Portò telefonino a detenuto, Tar di Parma: giusto licenziamento agente

Portò telefonino a detenuto, Tar di Parma: giusto licenziamento agente

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Licenziato dalla Polizia penitenziaria per aver introdotto nel carcere di via Burla un registratore e un telefono cellulare, non è riuscito a spuntarla neppure al Tar di Parma. I giudici hanno respinto il suo ricorso contro il provvedimento, ritenuto tra l’altro eccessivo vista la collaborazione prontamente offerta alla giustizia.

S.G.M., assistente capo della Polizia penitenziaria, era stato sospeso dal servizio il 21 ottobre 2015 poiché indagato “per aver introdotto nell’istituto penitenziario di Parma, ove prestava servizio, un registratore audio e un telefono cellulare provvisto di scheda SIM, cedendolo ad un detenuto in cambio della promessa di intervento per conseguire altro rapporto lavorativo per sé e/o per il cugino”. L’11 aprile 2016 è poi arrivata la condanna a 2 anni di reclusione con pena sospesa. E il 25 novembre successivo ripartiva il procedimento, concluso il 6 aprile 2017 con la proposta di destituzione dal servizio. Il decreto ministeriale del 24 maggio 2017 confermata il provvedimento disciplinare con decorrenza 22 ottobre 2015, ovvero dal momento della sospensione dal servizio.

Provvedimento giusto, secondo i giudici del Tar, che hanno rigettato il ricorso presentato dall’ex agente della Penitenziaria di Parma.

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