Tumori gastrointestinali, a Fidenza si tolgono senza bisturi

Tumori gastrointestinali, a Fidenza si tolgono senza bisturi

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Foto Vasini

E’ arrivata anche all’Ospedale di Vaio di Fidenza la nuova ESD, cioè dissezione endoscopica sottomucosa, la tecnica mininvasiva che consente di rimuovere tumori gastrointestinali senza ricorrere all’intervento chirurgico. Studiata in Giappone e applicata in pochi ospedali del nord d’Italia, in Emilia-Romagna solo a Reggio Emilia, a Imola e ora a Fidenza.

Sono due gli interventi già eseguiti e perfettamente riusciti – afferma Paolo Orsi, direttore dell’Unità operativa di Endoscopia digestiva e Gastroenterologia dell’Ospedale di Vaio -. Si tratta di due cinquantenni, un uomo e una donna, in entrambi i casi, è stato possibile asportare completamente il  tumore diagnosticato precocemente, grazie agli esami di screening. Questa tecnica è utilizzabile per asportare tumori precoci dell’esofago, stomaco, intestino e consente di rimuovere lesioni  anche  di notevoli dimensioni, superiori ai 3 o 4 centimetri. L’asportazione avviene durante una normale gastroscopia o colonscopia“.

Sono quindi garantiti tutti i vantaggi dell’intervento chirurgico tradizionale, senza le eventuali complicanze, perché non è necessario il ricorso al bisturi.

La chirurgia endoscopica, cioè senza bisturi – riprende Orsi – limita la formazione delle aderenze post operatorie, riduce i tempi di degenza ospedaliera, con la possibilità per il paziente di rientrare a casa lo stesso giorno dell’intervento ed ha un miglior risultato estetico”.

Poiché i tumori da rimuovere con ESD sono tendenzialmente piatti, la metodica è più difficile da eseguire rispetto alla rimozione, ad esempio, di semplici polipi. Per questo,  i professionisti dell’Unità Operativa di Endoscopia digestiva e Gastroenterologia di Vaio sono stati appositamente formati.

Nella nostra provincia – conclude Orsi – il numero di possibili candidati all’utilizzo della nuova metodica è di circa 100 persone all’anno,  numero destinato ad aumentare con il perfezionamento dell’accuratezza diagnostica delle lesioni in fase precoce”.

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