Università: il ministro Fedeli plaude alle scelte del rettore Andrei

Università: il ministro Fedeli plaude alle scelte del rettore Andrei

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L’Università al servizio del territorio. Questo il leit motiv che ha accompagnato l’inaugurazione dell’anno accademico 2017-2018, cerimonia che ha visto la presenza del ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, nella sede centrale dell’Ateneo parmigiano. Davanti a un’Aula Magna gremita da docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo, oltre che dalle autorità cittadine, tra cui il vescovo Enrico Solmi, il rettore Paolo Andrei ha indicato il solco lungo il quale l’università proseguirà il suo impegno nella divulgazione della conoscenza e nella ricerca (il video della cerimonia).

«Grazie per quello che già fate, soprattutto per gli investimenti nella terza missione, a conferma della vostra vocazione al dialogo con il territorio circostante – le parole del ministro Valeria Fedeli che ha così concluso l’inaugurazione -. In questo ambito oggi abbiamo discusso con il rettore e con l’assessore Bianchi su alcune scelte che caratterizzeranno sempre di più l’Università di Parma nel settore Food and Quality of Life, su cui far convergere competenze multiformi e trasversali».

«Negli altri Paesi – ha continuato il ministro evidentemente ben conscia delle polemiche legate al periodo – l’investimento nella filiera della conoscenza è un patrimonio condiviso, indipendente dalle scadenze elettorali e dalle parti politiche. Anche in Italia deve diventare così». Parlando in senso più generale, la Fedeli ha inoltre affermato che «l’università italiana è uscita da 10 anni terribili, ma il sistema è sano e sta iniziando una fase diversa», caratterizzata da tre grandi traiettorie: la valorizzazione del capitale umano, il diritto allo studio e la ricerca di base.

Dopo gli interventi musicali del Coro Universitario “Ildebrando Pizzetti” e dell’Ensemble di fiati dell’Orchestra dell’Università di Parma, diretti dal M° Ilaria Poldi, il rettore Paolo Andrei aveva introdotto i lavori sottolineando che «siamo un’università pubblica e questo comporta doveri verso la società in cui viviamo. Un’assunzione di responsabilità individuale e collettiva per il bene del Paese». Andrei ha quindi toccato alcuni punti ben precisi della sua gestione iniziata appena qualche mese fa: dall’accoglienza verso gli studenti al diritto allo studio («Si parla spesso di centralità degli studenti, ma non deve restare uno slogan»), dalla ricerca («Nel nostro Ateneo si sviluppa una ricerca qualificata, riconosciuta in Italia e all’estero») alla terza missione (con riferimenti al Progetto Food, al Digital Innovation Hub, al Tecnopolo, allo Csac) e all’internazionalizzazione.

Dal rettore Andrei anche due richieste alla Ministra Fedeli: sulla legislazione sull’università («È il momento di costruire un testo unico, perché oggi la legislazione è troppo complessa») e sull’edilizia universitaria, «che da troppi anni non è stata finanziata». Nel corso del suo intervento il rettore ha inoltre ricordato l’importante lavoro che l’Ateneo svolge nei confronti degli studenti con disabilità e con disturbi dell’apprendimento, gli eccellenti risultati raggiunti dagli studenti atleti del Cus e da Unipr Racing Team, e ha rimarcato il valore formativo dell’attività del Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo.

«La nostra Regione – ha affermato l’assessore Patrizio Bianchiha lavorato e sta lavorando per consolidare il sistema universitario del territorio, investendo fortemente sul diritto allo studio e promuovendo lauree magistrali e dottorati sinergici tra gli Atenei, in particolare sui temi dell’Automotive, dei Big Data, dell’Health and Aging e del Food and Quality of Life. Senza dimenticare la centralità degli studi sull’uomo e sulla società, che restano fondamentali».

Il presidente del Consiglio degli Studenti Guglielmo Agolino ha lanciato un appello alla ministra Fedeli per l’accertamento della verità sulla vicenda di Giulio Regeni, al quale la comunità studentesca di Parma chiederà di dedicare un’aula dell’Università. Sottolineato il pesante sottofinanziamento dell’Università pubblica italiana rispetto agli altri Paesi europei, Agolino è passato al quadro parmigiano, sul quale ha espresso giudizi positivi su iniziative come la Student Card, il potenziamento dell’internazionalizzazione e del servizio di tutorato, l’estensione nelle ore serali dell’apertura della biblioteca di Economia. «Su altri fronti crediamo ci sia però ancora molto da fare. Riteniamo che le soglie dalla no tax area debbano essere elevate oltre i livelli minimi stabiliti dalla legge, così come fatto anche da altri Atenei dell’Emilia Romagna», ha tra le altre cose sottolineato Agolino.

Il presidente del Consiglio del Personale tecnico amministrativo Vanni Villa, dopo aver ringraziato la ministra Fedeli «per l’impegno profuso affinché si riaprisse la possibilità di nuove assunzioni nelle Università e negli enti di ricerca», ha rimarcato come il personale tecnico amministrativo abbia accompagnato la trasformazione degli Atenei con «lo sviluppo di nuove conoscenze e abilità», e ha avanzato alcune richieste: da «una formazione continua che, essendo risorsa fondamentale e strategica, sia mirata ad armonizzare le esigenze del personale tecnico-amministrativo con il miglioramento della qualità dei servizi erogati» alla «valorizzazione di ogni dipendente», da «una concreta sensibilità dell’amministrazione sul fronte dei benefit e del welfare» all’invito, «dopo l’uso e l’abuso del termine riorganizzazione», a parlare «semplicemente di organizzazione nella quale il personale si possa riconoscere ed essere parte attiva».

La cerimonia si è conclusa con il dono, da parte del rettore Paolo Andrei, della medaglia-ricordo dell’Università e del volume sulla storia dell’Ateneo “Un millennio di storia” alla ministra Fedeli, all’assessore Bianchi e al dirigente Miur Marco Mancini.

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