Giappone Svelato, un calendario di eventi collaterali alla grande mostra per avvicinare il pubblico alla cultura giapponese a 360 gradi.

Ad accompagnare idealmente il visitatore ci sarà la figura di Enrico II di Borbone, fratello dell’ultimo regnante del Ducato di Parma, protagonista con la moglie, tra il 1887 e il 1889, di un lungo viaggio in Giappone, dal quale tornò con un’enorme collezione di opere d’arte giapponesi.

Dal 5 marzo al 5 giugno 2016, al Palazzo del Governatore di Parma, la mostra “Giappone segreto” farà luce su uno dei capitoli più importanti della storia della fotografia.

L’esposizione presenterà 140 fotografie originali, autentici capolavori e vertice della fotografia nipponica, sviluppatasi tra il 1860 e il 1910. In questo periodo, infatti, il Giappone fu testimone di un insolito connubio tra la tecnica fotografica occidentale e la maestria dei pittori locali, eredi di un’antica e raffinata tradizione, capaci di applicare perfettamente il colore anche su minuscole superfici.

I risultati artistici furono di sorprendente bellezza e i soggetti rappresentati così verosimili da non riuscire a distinguerli dalle moderne immagini stampate a colori.

La produzione di tali opere rispondeva alle esigenze dei viaggiatori occidentali – i cosiddetti globetrotter – di portare con sé il ricordo di un Paese straordinario, che la modernizzazione forzata stava rapidamente trasformando in una nazione industriale.

L’iniziativa è parte del programma ufficiale delle celebrazioni del 150° anniversario della firma del Trattato di Amicizia e di Commercio tra Italia e Giappone, siglato nel 1866, che sanciva l’avvio delle relazioni diplomatiche tra i due paesi e celebra il recente accordo di scambio tra Parma e la Prefettura di Kagawa in campo economico, culturale e di promozione del territorio.

Il legame tra Parma e il Giappone ha peraltro profonde radici storiche. Ne è una prova la figura di Enrico II di Borbone, fratello minore di Roberto I di Borbone, ultimo regnante del Ducato di Parma. Questi, accompagnato dalla moglie Adelgonda di Braganza, figlia del re Michele del Portogallo, si rese protagonista, tra il 1887 e il 1889, di un celebre viaggio in Asia, in particolare in Giappone, da cui riportò un’enorme numero di opere d’arte che hanno costituito il patrimonio da cui è nato, nel 1925, il Museo d’Arte Orientale di Venezia. Dei coniugi verranno esposti i ritratti in abiti tradizionali e il carteggio scritto da Adelgonda di Braganza, attualmente conservato a Parma dall’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

La rassegna, curata da Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, e Marco Fagioli, col patrocinio del Comune di Parma, è prodotta da GAmm Giunti, in collaborazione con il Museo delle Culture di Lugano e la Fondazione Ada Ceschin e Rosanna Pilone di Zurigo che ha voluto depositare a tempo indeterminato il suo patrimonio di opere d’arte giapponesi al Museo delle Culture di Lugano, affinché potesse essere messo a disposizione del mondo degli studi e dell’arte.

Il percorso espositivo, che ruota attorno ai capolavori della scuola di Yokohama, uno dei vertici della fotografia dell’Ottocento, e all’esperienza del viaggio dei ‘globetrotter’, seguirà un itinerario tematico, intervallato da tre piccole aree che presenteranno otto preziosi album-souvenir con le copertine in lacca giapponese, 20 rare carte de visite, 12 stampe xilografiche policrome dei migliori maestri dell’ukiyo-e quali Hokusai, Hiroshige e Utamaro.

Le fotografie saranno messe in relazione anche ad alcuni esempi di arte decorativa giapponese, tra cui spiccano un’armatura da samurai del XVIII secolo, le maschere del teatro classico nō e alcuni splendidi kimono.

Si inizierà con la sezione che ripercorrerà “Il viaggio dei globetrotter lungo le strade del Giappone“, attraverso vedute dall’alto di paesi e città, di villaggi, castelli e spazi urbani, oltre a scenari marini e fluviali con tutto il contorno di vie d’acqua, ponti, canali e imbarcazioni.

Quindi s’indagherà “il dominio della natura” con la rappresentazione del paesaggio e di una natura ‘educata’ dalla cultura e si proseguirà analizzando “la vita quotidiana“, fatta di scene rurali e ritratti di contadini, interni delle case e di individui impegnati in altre attività economiche, “il mondo dell’arte” che presenterà, oltre alle immagini di momenti di teatro, musica e danza, anche i protagonisti di questi spettacoli e venti rare carte da visita che ritraggono attori del teatro nō, “la religione e la ritualità“, con i ritratti dei diversi operatori del sacro e le immagini delle occasioni liturgiche e cerimoniali, gli “eroi dell’ultraesotico“, con i ritratti di alcuni dei personaggi tipici della cultura giapponese del tempo, come sàmurai, kendoka, lottatori di sumo, tatuati.

