Dopo Empoli-Parma – Malmesi: “Chiedo scusa”. D’Aversa: “Mi serve la fiducia dei...

Dopo Empoli-Parma – Malmesi: “Chiedo scusa”. D’Aversa: “Mi serve la fiducia dei giocatori”. Lucarelli: “Colpa nostra, il mister non gioca”

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Inutile nascondersi dietro un dito: a Empoli il Parma ha toccato il punto più basso della crisi che sta segnando questa stagione di serie B. La società aveva rinnovato la fiducia a mister Roberto D’Aversa e non sembra tirarsi indietro dopo la Caporetto del Castellani. Così a metterci la faccia per conto del Parma Calcio 1913 è l’ex vicepresidente Giacomo Malmesi, oggi componente del consiglio d’amministrazione. Che chiede scusa per la prestazione e lascia aperta la porta ad ogni possibile decisione.

Non so se è stato il peggiore, ma sicuramente è stato un bruttissimo Parma, che ha umiliato tutti – ha sottolineato Giacomo Malmesi -. Ha umiliato la società, sono stati umiliati i giocatori in campo, quindi sulla prestazione penso che ci sia poco da dire. Il motivo per cui sono qui è soprattutto perché vogliamo chiedere scusa ai nostri tifosi. Questa è una società che ha una breve storia, ha già avuto dei momenti difficili e in tutti questi momenti ci ha messo la faccia. Lo facciamo anche oggi, la metto io e chiedo scusa ai tifosi che sono i primi che meriterebbero prestazioni diverse da quella vista oggi“.

La società in settimana ha rinnovato la fiducia al tecnico, oggi abbiamo appena finito la gara, ed evidentemente dopo una partita giocata in questo modo siamo tutti in discussione. Il primo ad essere in discussione sono io, dal Presidente in giù siamo tutti in discussione, perché è evidente che qualche cosa non sta andando. La prestazione è stata indecorosa. Non abbiamo parlato ancora con i giocatori, la partita è finita da pochi minuti, prendiamo un po’ di tempo e cerchiamo di riflettere. Che io parli di aspetti tecnici non è nemmeno giusto, però oggi si è vista la disapplicazione di cose anche elementari, come nel primo e nel secondo gol. Sicuramente la prestazione ha infastidito molto. Dopo una settimana che abbiamo trascorso insieme, nella quale abbiamo cercato di fare di tutto per cambiare la direzione che aveva presto questa stagione, sicuramente delude ancora di più la prestazione odierna”.

Mister Roberto D’Aversa sembra non credere ai suoi occhi. Non ha difficoltà ad ammettere di aver visto una partita ben diversa da quella che era stata preparata durante il ritiro e forse non sa neppure darsi spiegazioni valide.

Analizzando la partita, sinceramente la preparazione era stata diversa. In questo momento abbiamo incontrato una squadra in condizione psico-fisica migliore. La partita è stata aperta fino all’occasione per Da Cruz di pareggiare. Il rammarico è che se le palle inattive erano il nostro forte, ora abbiamo preso gol da palla inattiva a nostro favore su contropiede“.

La forza dell’avversario in questo momento è stata superiore alla nostra. Sul tabellino abbiano un solo ammonito, se avessimo preso qualche ammonizione in più per bloccare una ripartenza avremmo dato loro meno occasioni da gol, ma nel momento di difficoltà poi gira tutto storto“.

Credo sia emblematico l’ultimo gol, Maietta era rimasto alto per un infortunio perché non ce la faceva e siamo riusciti a subire una ripartenza e un gol dove bastava fare fallo: nei momenti di difficoltà non c’è lucidità nelle scelte. Siamo amareggiati, dobbiamo stare zitti e lavorare. La fiducia della società? Questa mi è stata già dimostrata in settimana, devono essere i ragazzi ad avere fiducia nei miei confronti, cominciando da domani in allenamento lavorando duro. Oggi non era la gara più semplice, abbiamo cercato per un po’ di fare la partita che volevamo, complimenti all’Empoli”.

