L’Airc finanzia ricerca sul mieloma multiplo avviata dall’Università di Parma

L’Airc finanzia ricerca sul mieloma multiplo avviata dall’Università di Parma

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L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (Airc) finanzierà per i prossimi 5 anni, con una somma pari a 434.000 euro, un progetto di ricerca sul mieloma multiplo che vede come investigatore principale il professor Nicola Giuliani, docente del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma e dirigente medico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

La ricerca si svolgerà presso il Laboratorio di Ematologia del Dipartimento di Medicina e Chirurgia e nella U.O. di Ematologia e Ctmo diretta dal professor Franco Aversa. Il progetto vede coinvolti anche il professor Ovidio Bussolati del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, la professoressa Franca Zanardi del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco e la dottoressa Livia Ruffini della Medicina Nucleare dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

Il progetto di ricerca finanziato dall’AIRC, dal titolo Glutamine metabolism for targeting and imaging in Myeloma bone microenvironment, è volto a studiare quelle che sono le alterazioni metaboliche nelle cellule di mieloma multiplo, tumore maligno del midollo osseo, al fine di sviluppare nuovi approcci terapeutici e diagnostici.

Lo studio trova il suo razionale da precedenti osservazioni, dello stesso gruppo di ricerca, che hanno evidenziato come le cellule di mieloma siano strettamente dipendenti dalla presenza di un aminoacido non essenziale quale la glutamina. Per questo motivo, in questo progetto di ricerca sarà studiata la possibilità di riprogrammare il metabolismo della glutamine nelle cellule di mieloma e del suo microambiente midollare circostante al fine di sviluppare nuovi approcci terapeutici in combinazione con i farmaci ora utilizzati nella terapia di questo tumore. Il progetto prevede anche di testare l’utilizzo della glutamina come possibile nuovo tracciante nucleare per identificare la presenza delle cellule tumorali residue con una maggiore sensibilità rispetto alle attuali metodiche. A tale proposito saranno sviluppati modelli pre-clinici innovativi in collaborazione anche con la medicina nucleare dell’Università Vita-Salute San Raffaele.

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