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Guardia di Finanza, ecco i numeri di un anno di contrasto a truffe e criminalità

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Le Fiamme Gialle di Parma hanno celebrato oggi il 244° Anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza. Nella prima mattinata il comandante provinciale, il colonnello Gianluca De Benedictis, ha deposto una corona di alloro al monumento dei caduti del Corpo collocato all’interno del cimitero della “Villetta”. Poco dopo, presso la caserma “Generale Sante Laria” di via Torelli, la cerimonia celebrativa, durante la quale sono stati letti i messaggi augurali del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Comandante della Finanza, il generale di corpo d’armata Giorgio Toschi.

Consegnati poi gli “encomi solenni”, concessi dal Comandante interregionale dell’Italia Centro Settentrionale della Guardia di Finanza, ai militari del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Parma che si sono particolarmente distinti in alcune delicate indagini.

Tra questi l’indagine nei confronti di una società di rilevanti dimensioni operante nel settore agroalimentare, conclusa con la constatazione dell’illecito conseguimento di erogazioni pubbliche per un importo pari a 11 milioni di euro, la denunzia alla Procura della Repubblica di Parma di 2 responsabili, l’emanazione di un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca nei confronti del soggetto giuridico fino alla concorrenza dell’intero profitto del reato nonché con la segnalazione di 3 persone alla Corte dei Conti.

Rilevante inoltre l’indagine nei confronti di un sodalizio criminale dedito, a livello nazionale, alla commissione di truffe finanziarie a danno di imprenditori e persone fisiche in gravi difficoltà economiche. L’attività investigativa, conclusa con la denunzia alla Procura della Repubblica di Parma, per associazione a delinquere, di 14 responsabili, dei quali 6 destinatari di misure cautelari personali, consentiva di interrompere l’illecita erogazione di fittizi finanziamenti per un importo complessivo superiore a 3 miliardi di euro nonché di accertare somme illecitamente riscosse per circa 2.300.000 euro.

“Encomi semplici”, invece, concessi dal Comandante regionale Emilia Romagna della Guardia di Finanza, ai militari della Compagnia di Parma protagonisti dell’indagine che ha portato al deferimento alla Procura della Repubblica di Parma di 4 dipendenti dell’Università responsabili di oltre 100 episodi di illecito allontanamento dal luogo di lavoro. Infine l’indagine nei confronti di un ramificato sodalizio criminale, con propaggini anche all’estero, operante nel settore del falso nummario, conclusa con l’arresto di 4 responsabili per la spendita di denaro falso presso esercizi commerciali, di cui 2 colti nella flagranza di reato.

Illustrata quindi l’attività della Guardia di Finanzqa di Parma che – al di là degli encomi – è molto più vasta. Nell’ultimo anno e mezzo, in particolare, il Comando provinciale delle Fiamme gialle ha incentrato la propria azione sulla tutela delle libertà economiche dei cittadini, delle imprese e dei professionisti onesti, agendo anche in costante sinergia con le altre Istituzioni e le Associazioni, per la lotta alla criminalità economico-finanziaria. Numerose le operazioni in tal senso, ma alcune meritano di essere ricordate per la loro particolare complessità.

L’operazione “Parola d’ordine”, dopo oltre due anni di indagini, ha permesso di smantellare un gruppo criminale, composto da 26 persone, specializzato nell’occultare i patrimoni immobiliari e mobiliari di soggetti che, seppur solvibili, avevano deciso di non pagare le imposte verso l’Erario a loro carico o i prestiti contratti. Attraverso un’Associazione Antiusura con sede a Parma venivano offerti anche “servizi” finalizzati ad impedire od ostacolare le procedure esecutive nei confronti dei patrimoni personali o aziendali dei debitori. Questi ultimi stipulavano numerosi negozi giuridici simulati e/o fraudolenti – fra cui numerosi trust con trustee fittiziamente residente in Slovenia e società ad hoc con sede sempre in Slovenia, oltre che in Senegal e Croazia – tutti riconducibili al consorzio criminale, al fine di rendere gli asset patrimoniali non più aggredibili o sequestrabili in Italia dall’Autorità Giudiziaria. Nel mirino dell’organizzazione anche gli imprenditori in difficoltà dai quali si faceva pagare laute parcelle per l’avvio della “procedura criminale”, ma anche le risorse economiche ancora a loro disposizione, illudendoli di una restituzione nel tempo che non avveniva mai. Sequestrati circa 7 milioni di euro, arrestate 8 persone per associazione a delinquere e notificato a un notaio e a un imprenditore l’interdizione allo svolgimento di attività professionali e di impresa.

