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Gli incentivi anti Covid-19 per la sanificazione e messa in sicurezza dei luoghi di lavoro

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L’Italia si trova alle porte di quella che è comunemente conosciuta come la Fase 2, la transizione che gradualmente dovrebbe portare il nostro paese a una fase di recupero della normalità. Non è corretto pensare che sia possibile ritornare allo status quo precedente in breve tempo, e molte abitudini andranno probabilmente ripensate in via definitiva. 

Ciò nonostante, questa fase servirà ad accompagnarci fuori dalla quarantena, a farci tornare sui posti di lavoro e cominciare ad affrontare collettivamente il problema più grave dopo quello dell’emergenza sanitaria, ovvero la recessione economica. 

Per riuscire in tutto ciò è necessario che i prossimi passi vengano condotti in sicurezza, nel rispetto di norme e condizioni anti-contagio. Bisogna tornare a lavoro scongiurando la possibilità di nuovi focolai. Per questo motivo il Governo sta finanziando il processo di sanificazione degli ambienti di lavoro inserendo degli incentivi ad hoc nei vari decreti emanati. L’ultimo è stato il Decreto Liquidità che è andato ad integrare quanto era già stato stabilito nel Cura Italia. Ma procediamo con ordine. 

Le necessità di fronte a cui si trovano aziende, enti e luoghi di lavoro di ogni genere sono 2, restando nel merito della sicurezza: sanificare l’ambiente e stabilire un protocollo di sicurezza da contagio efficace. Riguardo alla sanificazione del luogo di lavoro non si tratta di semplice igienizzazione ma di eliminazione di ogni possibile agente patogeno. Ciò può essere fatto attraverso l’utilizzo di lance per il rilascio di agenti chimici disinfettanti nebulizzati, oppure trattamenti di ozono che è un gas dall’azione antimicrobica. In questo modo si arriva a ridurre il rischio batterico, e quindi la presenza eventuale del virus, di oltre il 90%.

Per quanto riguarda i protocolli di sicurezza invece, questi prevederanno sicuramente una pulizia costante, superiore alla norma, e il rispetto delle distanze di sicurezza. Inoltre, ci sarà l’utilizzo di mascherine e di tutti gli altri dispositivi di sicurezza personale, oltre all’impiego di plexiglass e altre forme di pannelli protettivi per l’interazione con la clientela.

Ciò avrà un peso consistente sui bilanci aziendali, una spesa che il Governo ha deciso di sostenere in una certa misura. Nel Decreto Cura Italia (DL 23/2020) è stato introdotto un credito d’imposta del 50% per quelle aziende o esercizi commerciali che effettueranno interventi di sanificazione. Ciascun beneficiario potrà raggiungere un tetto massimo di 20mila euro, per un totale dei fondi equivalente a 50 milioni di euro, una cifra che probabilmente andrà ritoccata. 

Nel Decreto Liquidità (DL 23/2020) si è esteso il credito anche all’acquisto dei dispositivi di sicurezza personale, quindi mascherine, guanti, calzari, tute, visiere e le varie soluzioni adoperate come pannelli di protezione. L’obbligo è quello di conservare regolare documentazione di questi movimenti e rivolgersi ad imprese autorizzate per la sanificazione. Un segnale di presenza da parte delle autorità che le aziende, desiderose di riattivarsi, non tarderanno a sfruttare. 

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