Origo Global Forum, il futuro dei prodotti tipici a marchio di origine

Origo Global Forum, il futuro dei prodotti tipici a marchio di origine

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Il Ministero Italiano delle Politiche Agricole, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Unione Parmense degli Industriali e Fiere di Parma, con il patrocinio ed il supporto della Commissione Europea, hanno promosso anche quest’anno la seconda edizione di Origo Global Forum, l’unico evento europeo ed internazionale dedicato alle sfide e alle opportunità globali del sistema delle indicazioni geografiche dell’Unione Europea, ospitato oggi a Palazzo Soragna. Il modello Origo, come già evidenziato l’anno scorso, si basa su un approccio multistakeholder dove le tre grandi categorie di soggetti, che insieme costruiscono il profilo di un territorio, dialogano insieme: istituzioni, mondo della ricerca e imprese.

L’altro aspetto, approfondito come secondo tema del forum, è legato profondamente al tema della sostenibilità e allo sviluppo a livello globale delle produzioni. Le indicazioni geografiche infatti nascono come modello di sostenibilità perché sono frutto di un adattamento da un sistema produttivo locale a un sistema territoriale specifico; una sostenibilità che ha dato risultati anche sul piano sociale ed economico.

Un altro tema discusso è la capacità di creare un legame tra tradizione e innovazione: le indicazioni geografiche da sempre hanno saputo coniugare con sapienza ed intelligenza gli elementi della tradizione e caratterizzazione di un prodotto e di un territorio con lo sviluppo del sistema senza renderlo standardizzato.

Il terzo elemento analizzato, focus di questa seconda edizione, è il tema della relazione e della tutela globale delle indicazioni geografiche. La sfida sempre aperta è quella di tutelare e rendere riconoscibili a livello globale le indicazioni geografiche, in questo l’Europa ha un ruolo di grande rilevanza insieme ad altri importanti partner internazionali. L’Europa è infatti il portavoce capace di creare accordi con paesi come la Cina e Giappone, per portare l’attenzione del tema ad una dimensione globale. Le indicazioni geografiche non nascono solo per proteggere i produttori, nascono anche e prima di tutto per tutelare i consumatori; dare loro la possibilità di provare prodotti davvero differenziati, prodotti che rispettano quello che promettono.

«Una politica di qualità dell’Unione europea rappresenta un elemento importante e potente per promuovere i nostri prodotti agroalimentari di qualità, sia nell’ambito dell’Ue stessa che nei mercati oltreoceano – ha detto Phil Hogan, commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale -. Essa, inoltre, riveste un ruolo essenziale nelle politiche di sviluppo rurale, garantendo dei ricavi più alti e contribuendo a preservare i metodi tradizionali di produzione e le conoscenze nella realtà rurale. Tuttavia, è improprio sostenere che le nostre IG “penalizzano eccessivamente i prodotti agroalimentari” al di fuori dell’Europa. La Commissione tutela costantemente gli interessi delle Indicazioni Geografiche dell’Unione europea nelle negoziazioni degli accordi bilaterali. Ottenere la protezione delle nostre IG in nuovi mercati costituisce una parte integrante delle politiche commerciali europee. Soltanto negli ultimi decenni, le nostre IG più importanti hanno ottenuto la tutela in diversi nuovi mercati, tra i quali quelli di Corea del Sud, Colombia, Canada, Sud Africa, così come in numerosi paesi confinanti. Inoltre – conclude Phil Hogan – gli anni che verranno porteranno ulteriori accessi ad altri mercati rilevanti, tra cui quelli di Vietnam, Giappone e Messico. È vero che in certi casi alcune IG dovranno coesistere con pratiche o utilizzi che erano già presenti su questi mercati da anni, anche decenni in diversi casi. Tuttavia, il punto chiave è che la Commissione è riuscita a far riconoscere e proteggere queste IG in Paesi in cui ciò non era certamente da dare per scontato!».

«L’Emilia-Romagna, leader in ambito italiano ed europeo per i prodotti di qualità, con un paniere di 44 tra specialità Dop e Igp, si candida a diventare uno dei principali centri protagonisti sulla scena internazionale nei temi della ricerca, dell’innovazione e, più in generale, delle politiche in campo agroalimentare – ha detto il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini -. Per questo motivo Origo Global forum ha scelto ancora una volta la regione Emilia Romagna; riconosciuta in tutto il mondo come un territorio in grado di creare prodotti apprezzati a livello mondiale e attrattivo anche per gli investitori esteri. La tecnologia, la ricerca, la sicurezza e la tracciabilità agroalimentare insieme alla promozione delle eccellenze e internazionalizzazione del sistema fieristico sono sicuramente tra gli asset per parlare ancora una volta delle nostre eccellenze a livello globale. Origo Global Forum è un’occasione preziosa di confronto, per far crescere ulteriormente questo importante comparto, creando sviluppo, ricerca nell’agricoltura e occupazione».

«L’Emilia-Romagna è leader in Europa per numero e fatturato dei prodotti Dop e Igp – ha evidenziato l’assessore Simona Caselli -. Come Regione investiamo convintamente nelle indicazioni geografiche perché crediamo siano un modello di agricoltura sostenibile capace di rispondere alle crescenti richieste di qualità e sicurezza alimentare. Per questo abbiamo promosso Origo, un forum globale che guarda all’Europa e al mondo mettendo al centro la valorizzazione e la tutela delle denominazioni di origine. La partecipazione del commissario europeo all’Agricoltura e sviluppo rurale, Phil Hogan, ci onora e dà la misura del rilievo dell’iniziativa e dell’importanza della nostra Regione. Al Commissario abbiamo chiesto che nella futura Pac siano assicurate ancora più risorse per questo settore vitale per la nostra economia e il nostro territorio».

Secondo il sindaco Federico Pizzarotti «conoscere la storia, il contesto, la passione degli artigiani che hanno dato vita alle nostre eccellenze rende ancora più unici i nostri prodotti».

Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano ha sottolineato che «il futuro di una DOP “vera” passa dal futuro del territorio di origine. In questa prospettiva la sostenibilità, già oggi ed ancor più in futuro, sarà un pilastro imprescindibile dei prodotti a indicazione geografica. La filiera del Parmigiano Reggiano è impegnata a cogliere questa sfida, che sono convinto racchiuda anche grandi opportunità. In questo percorso sarà importante il coinvolgimento della base dei produttori, ma al tempo stesso una visione lungimirante delle istituzioni a partire dall’Unione Europea».

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