Consiglio comunale: ecco il Reddito garantito, ma l'”Effetto” non piace alle opposizioni

Consiglio comunale: ecco il Reddito garantito, ma l'”Effetto” non piace alle opposizioni

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Prende forma il Reddito comunale garantito, promesso in campagna elettorale da Effetto Parma e dal sindaco Federico Pizzarotti, approdato oggi in Consiglio comunale a Parma. Una misura a sostegno delle fasce più deboli che ha però acceso il confronto-scontro fra maggioranza e minoranza sulle modalità di applicazione e non solo. Ad illustrare il provvedimento, l’assessore alle Politiche sociali Laura Rossi, che ha in sostanza spiegato come la misura in qualche modo si rifà al Reddito di Solidarietà regionale, ma con requisiti meno rigidi. Si predisporrà così un operatore unico per tutte le richieste di contributi alleggerendo la burocrazia.

Ma la questione spinosa rimane quella del requisito della residenza sul territorio. Il regolamento in discussione, infatti, non prevede volutamente la residenza in regione e nel Comune di Parma da almeno due anni. Non solo, maglie più larghe rispetto alla norma della Regione anche per quanto concerne l’Isee, il cui limite è di 3 mila euro. Parlando di cifre, i single che dalla Regione riceverebbero 80 euro al mese, dal Comune di Parma avrebbero almeno 180 euro. Gli sconti sui consumi, invece, li avrà chi ha un Isee fino a mille euro. Il regolamento amplia la platea dei beneficiari destinando gli sconti soltanto a chi non gode del Res e dal Rei.

Per far fronte alle richieste – moltissime quelle respinte per Res e Rei – il Comune ha messo a disposizione 2,2 milioni di euro, ma il plafond potrebbe salire fino a 2,6 milioni.

Il dibattito in Consiglio si è subito infiammato proprio sulla questione “residenza”. Come già annunciato in un documento politico, la Lega è tornata all’attacco con Carlotta Marù, secondo cui eliminare il requisito minimo dei 2 anni di residenza le risorse finiranno soltanto agli ultimi arrivati e quasi tutti stranieri. Insomma, ai parmigiani non andrebbe neppure un centesimo. Non solo, secondo la Lega la spesa non sarebbe sostenibile, oltre che al momento non quantificabile.

Per Lorenzo Lavagetto (Pd) e Pier Paolo Eramo (Parma Protagonista), invece, un provvedimento che di fatto è copia conforme di misure già esistenti. Ben 11 gli emendamenti presentati dalle minoranze per evitare di partorire un reddito di cittadinanza mascherato.

Secondo il capogruppo di Effetto Parma, Cristian Salzano, il reddito di soldarietà è una risposta concreta al contrario delle parole.

Riorganizzare i contributi economici ottimizzando e implementando risorse e strumenti per allargare il numero dei beneficiari: se questo per alcuni consiglieri d’opposizione è un mero restyling, significa che, anche danti a interventi importanti per la città, loro non si smentiscono, sempre più concentrati a demolire e criticare che a collaborare per dare risposte alle esigenze di chi ha più bisogno tra i nostri cittadini – tuona Cristian Salzano -. Noi, da amministrazione responsabile, lo abbiamo fatto votando il nuovo Regolamento sugli interventi di assistenza economica a favore delle persone e famiglie in Consiglio che introduce il reddito di solidarietà comunale. Significa che quello che prima era un “minimo garantito” rivolto alle sole persone con più di 65 anni, da ora sarà esteso a tutti gli adulti in difficoltà, sembra poco? Significa che il nuovo reddito comunale, laddove necessario, integrerà REI e RES (di cui in pochissimi di fatto beneficiano pur avendo i requisiti, i consiglieri d’opposizione s’informino in merito) per riconoscere un contributo minimo di sussistenza dignitoso a chi ne ha tutto il diritto. Sembra poco?“.

