Diploma in 4 anni all’Ulivi di Parma e al Gadda di Fornovo

Diploma in 4 anni all’Ulivi di Parma e al Gadda di Fornovo

914
0
CONDIVIDI

In due istituti scolastici di Parma e provincia si potrà conseguire il diploma di maturità in soli 4 anni, uscendo così dalla scuola a 17 anni. Il Ministero dell’Istruzione ha infatti emesso il decreto che autorizza questa sperimentazione al Liceo scientifico Ulivi di Parma e all’Istituto di istruzione secondaria Gadda di Fornovo.

In queste due scuole verrà dunque attivato il corso sperimentale che riguarderà una sola sezione e partirà dalla prima classe nell’anno scolastico 2018/2019. In classe non potranno esserci più di 25 studenti e il programma formativo rimane immutato, quindi va realizzato in 4 anni invece che in 5. Potrebbe quindi essere necessario un orario di lezione prolungato.

La stessa sperimentazione riguarderà in tutto 11 scuole in Emilia Romagna e 100 in tutta Italia, tra indirizzi tecnici e liceali: 44 al Nord, 23 al Centro, 33 al Sud, scelti tra i 192 che ne hanno fatto richiesta (per le altre 92 sarebbe sotto esame la possibilità di un ampliamento del numero per ricomprenderle nel decreto). Si tratta di 75 indirizzi liceali e 25 indirizzi tecnici. Sono 73 le scuole statali, 27 quelle paritarie. Le iscrizioni saranno possibili a partire dal prossimo 16 gennaio.

I percorsi quadriennali non nascono oggi, sono il frutto di un dibattito che va avanti da tempo e di una riforma scritta nel 2000 quando era Ministro Luigi Berlinguer – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Quella riforma non è mai stata attuata, ma nel 2013 una commissione istituita dal Ministro Francesco Profumo ha ripreso il tema dei percorsi quadriennali. Successivamente la Ministra Maria Chiara Carrozza ha dato il via libera alle prime sperimentazioni. Con il bando emanato a ottobre abbiamo deciso di imprimere una svolta. Di consentire una sperimentazione su grandi numeri, con una maggiore diffusione territoriale, nell’ottica di dare pari opportunità alle ragazze e ai ragazzi di tutto il Paese, e una maggiore varietà di indirizzi di studio coinvolti. Tutto questo per fare in modo che, alla fine del quadriennio, si abbiano esperienze misurabili e valutabili davvero, secondo parametri condivisi e lavorando attraverso comitati scientifici nazionali e territoriali. Si avranno dossier approfonditi su cui poi tutti gli attori coinvolti potranno aprire il dibattito sul destino dei percorsi quadriennali“.

Nessun commetno

Lascia una risposta: