Un uomo nella stanza d’ospedale dà fastidio anche a me italiana

Un uomo nella stanza d’ospedale dà fastidio anche a me italiana

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Egregio Direttore,
mi presento. Mi chiamo Stella. Sono una donna di media età, italiana, cultura superiore, cristiana, poco cattolica e lavoro nell’ambito della moda. Come tanti, ho letto la notizia della donna musulmana che avrebbe fatto “cacciare” da una stanza d’ospedale una povera vecchietta. Continuo a ritrovarmi la notizia ovunque. Su facebook leggo insulti di ogni genere contro la donna straniera e i suoi connazionali. Nessuna capacità di discernimento. Solo desiderio di strumentalizzare, attaccare, annientare.

Quello che mi ha spinto questa mattina a scriverLe è che io provo rispetto per la donna musulmana. Mi sarebbe piaciuto assistere alla scena e ascoltare il suo parere perché c’è anche la possibilità che i fatti non siano andati proprio come si vuol far credere. Lo so che, per molti,  l’altra versione non conta. Ascoltare l’altro significa paura di perdere qualcosa che sia denaro, una propria convinzione o far conto la propria povertà interiore. Meglio attaccare che capire.

Io provo rispetto. Sa perchè? Io da cittadina italiana molto spesso mi sento imporre modi di fare della cultura di massa che non mi appartengono. Arroganza, mancanza di rispetto per chiunque la pensi diversamente. Non solo per l’immigrato. Generalizzazioni. L’uomo in stanza in ospedale?

Da fastidio anche a me. Mi sento in imbarazzo essere scrutata da un uomo che non conosco mentre il dolore e le preoccupazioni per la mia salute mi divorano l’anima. E li davanti. Dovrebbe accudire una sua parente. Lui sta bene e anche se finge di pensare ad altro io lo so che studia il mio corpo evidenziato dal pigiama d’ospedale. Provo imbarazzo a cercare l’assorbente nel cassetto, alzarmi con il dubbio d’essermi macchiata di sangue sapendo che mi osserverà appena volterò le spalle per andare in bagno. Mi sento a disagio. Per me è mancanza di rispetto imporre la presenza del proprio uomo ad un’altra donna indipendentemente dal credo religioso.

Tempo fa ero su un autobus. C’era una giovane donna marocchina, sguardo dolce e modi di fare gentili. Era piena di buste colme di spesa, con un passeggino, bimbo di circa tre mesi e altra figlia di circa otto anni. Dopo aver viaggiato con me circa 20 minuti ha prenotato la sua fermata. La portiera centrale si è aperta. E’ scesa prima lei con il passeggino, come usa fare qualunque mamma. Stava seguendo la bambina ma…. l’autista si è affrettato a richiudere la portiera rischiando di stritolarla. Molti di noi passeggeri abbiamo iniziato ad urlare di aspettare. Lui arrogante, inizia a inveire contro tutti gli stranieri. La giovane mamma da giù urlò “stronzo” per il poco rispetto dato alla bambina. All’autista si unirono altri due uomini. Insulti di ogni specie contro la povera donna la cui colpa era solo quello di aver visto sua figlia rischiare di perdere le braccia. Era passato in secondo piano l’arroganza dell’autista nel chiudere di fretta la portiera quello rilevava era solo la parola “esclamata”.

Io, in quel momento non riuscivo a vedere una musulmana ma solo una mamma, una donna sola con due bambini piccoli. Una donna attaccata da un gruppo di uomini. Io che avevo assistito… non ho resistito ed ho esclamato arrabbiata: “E’ stato davvero uno stronzo”.

E’ sufficiente usare come scusa che l’ultimo fatto di cronaca è stato commesso da un non nato sul suolo italiano, basta dire che nei loro paesi d’origine noi italiani non siamo rispettati per arrogarsi il diritto di uccidere con le parole e trattare un altro essere alla stregua di merce di poco valore, disprezzare, canalizzare tutte le offese possibili e immaginabili. Costruire dei video dove si da enfasi alla reazione ma non alla provocazione.

Che il problema degli immigrati esista non ci sono dubbi ma non si potrà mai risolvere “uccidendo” lo straniero, il portatore di male come ci vogliono far credere. Il male è in tutti gli essere umani.

Credevo che tutto fosse finito con l’olocausto, la caccia alle streghe, la tratta dei neri… ma non finirà mai… anche allora tutto iniziò cosi… in nome del Dio denaro…

No io non mi vedo nella mia cultura di massa. Mi sento diversa perché voglio continuare a saper distinguere le belle persone dalle persone malvage qualunque sia la loro provenienza geografica. E ora attaccate anche me. Grazie.

Stella
Una cittadina italiana qualunque

1 COMMENTO

  1. Cara Stella (cittadina italiana qualunque), quando si età male è giustificabile non essere tolleranti e comprendo il disagio che avete un estraneo in camera possa fare fastidio, ma non credo che tu avresti preteso che spostassere una signora di 80 anni nel cuore della notte. Così come non credo che per te che non hai un marito musulmano lo avrebbedi fatto. Sono convinta che ne avresti parlato l’indomani chiedendo se poteva venire qual un’altra a fare la notte e che se ciò non fosse stato possibile al limite avresti chiesto tu di essere spostata. Io credo questo. Ps: a parlarti è una persona che ben conosce la cultura musulmana e che ha trascorso tre anni in Libia. Baci.

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