Mezzani, dopo la fuga di Solomon saranno alzate le recinzioni della Rems

Mezzani, dopo la fuga di Solomon saranno alzate le recinzioni della Rems

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Saranno alzate, e rese più difficili da scalare, le recinzioni della Rems, la Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza di Casale di Mezzani.

Ad annunciarlo, durante l’ultimo consiglio comunale di Mezzani, è stata la direttrice dell’Ausl Elena Saccenti intervenuta – insieme al direttore del dipartimento assistenziale integrato salute mentale-dipendenze patologiche Pietro Pellegrini e alla responsabile della struttura Giuseppina Paulillo – per riferire in merito alla fuga dello scorso marzo di Solomon Nyantakyi,il 22enne che uccise la madre e la sorella lo scorso luglio in via San Leonardo a Parma.

Dalla residenza erede dei manicomi criminali, Solomon Nyantakyi, giudicato completamente incapace di intendere e volere e socialmente pericoloso, aveva tentato la fuga lo scorso 22 marzo.

Il quasi 22enne ghanese, reo confesso dell’omicidio di madre e sorellina, Patience e Maddy,era stato identificato è fermato intorno alle nove di mattina alla stazione ferroviaria di Colorno, poi, dopo le pratiche di rito, e’ stato riassegnato alla Rems in attesa di una nuova perizia per valutarne la situazione psichiatrica.

Ma quella di Solomon non era la prima fuga, tentata o riuscita, dalla struttura di Mezzani.
Nella giornata di domenica primo maggio del 2016, un ospite della REMS si era allontanato senza autorizzazione dalla struttura.
In quel caso non era stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine, seppur allertate, in quanto l’ospite era stato riaccompagnato – senza opporre alcuna resistenza – all’interno del Centro dallo stesso personale dopo pochi minuti.
Il quarantacinquenne, in attesa di processo, era arrivato alla REMS di Mezzani pochi giorni prima a fronte di una perizia di infermità mentale, che richiedeva quindi la revoca immediata del carcere.

Non si hanno invece più tracce di Wajdi Axyi, trentenne straniero, accusato di tentato omicidio. In un bar della località piacentina infatti l’uomo aveva colpito con un coltello alla gola, sfiorandolo alla giugulare, un connazionale per questioni legate alla droga. Al processo però uno specialista lo aveva ritenuto totalmente incapace di intendere e volere creando quindi i presupposti per una assoluzione piena.

Era quindi stato destinato alla Rems di Mezzani, da dove è fuggito il dieci aprile del 2016.

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