Forse, purtroppo, non sarà abbastanza viste le tante criticità in aumento anche a Parma, ma non intendiamo per questo tirarci indietro perché siamo convinti che ogni passo in più, pur su una strada lunga, è uno in meno verso traguardi più grandi – continua Cristian Salzano -. Una responsabilità per la quale, come Effetto Parma, ci siamo impegnati in campagna elettorale e che da adesso ci permette di mettere in campo uno strumento concreto per sostenere i cittadini di Parma più bisognosi. Laddove l’assistenzialismo non può più essere l’unica risposta, abbiamo improntato la riorganizzazione del sistema di contributi su un concetto di patto sociale perché riteniamo che una restituzione in forma economica a fronte di una progettualità da sviluppare sulle esigenze ma anche sulle potenzialità delle persone in difficoltà sia un obiettivo più ambizioso da perseguire, sia per chi è chiamato a sostenere che per chi riceve. Un passo coraggioso, certo, ma che ci assumiamo con volontà e responsabilità. In conclusione, pensando ai tanti che a Parma si trovano senza casa, come evidenziato dal rapporto Caritas 2017, ricordiamo soltanto che per quanto riguarda l’Edilizia residenziale pubblica, ad oggi tra i nuovi alloggi già costruiti e quelli in avvio dei lavori, ci sono un totale di 101 nuovi alloggi a disposizione a Parma, dove mai erano stati fatti tali investimenti nei 10 anni precedenti. A questi si aggiungono i 631 alloggi ripristinati da quest’amministrazione nei 5 anni passati, i 114 alloggi per l’emergenza attuali (nel 2012 erano soltanto 34) e le 17 residenze per famiglie. Per quanto riguarda l’Edilizia residenziale sociale, invece, oggi abbiamo 179 strutture più 80 in via di acquisizione per accogliere ulteriori richieste. C’è ancora tanto da fare, certo, ma qualcuno si sta muovendo mentre altri parlano soltanto. Questi sono i fatti concreti, le parole le lasciamo agli altri“.

GARANTE COMUNALE DEI DETENUTI

Il Consiglio comunale ha dato il via libera definitivo al regolamento sul Garante dei Detenuti per il quale non ci sarà compenso – come richiesto da qualche consigliere – ma soltanto un rimborso spese per un tetto massimo di 3 mila euro annui. La discussione si è accesa proprio sull’attuale garante, Rioberto Cavalieri, che è anche dipendente dello sportello del carecere. L’opposizione parla di conflitto tra le due cariche e le opposizione chiedono un compenso che renda indipendente questa figura.  Alla fine il nuovo regolamento passa l’esame dell’aula, sostenuto da Effetto Parma.

INTERROGAZIONI E SCINTILLE IN AULA

La gestione dei bagni pubblici in centro costa troppo, quindi ne saranno attivati due di nuova generazione e a pagamento. Inoltre la richiesta sarebbe coperta dalla disponibilità dei bar. Questa in sostanza la risposta del sindaco Federico Pizzarotti all’interrogazione del consigliere Fabrizio Pezzuto (Parma Unita). Pizzarotti ha ricordato che i bagni pubblici di piazza Ghiaia sono privati e l’amministrazione ha scelto di incentivarne l’apertura con migliori servizi, con accesso ai disabili, sacrificando i bagni vicino al Teatro Regio che non offrono accessibilità a persone con difficoltà. Al Parco Ducale sono stati chiusi i bagni pubblici sul lato di via Pasini, favorendo quelli nei pressi del parco attrezzato per bambini. Il problema adesso è trovare gestori privati per servizi che non avrebbero una grande affluenza. Tra l’altro, ha precisato Pizzarotti, i costi per mantenzione e gestione dei bagni pubblici aperti è oggi di 250 mila euro annui, aprendo anche gli altri si supererebbe il milione. Nelle zone meno servite, comunque, il Comune installerà due bagni di moderna generazione.

La neo deputata della Lega Laura Cavandoli ha interrogato invece l’assessore Michele Alinovi sul lavoro del delegato al decoro urbano, nominato a settembre, ovvero l’architetto Antonio Maria Tedeschi, che ha un compenso annuo pari a 47.100 euro. Alinovi ha ricordato che il delegato aveva già lavorato come consulente per il Comune di Parma, tra cui un lavoro per 23mila euro per il progetto Parma2030, e faceva parte della commissione comunale per la tutela del paesaggio. Sul suo lavoro vigilano diversi assessorati e la stessa giunta. Ma la Cavandoli si è detta delusa dalla risposta, in quanto i cittadini pensavano fosse arrivato qualcuno in grado di risolvere i problemi del decoro che non c’è.

