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Cavandoli (Lega): con l’immigrazione di massa, più abusi e meno diritti per le donne

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L’immigrazione di massa da Paesi dove sono in vigore leggi tribali o la sharia islamica ha portato nuove forme di violazione dei diritti delle donne su cui la Sinistra tace in nome di un fuorviante Multiculturalismo”. Così Laura Cavandoli (Lega), candidata del Centrodestra nel Collegio uninominale di Parma e Bassa parmense.

Ogni giorno – prosegue l’avvocatessa – in Italia avvengono stupri e altre violazioni gravissime dell’integrità e della dignità della donna, come segregazione domestica, divieto di guidare o di andare a scuola, obbligo del velo e reati finora da noi del tutto sconosciuti come le mutilazioni genitali femminili e la compravendita di bambine a scopo di matrimonio”.

Di questa violenza di genere molti presunti ‘paladini delle donne’, non parlano perché non è ‘politicamente corretto’ e contraddice la narrazione dell’immigrazione che piace alla Sinistra, ma i numeri sono impressionanti. Per esempio, nel nostro Paese, sono stati 904 gli stranieri denunciati per violenza sessuale nel periodo compreso tra gennaio a luglio 2017, sono il 40% del totale, ma gli stranieri sono solo il 9% della popolazione. Senza contare i reati che rimangono nel segreto delle mura domestiche, la tratta e l’induzione alla prostituzione”, aggiunge la Cavandoli

Sono invece 2.000 in Italia ogni anno le spose bambine, dai 5 anni in su, che vengono vendute ad adulti di paesi come Pakistan, India, Bangladesh, Albania o Turchia – prosegue l’avvocato leghista – c’è una nostra proposta di Legge per contrastarla, ma è bloccata in Senato per decisione del Governo”.

Mi piace pensare che sulla violenza di genere non esista un monopolio politico – conclude la Cavandoli – e spiace constatare che, al contrario, su manifestazioni promosse per sensibilizzare i cittadini vi sia il costante tentativo della Sinistra di mettere il cappello, ma questo, oltre che a far perdere l’effetto sperato, si traduce in omertà sui reati degli immigrati”.

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