Leggere tra le ruspe e… le biblioteche di quartiere

Leggere tra le ruspe e… le biblioteche di quartiere

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Dopo la prima parte, dedicata a biblioteca Civica e Centro Cinema “Lino Ventura” (leggi), qualche aggiornamento sulla situazione delle biblioteche di quartiere. Citiamo solo di sfuggita la biblioteca “Pavese” a San Lazzaro: una realtà per diversi aspetti positiva, molto frequentata dagli abitanti e dagli studenti. Una biblioteca di quartiere che ha un numero di  prestiti annuo superiore a quello della biblioteca principale: certamente il notevole patrimonio di testi per l’infanzia costituisce un fattore importante, ma senza un personale motivato e formato certi risultati difficilmente arrivano.

Pablo

Il cantiere nel parco tra viale La Grola e via Bocchi avrebbe dovuto iniziare qualche mese fa. Nel 2016 esprimemmo forti dubbi sulla scelta di una struttura che avrebbe compromesso l’unica area verde di dimensioni rilevanti in quel quartiere, e proponemmo la ricerca di una sede nel già costruito, sull’esempio della biblioteca “Ospizio” di Reggio Emilia. Gli sviluppi della vicenda: la gara per l’aggiudicazione secondo la modalità del “leasing in costruendo” (una sorta di finanza di progetto, secondo la quale il Comune pagherebbe un canone all’impresa per un certo numero di anni) è andata deserta.
L’alternativa ipotizzata dovrebbe prevedere l’accensione di un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti per una parte del costo (in totale poco più di due milioni), mentre il restante dovrebbe essere trovato con strumenti non ancora ben definiti.  Questa sede, che avrebbe già dovuto essere in costruzione, sarà con tutta probabilità materia per la prossima campagna elettorale (2022).

Da una biblioteca alla promessa di una biblioteca… Intanto Alice resta confinata nella sede provvisoria al Giardino Ducale, scelta inadeguata del commissario Ciclosi (2012).
Diventa allora più plausibile la nostra proposta: la ricerca di una sede nel già costruito. Durante le campagne elettorali, e a volte persino nelle dichiarazioni degli industriali locali del mattone, capita di ascoltare la formula “basta cemento”.
Potrebbe essere un’occasione per darle verità, salvando un parco pubblico e restituendo al Pablo la sua biblioteca.

San Leonardo
La meritoria proposta viene dall’associazione “Amici della Biblioteca San Leonardo”: la realizzazione di una nuova biblioteca in un quartiere che le varie giunte Ubaldi-Vignali-Pizzarotti hanno in sostanza dimenticato, una volta saltati i progetti faraonici dell’era STU-Pasubio, dove in pratica le uniche costruzioni di notevoli dimensioni sono state i centri commerciali e dove i servizi sociali e culturali sono deboli o assenti.
Nelle primissime assemblee pubbliche dell’associazione tenutesi lo scorso autunno, l’assessore Alinovi manifestava interesse per la proposta, ipotizzando una collocazione al Workout Pasubio. A nostro avviso sarebbe una scelta sbagliata e condannata al fallimento, soprattutto per la sua posizione ai confini del quartiere, il quale tra l’altro ha mostrato non grande entusiasmo per le attività organizzate all’interno della struttura nella sua prima fase (concerti ed eventi).
Molto più interessante la proposta dell’associazione, che vedrebbe sorgere la biblioteca nell’area ex-Bormioli, in zona più centrale per i quartieri Cortile San Martino e San Leonardo, e vicino al frequentatissimo asse viario principale.
L’assessore Alinovi in quell’occasione aveva subito preannunciato una tempistica molto lunga, almeno 4/5 anni. Seguiremo con attenzione la giusta campagna iniziata dagli abitanti del quartiere.

Montanara
Si tratta del cambiamento in corso d’opera, nell’ambito dell’intercettazione di fondi dal Bando Periferie, della destinazione d’uso di Villa Ghidini al Cinghio. In luogo del previsto centro di produzione multimediale si è deciso di collocarvi una nuova biblioteca di quartiere.  Se tale progetto andasse in porto, sarebbe gestita interamente da personale precario (due/tre operatori). Il nuovo bando per la gestione di biblioteche prevede, nel caso questa biblioteca riesca a partire, una spesa di 145.000 € all’anno. Prendendo spunto da questo bando, già oggetto di pesanti osservazioni da parte dell’Associazione Italiana Biblioteche, passiamo al principale punto dolente: il precariato nelle biblioteche di Parma (segue).

Leggere tra le ruspe

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