L’operazione “paga globale” ha smantellato un sistema truffaldino ai danni dell’Inps, che prevedeva il sistematico ed illecito ricorso alla “malattia” e al “contratto di solidarietà”. Infatti, i lavoratori dipendenti, pur risultando assenti per malattia o inseriti nel programma di riduzione dell’orario di lavoro, continuavano a lavorare nei medesimi giorni in cui sarebbero dovuti essere a riposo, percependo lo stipendio con un sistema di retribuzione ufficioso definito “paga globale”. L’attività di indagine, sviluppata mediante tecniche di investigazione pura (intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti, appostamenti ed esame documentale), ha consentito anche di svelare un sistema criminoso nel quale l’imprenditore, grazie al contributo di vari professionisti ed alla costituzione di una serie di società succedutesi nel tempo, era riuscito a costruirsi una realtà contabile totalmente artefatta. L’operazione si è conclusa con l’arresto di 7 persone e il sequestro preventivo di beni vari per 2,3 milioni di euro.

L’operazione “Cocktoil” ha invece permesso di ricostruire le complesse attività fraudolente poste in essere da un sodalizio criminale che operava tramite due distinti impianti di distribuzione di prodotti petroliferi gestiti da altrettanti consorzi di autotrasporto di merci su strada con sede a Fontevivo. Oltre a ciò, l’organizzazione illecita poteva contare – nel resto del territorio nazionale – su altri soggetti con compiti e ruoli ben definiti. In Italia arrivavano prodotti energetici classificati come “oli lubrificanti”, fiscalmente assoggettati alla sola imposta di consumo, ma di fatto utilizzabili anche per l’autotrazione alla stessa stregua del gasolio che è invece gravato da accise. L’operazione si è conclusa con l’esecuzione di 5 misure di custodia cautelare e la denunzia a piede libero di ulteriori 13 responsabili. Con circa 5,4 milioni di litri di prodotto energetico immesso nel mercato italiano sono stati evasi circa 7 milioni di euro per quanto concerne le Imposte Dirette, l’Iva e l’Irap, nonché 5 milioni di euro di accise.

Complessivamente, per quanto concerne la lotta alle frodi fiscali, l’economia sommersa e il gioco illegale, sono state concluse 151 indagini di polizia giudiziaria, cui si aggiungono 309 interventi, fra verifiche e controlli fiscali, a seguito dei quali sono stati scoperti 64 evasori totali che hanno occultato al fisco oltre 55 milioni di euro.

Nell’ambito del contrasto all’evasione fiscale internazionale sono stati eseguiti 10 interventi; constatata una base imponibile sottratta a tassazione per 8,5 milioni di euro.

Le persone denunciate per reati tributari sono state 220, di cui 20 in stato di arresto. Sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per il recupero delle imposte evase nei riguardi dei responsabili di frodi fiscali per circa 8,5 milioni di euro e avanzate proposte di sequestro per 65,5 milioni di euro.

Sul fronte della lotta al lavoro nero ed irregolare, sono stati svolti, anche in collaborazione con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, 53 interventi sulle filiere produttive maggiormente interessate dal fenomeno dell’intermediazione illecita nel lavoro; sono stati individuati 68 lavoratori non in regola e scoperte 29 aziende o imprenditori che utilizzavano manodopera irregolare.

Nell’ambito del contrasto alle truffe sui fondi pubblici è stato quantificato un danno erariale per oltre 14,9 milioni di euro. È proseguita l’azione nel controllo della corretta attribuzione delle agevolazioni per il ticket sanitario, per l’attribuzione delle case popolari o per l’esenzione delle tasse universitarie. In particolare, sono stati eseguiti 106 controlli e scoperti 70 soggetti che hanno beneficiato di servizi pubblici ad un “prezzo” inferiore rispetto al dovuto o, addirittura, gratuitamente, dichiarando falsamente l’assenza di reddito.

Per quanto riguarda il contrasto alla criminalità organizzata effettuati numerosi controlli a tutti i livelli. Nel settore dei reati fallimentari, di concerto con la Procura della Repubblica di Parma, sono state denunciate a piede libero 129 persone. Accertate distrazioni per oltre 26,6 milioni di euro. Sono stati svolti 48 accertamenti economico-patrimoniali volti ad individuare ed aggredire ogni forma di ricchezza illecita, anche con riferimento a contesti delinquenziali non espressamente riconducibili a delitti tipici di criminalità. In merito, sono state avanzate proposte di sequestro per 9,1 milioni di euro.

Nel periodo in riferimento, inoltre, sono state analizzate 179 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette.

Per il contrasto ai traffici illeciti, sono stati svolti specifici controlli “anticontraffazione” all’interno dei “mercati settimanali”, sequestrati circa 1200 prodotti contraffatti e denunciate 21 persone; sono state, inoltre, sottoposte a sequestro 21 tonnellate di prodotti agro-alimentari scaduti e infestati da parassiti. Infine, per la lotta allo spaccio di stupefacenti, sono stati intensificati i servizi di controllo “antidroga”, denunciate 18 persone, di cui 4 in stato di arresto e segnalate alla locale Prefettura 39 consumatori.

Infine da segnalare 747 chiamate al numero di pubblica utilità “117” per denunciare possibili casi di evasione fiscale, lavoro nero, in materia disciplina prezzi, contraffazione marchi, professione abusiva e truffa. Ben 2.041 le pattuglie che hanno vigilato su tutti i comuni della provincia.

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