Ho schierato all’inizio tre punte perchè pensavo che facendo una fase difensiva attenta avremmo potuto creare delle difficoltà, poi chiaro che se concedi occasioni a una squadra così forte diventa tutto più difficile. Abbiamo concesso alcune situazioni ma non per volontà nostra: non mi sento di scaricare colpe sui ragazzi, devo essere io il primo a fare in modo che si esca da questa situazione“.

Il capitano Alessandro Lucarelli è stato l’unico a rappresentare la squadra dopo il disastro di Empoli. Un poker quello subito dal Parma che non permette di assolvere nessuno. Il grande capitano lo sa e ci mette ancora una volta la faccia, come in tutti i momenti più difficili della storia recente del Parma Calcio.

È difficile spiegare questa prestazione, perchè comunque sia oggi abbiamo incontrato una squadra più forte di noi e si è visto sul campo. All’Empoli vanno fatti i complimenti. Allo stesso modo, però, credo che ci sia modo e modo di perdere. Questo non era il modo giusto, perchè veniamo da un periodo difficile di risultati. Se oggi dovevamo dare una risposta, non l’abbiamo sicuramene data. È sintomatico anche il modo in cui abbiamo preso gol. Ne abbiamo presi tre in ripartenza contro una squadra che fa di questa caratteristica la propria arma vincente. Per non aver fatto fallo, perchè bastava fare fallo sulla ripartenza come fanno tutti. Noi non lo abbiamo fatto. Abbiamo sbagliato. A prescindere da tutto, dai moduli e dalla tattica, in primis ci vogliono gli attributi, perchè è la base di tutto. Ci vogliono voglia e passione per il proprio lavoro. Ci vuole fame. Se non hai queste caratteristiche, può venire anche Mourinho ad allenarci, ma non andiamo da nessuna parte“.

In campo ci andiamo noi giocatori, non il Mister. Il Mister le partite le prepara. Noi lo seguiamo, facendo tutto quanto ci dice. Però, se poi diamo queste risposte in campo, naturalmente una mano non gliela diamo. Io sono qui a prendermi la responsabilità in primis da capitano e da parte di tutta la squadra. Non ci sono alibi e neppure scusanti. La responsabilità di questo momento è della squadra. Se andiamo ad analizzare la partita, sulla loro prima ripartenza abbiamo subito gol. Abbiamo avuto la possibilità di pareggiare e l’abbiamo sprecata. Abbiamo concesso un’altra ripartenza e abbiamo preso un’altra rete. Nel secondo tempo siamo scesi in campo per cercare di riaprirla, ma abbiamo subito il terzo gol su uno schema in cui basta un po’ di attenzione. Sono tutti sintomi di una squadra in difficoltà. Se, però, ognuno di noi non ci mette qualcosa in più per voler uscire da questa situazione, non andiamo avanti

Qui c’è responsabilità da parte di tutti, però poi ad andare in campo siamo noi giocatori. Io non mi sento di dare addosso all’allenatore, perchè è un allenatore che lavora, che ci mette cuore e passione. Così come la proprietà, che ha fatto un mercato importante prendendo giocatori importanti e non ci fa mancare nulla. C’è tutto per poter fare un certo tipo di campionato. Non vedo dove possano essere le responsabilità al di fuori della squadra. Quindi, se ci sono ancora sedici partite da giocare, io penso che non è assolutamente il momento di alzare bandiera bianca. Dobbiamo metterci in discussione tutti, sapendo che ognuno di noi deve dare per forza qualcosa in più, perchè non avremo l’obbligo di vincere il campionato, ma sicuramente abbiamo l’obbligo di provarci. In questo modo, non lo stiamo facendo”.

Fisicamente stiamo anche bene. Il problema è che ora la testa forse è un po’ più pesante e ti diventa tutto un po’ più difficile. Dobbiamo aiutarci. Uno con l’altro. Da soli non facciamo nulla. Dobbiamo compattarci, dobbiamo capire che le responsabilità sono nostre senza scaricarle ad altri come alibi. Evidentemente ancora non lo abbiamo capito, perchè siamo andati in ritiro, abbiamo parlato tra di noi per cercare di venir fuori dal momento, ma se poi andiamo in campo facendo prestazioni come oggi ci copriamo di ridicolo. C’è poco altro da aggiungere“.

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