Maurizio Campari (Lega) chiede un quadro generale della situazione degli impianti sportivi del Comune di Parma all’assessore allo sport Marco Bosi e in Consiglio il clima si scalda subito. Bosi, sottolineando che tutti gli atti sono cosultabili, ha poi chiarito come tutti gli impianti, in totale 93, siano attualmente sfruttati da associazioni sportive tranne le piscine dietro alla sede Efsa e gli impianti della Raquette in Cittadella per cui si aspetta a breve un bando per la gestione. Campari si dice insoddisfatto della risposta e la polemica si accende anche con l’intervento del presidente dell’aula Tassi Carboni.

2 COMMENTI

  1. Il Reddito Comunale Garantito passa il vaglio del Consiglio comunale . Da comune mortale mi pongo una serie di questioni che potrebbero essere di interesse per la Corte dei Conti, due su tutte: come si può determinare la copertura economico-finanziaria se non si conosce l’entità, il numero delle persone a cui è diretto il provvedimento? La seconda è invece: quali sono e per quale motivo vengono concessi parametri “più leggeri” agli stranieri?

    Provo a fare chiarezza su entrambe i punti. Dal Reddito Comunale Garantito è scomparso il parametro di permanenza a Parma, come residenza, da almeno due anni. E’ possibile che sentendo di questa novità diverse persone si trasferiscano a Parma, in qualche modo, fino a chiedere la residenza. Il giorno dopo aver ottenuto la residenza possono forse avere diritto all’aiuto comunale. Significa quindi che non esistono numero certi e nemmeno probabili, non si può fare nemmeno una stima. E’ chiaro che il fondo messo a disposizione ha un limite ma, per quanto già visto, una volta che ci saranno le richieste il Comune potrebbe deviare fondi destinati ad altri scopi su questo capitolo di spesa.

    Sul secondo punto non si tratta di razzismo o di una pregiudiziale politica. A quanto affermato da un Consigliere comunale gli stranieri avranno parametri diversi, più leggeri rispetto agli italiani. Per quale motivo? Fra i richiedenti della forma di aiuto comunale ci saranno forse italiani che hanno perso il lavoro, che per qualche motivo sono ora in difficoltà ma che hanno pagato tasse e lavorato per il Paese. Per quale motivo l’ultimo che arriva ha il posto in prima fila?

    Resta poi un dubbio sull’Isee che, di fatto, anche se adottato a livello nazionale è un atto in autocertificazione a cui gli italiani non possono barare ma a cui altri invece possono trovare scappatoie ben più agevoli

    L’ultima e forse più sconcertante domanda è: perché il Partito Democratico, che si diceva contro a Pizzarotti ed Effetto Parma, vota ora una manovra così lacunosa?

    Marco Alfredo Arcidiacono

  2. Pd e Effetto Parma di Pizzarotti, due facce della stessa medaglia

    Pizzarotti e il Pd approvano insieme il reddito di solidarietà comunale. Un voto, quello di ieri, che ha rappresentato quindi il primo momento di unione tra Effetto Parma e il Pd. Già mi immagino la gioia del presidente della Regione Bonaccini e del sindaco di Bologna Merola che questo matrimonio lo aspettano da anni. Entrando nel merito, quanto approvato dal Comune di Parma ci sembra niente di più che una versione locale del reddito di cittadinanza promosso dall’ex partito del sindaco, il Movimento 5 Stelle. Aiutare chi è in difficoltà deve giustamente essere una priorità delle istituzioni ma dovrebbero esserci requisiti chiari e a vantaggio dei parmigiani. Invece, stando a quanto riportato dai giornali, i primi accedere al reddito di solidarietà comunale potrebbero essere gli stranieri, dato che tra i requisiti non è stato inserito quello della residenza a Parma da un determinato numero di anni. Niente di diverso quindi da quanto già succede per l’edilizia residenziale pubblica. Non dobbiamo però stupirci: per la sinistra (Pd e Effetto Parma sono due facce della stessa medaglia) gli italiani non sono più la priorità ormai da tempo.

    Francesca Gambarini
    Capogruppo di Forza Italia
    Consiglio comunale di Fidenza

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