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Pizzarotti scrive a Salvini: più Polizia ed Esercito in stazione per la sicurezza di Parma

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La sicurezza resta in cima all’agenda politica parmigiana e il sindaco Federico Pizzarotti ha preso carta e penna per chiedere un incontro al neo ministro degli Interni Matteo Salvini. In attesa di andare al Viminale, Pizzarotti ha però anticipato alcune richieste finalizzate a migliorare la sicurezza in città. Si va dal rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine a un presidio fisso in piazzale Dalla Chiesa da parte dell’Esercito. Non solo, Pizzarotti chiede anche di rendere più efficaci le operazioni di espulsione degli stranieri fermati dalle forze di Polizia.

Ecco la lettera integrale inviata oggi dal sindaco di Parma al ministro Matteo Salvini.

Onorevole Ministro Salvini,
a seguito del proficuo rapporto che Parma aveva instaurato con l’ex ministro Minniti, con cui abbiamo avuto un colloquio presso il ministero dell’Interno nel marzo 2017, sono a chiederle un incontro per esporle in modo chiaro e palese le problematiche relative alle carenze organizzative e di organico cui sono costretti a lavorare, quotidianamente, le nostre forze di polizia. Il tema della sicurezza è molto sentito dalla nostra amministrazione e dalla nostra cittadinanza e ci farebbe piacere instaurare anche con lei un dialogo franco e concreto finalizzato alla risoluzione delle problematiche che affliggono i nostri quartieri. Il Comune svolge il proprio compito quotidianamente e, insieme ai nostri cittadini, ci aspettiamo che anche lo Stato faccia lo stesso.

Attraverso un esame comparativo con le piante organiche tra le province emiliano romagnole, risultano insufficienti le unità di Parma rispetto alle altre città. Situazione che reputiamo inaccettabile visto anche l’importanza che rivestono EFSA, l’Authority Europea sulla Sicurezza Alimentare, nonché tutto il sistema imprenditoriale locale che si sostanzia anche in alcuni eventi fieristici di rilievo internazionale, che fanno di Parma un centro europeo vivo e dinamico. Si aggiunga a ciò un importante e sempre più crescente flusso di turisti (le presenze turistiche in città negli ultimi 5 anni sono cresciute del 25%), di cui prevediamo un forte incremento in vista della nomina come Capitale Italiana della Cultura prevista nel corso di tutto il 2020.

Facendole alcuni esempi: la Questura di Parma (199 mila abitanti) conta 220 unità, 237 quella di Reggio Emilia (171 mila abitanti), 309 quella di Forlì/Cesena (rispettivamente 118 mila e 97 mila abitanti), 300 quella di Ravenna (160 mila abitanti), 370 quella di Modena (185 mila abitanti). Negli ultimi anni, infine, a fronte del pensionamento di circa una trentina di unità non vi è stata alcuna sostituzione. L’ex viceministro Bubbico, anch’egli incontrato nel 2016, ci ha confermato una carenza di organico a Parma pari al 17.5% rispetto all’organico tabellare, a fronte di una carenza media nazionale del 13.4%, con addirittura una carenza del 64% rilevata nella Polizia Postale.

Come può immaginare, questi numeri precari si riflettono sull’operatività delle forze di polizia in strada, dove però le problematiche di sicurezza sono cresciute. Da qualche anno, al Comune di Parma, alla prefettura e alla questura si richiede uno spirito di sacrificio oltre il consentito, verso cui il ministero da lei presieduto non può e non deve rimanere indifferente.

Inoltre una situazione di difficile gestione la riscontriamo presso la zona adiacente la stazione, dove abbiamo richiesto, in sede di Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza, maggiore attenzione, presidio e controllo. Da parte nostra abbiamo attivato un presidio della Polizia Municipale, ma riteniamo che sarebbe necessario, come avviene in altre città, una presenza anche delle forze dell’ordine e/o dell’esercito che darebbe più rassicurazioni a chi frequenta la nostra stazione.

Infine, un’altra problematica molto sentita che rende spesso vani gli interventi delle forze dell’ordine è l’attività di espulsione di persone irregolari: chiediamo azioni più dinamiche e celeri. In un caso recente, ad esempio, le istituzioni preposte hanno impiegato 8 mesi e diversi decreti di espulsione per allontanare una persona irregolare. Ciò è avvenuto grazie al lavoro della questura di Parma, ma le lungaggini burocratiche e le tempistiche sono inaccettabili. Parma è una città inclusiva, aperta e solidale, ma chiede allo Stato di far rispettare le proprie leggi con efficacia. 

Alla luce di quanto descritto sono a richiederle un intervento dello Stato nella nostra città, non concretamente verificatosi nonostante una palese e più volte denunciata carenza strutturale di organico:

le chiedo in primo luogo un incontro presso il suo ministero;
un adeguamento dell’organico della Polizia di Stato;
un presidio costante presso la stazione di Parma, come già avviene nelle altre città italiane
maggior efficacia nel far rispettare le leggi che la nostra società si è data.

Nella speranza che queste istanze possano essere accolte la ringrazio per l’attenzione, le faccio i migliori auguri per la formazione del nuovo governo e le porgo i miei più cordiali saluti.

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