Chiuderà idealmente la mostra la sezione dedicata “all’immagine della donna“, che permetterà di cogliere le coordinate ideologiche di un modello idealizzato di bellezza femminile asiatica che s’imporrà attraverso una sorta di cliché, destinato a durare a lungo nel tempo.

La mostra offrirà l’occasione di approfondire un momento della fotografia nipponica passato sotto il nome di Scuola di Yokohama e dei suoi maggiori interpreti – Felice Beato (1832-1907), Raimund von Stillfried-Ratenicz (1837-1911), Adolfo Farsari (1841-1898), Ueno Hikoma (1838-1904), Kusakabe Kimbei (1841-1934), Tamamura Kōzaburō (1856-1923) e Ogawa Kazumasa (1860-1929), la cui caratteristica risiedeva nell’unire la fotografia, la forma artistica più d’avanguardia di quel tempo, con la tradizione delle grafiche giapponesi, realizzando stampe fotografiche su carta all’albumina delicatamente colorate singolarmente a mano da raffinati artigiani.

GIAPPONE SEGRETO. Capolavori della fotografia dell’800

Parma, Palazzo del Governatore (piazza Giuseppe Garibaldi, 2)

5 marzo – 5 giugno 2016

Orari: dal martedì al venerdì, dalle 10.00 alle 18.00

sabato, domenica e festivi, dalle 10.00 alle 20.00

lunedì chiuso

GIAPPONE SVELATO: GLI EVENTI COLLATERALI

Il progetto “Giappone svelato” comprende anche un programma di attività (incontri di approfondimento e dimostrazioni di arti tradizionali) che riprendono e approfondiscono, in dialogo col pubblico, alcuni dei temi trattati dall’esposizione temporanea.

Gli incontri di approfondimento

Sede: Palazzo del Governatore, Auditorium (a eccezione dell’ultimo appuntamento, previsto presso la Rocca Meli Lupi di Soragna)

A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, l’Occidente riscoprì l’esistenza del Giappone e il Giappone quella dell’Occidente. Gli occidentali, in particolare, furono profondamente affascinati da quel paese così lontano, che incarnava l’esotismo per eccellenza. Gli approfondimenti proposti da specialisti di storia, arte e cultura del Giappone metteranno a fuoco il contesto e gli esiti di tale incontro, destinato a cambiare i destini del Giappone e del resto del mondo.

Sabato 12 marzo, ore 17:00
Ineffabile perfezione. La fotografia giapponese dell’Ottocento

Prof. Francesco Paolo Campione, Direttore del Museo delle Culture di Lugano

Sabato 2 aprile, ore 17:00

Il corpo dell’Altro. Quando l’esotico diventa erotico

Prof. Paola Scrolavezza, Università di Bologna

Sabato 16 aprile, ore 17:00
Il Giappone dei globetrotter

Prof. Paolo Puddinu, Università di Sassari

Sabato 30 aprile, ore 17:00

Alla ricerca di nuovi ruoli. La donna nel Giappone Meiji (1868-1912)

Prof. Silvana De Maio, Università di Napoli «L’Orientale»

Sabato 14 maggio, ore 17:00
Enrico di Borbone, un globetrotter di fine Ottocento. Dalla collezione del                                  Principe al Museo d’Arte Orientale di Venezia

Dr. Marta Boscolo Marchi, Direttrice del Museo d’Arte Orientale Ca’ Pesaro di Venezia

Sabato 28 maggio, alle 17:00 – presso la Rocca Meli Lupi di Soragna
La persistenza della tradizione. Dall’ukiyo-e alla Scuola di Yokohama
Prof. Marco Fagioli, esperto d’arte giapponese

 

Le dimostrazioni di arti tradizionali

Sede: Palazzo del Governatore, sala dedicata  al 2° piano

I viaggiatori occidentali in Giappone nell’Ottocento, furono particolarmente affascinati dalla scoperta di alcune arti tradizionali giapponesi, basate anche sull’esercizio della dottrina zen. Le dimostrazioni proposte da Centro studi culturali giapponesi «Kyōdō» di Parma, che prevedono anche dei momenti interattivi, permetteranno al pubblico di avvicinarsi ad alcune delle  più tipiche espressioni giapponesi della bellezza, attraverso il segno, la forma o il gesto, il tutto in una costante ricerca di armonia ed essenzialità.

Giovedì 17 marzo, ore 17:00

Calligrafia, con la maestra Yuka Sugimori

Giovedì 7 aprile, ore 17:00

La vestizione del kimono, con la maestra Yoshie Mizushima

Giovedì 21 aprile, ore 17:00

Arti marziali, con il maestro  Diego Mainardi

Giovedì 5 maggio, ore 17:00

La cerimonia del tè, con la maestra Maki Sumikawa

Nessun commetno

Lascia una risposta: