Alternanza scuola-lavoro, striscioni di protesta del Blocco Studentesco: è sfruttamento

Alternanza scuola-lavoro, striscioni di protesta del Blocco Studentesco: è sfruttamento

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Questa alternanza è indecente: basta business sullo studente”. Recita così lo striscione comparso oggi in contemporanea a Bologna, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, iniziativa del Blocco Studentesco che protesta contro le storture dell’alternanza scuola-lavoro prevista dalla riforma della “Buona Scuola” voluta da Matteo Renzi. Secondo gli studenti questa alternanza si sta trasformando in un meccanismo di sfruttamento.

Dagli orari di lavoro ben oltre le 8 ore quotidiane pattuite alla mancanza di tutele assicurative – spiega Matteo Di Lallo, responsabile regionale del movimento – l’alternanza scuola-lavoro si sta rivelando per ciò che è realmente: uno sfruttamento legalizzato degli studenti senza che ciò porti ad alcun accrescimento delle loro competenze”.

Da chi ha svolto attività assolutamente non inerenti al proprio percorso di studi a chi si è ritrovato in contesti del tutto disorganizzati – prosegue – gli esempi di una pessima gestione dell’alternanza si sprecano, il tutto a danno dell’effettiva possibilità per gli studenti di avviare un percorso virtuoso”.

Il Blocco Studentesco non si pone – sottolinea Di Lallo – in contrasto con l’idea dell’alternanza, a patto che funga da percorso formativo reale. È per questo che chiediamo che siano gli studenti i primi ad essere coinvolti nella scelta delle attività, che sia data idonea copertura assicurativa e si creino reti e stipulino accordi con le imprese del territorio, il tutto in un quadro che veda la Consulta provinciale fare da garante per impedire gli abusi”.

Al contrario – conclude – ci troveremo ancora di fronte ad un perverso meccanismo che, con la scusa della formazione, offre invece manodopera pressoché gratuita sulle spalle degli studenti italiani”.

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