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Tre aziende di Parma a Dubai per il Gulfood: nel 2017 export ducale +62% verso gli Emirati

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Per la terza volta in 15 mesi, Parma Alimentare vola negli Emirati Arabi, un mercato sempre più strategico per l’export alimentare italiano. L’occasione è rappresentata da Gulfood, il salone in programma dal 18 al 22 febbraio al World Trade Centre di Dubai, che conta 5.000 espositori e 95.000 visitatori professionali in ambito food & beverage, in rappresentanza di 120 Paesi.

A Dubai, Parma Alimentare accompagnerà tre aziende parmensi: Azienda Agricola Coppini Arte Olearia, Cooperativa Casearia Agrinascente e Delicius Rizzoli. Ma a rappresentare la Food Valley negli Emirati Arabi, su un totale di 181 espositori italiani, saranno infatti anche Agugiaro & Figna, il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, Molino Grassi, Oleificio Speroni e Rodolfi Mansueto. I prodotti da forno e farinacei, insieme con la molitoria, pesano per il 37% delle esportazioni, le conserve vegetali per il 14%, il settore lattiero-caseario per l’8%.

In concomitanza con Gulfood, Parma Alimentare organizza poi “Taste of Parma”: dal 18 al 21 febbraio, presso i due Barilla Restaurants della città emiratina, situati all’interno del Dubai Festival City Mall e di The Outlet Village, i foodie avranno l’opportunità di assaggiare alcuni tesori enogastronomici parmensi, dal Parmigiano Reggiano DOP alle conserve ittiche, passando per l’olio extravergine d’oliva. Nello spazio ICE all’interno di Gulfood sono previsti showcooking targati Parma. E sempre ICE, su incarico di Parma Alimentare, curerà un’attività di store checking su sette differenti tipologie distributive: l’obiettivo è avere una fotografia oggettiva del mercato degli Emirati Arabi, per competere in modo ancora più efficace.

«Gli Emirati Arabi vantano un PIL pro-capite di 68mila dollari, tra i più elevati al mondo – spiega Alessandra Foppiano, Executive Manager di Parma Alimentare -. Inoltre, il Paese è costretto a importare l’85% del proprio fabbisogno di prodotti alimentari: il generale ed elevato livello di ricchezza sostiene forti volumi di importazione. Le opportunità di crescita per il sistema agroalimentare parmense sono molto buone: anche perché, secondo un report firmato da Alphen Capital per Gulfood, i consumatori emiratini sono sempre più attratti dagli stili di vita alimentari occidentali, sia pure con limitazioni legate all’osservanza di precetti religiosi e ai costumi locali, e ricercano prodotti di qualità e salutari, oltre ad alimenti ready-to-eat, per la crescente abitudine a mangiare fuoricasa e per via del maggior numero rispetto al passato di donne occupate. Non solo il food made-in-Parma risponde a queste esigenze: ma la nostra città ha un forte appeal anche per il titolo di Creative City of Gastronomy con cui è stata insignita da Unesco».

Per quanto riguarda il 2017, le esportazioni alimentari parmensi verso gli Emirati Arabi sono state da record: nei primi nove mesi dell’anno, l’incremento rispetto al pari periodo del 2016 è stato del 62%. A trainare la crescita sono stati il settore delle conserve animali, più che quadruplicato a valore, quello degli oli e grassi vegetali e animali (+195%), la molitoria (+110,4%) e il comparto lattiero-caseario (+96,9%). Essendo gli Emirati Arabi una delle principali porte di accesso al Medio Oriente, molto positive sono state le performance in tutta la regione: le esportazioni alimentari parmensi verso il Medio Oriente sono cresciute del 43% nei primi nove mesi del 2017. Decisivo per questo incremento è stato soprattutto il comparto lattiero-caseario.

«In prospettiva, anche nei prossimi anni dovrebbe proseguire il trend di crescita partito nel 2008, con una breve parentesi nel biennio 2014/15 – continua l’Executive Manager Alessandra Foppiano -. A indurre ottimismo sono due considerazioni. Si stima che, di qui al 2020, la popolazione degli Emirati Arabi possa aumentare a un ritmo del 3% annuo, arrivando così a superare il traguardo degli 11 milioni di abitanti. In secondo luogo, gli Emirati Arabi rappresentano sempre di più un’importante destinazione per il turismo internazionale: sono scelti da viaggiatori occidentali e dei Paesi limitrofi, con ottime capacità di spesa, attenti alla qualità del cibo che arriva sulla loro tavola. Un anno cruciale sarà il 2020, quando Dubai – che già oggi è un hub commerciale strategico nella regione del Golfo, per la sua funzione di porta tra Occidente e Oriente – ospiterà EXPO».

Nel programma dell’edizione 2018 di Gulfood spiccano alcuni appuntamenti imperdibili, come: The Emirates Salon Culinaire, una grande competizione tra chef; gli Innovation Awards, che premiamo eccellenza e creatività nel mondo dell’industria food & beverage, con oltre 300 nuove referenze a sfidarsi in 14 differenti categorie; Halal World Food, una sorta di salone nel salone, tutto dedicato agli alimenti Halal, che, secondo uno studio firmato dalla californiana Grand View Research, tra i colossi mondiali del settore studi e report, genereranno un giro d’affari globale di 2,1 trilioni di dollari nel 2025, per un incremento annuo del 6,1% nel periodo 2017-2025.

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