Fratelli d’Italia: degrado e abusivi in Ghiaia, già a rischio negozi storici

Fratelli d’Italia: degrado e abusivi in Ghiaia, già a rischio negozi storici

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La zona di piazza Ghiaia sabato pomeriggio alle 15.30

Basta degrado in piazza Ghiaia. L’urlo è di alcuni commercianti della zona stanchi del ripetersi di certe situazioni davanti all’ingresso dei loro negozi. Fratelli d’Italia di Parma lo ha raccolto e rilanciato per “denunciare nuovamente la situazione di degrado ed illegalità che è presente in tale zona e che, condizionando l’attività quotidiana di alcuni esercizi del commercio, ne compromette pure la sopravvivenza”.

Nel mirino di FdI, la presenza ormai “abituale di ambulanti abusivi (pakistani e africani) che da tempo espongono indisturbati le loro mercanzie contraffatte davanti alle vetrine dei negozi, spesso ostruendone l’ingresso, creando situazioni di degrado e di grave sporcizia nell’area prospiciente”.
E non si tratterebbe soltanto di una questione di decoro. Che già non sarebbe poco. “Dopo anni di duro lavoro, tasse e sacrifici, dopo aver sopportato continue difficoltà (calo dei consumi, aumento delle tariffe, ristrutturazione della piazza, concorrenza sleale cinese, abusivismo africano e pakistano, ecc.) alcuni storici commercianti – denuncia Fratelli d’Italia di Parma – rischiano oggi di essere costretti ad alzare la bandiera bianca della definitiva resa. A tal proposito, ancora una volta, dobbiamo rimarcare il lassismo, l’arrendevolezza, per non dire assenza, di questa amministrazione riguardo a tali problemi di illegalità e decoro urbano che si aggiungono a quelli drammatici di insicurezza e di reale perdita del controllo di alcune zone della città presidiate da spacciatori e da bivacchi di sfaccendati, violenti e molestatori. Forse il sindaco è troppo preso dalla progettazione della propria futura carriera politica nazionale e i suoi assessori o neo delegati troppo impegnati nelle stanze del municipio, a decantare il “Modello Parma”, a programmare convegni o iniziative a favore di accoglienza, ius soli, inclusione e ideologia gender, per scendere in strada, vedere la realtà delle cose e magari rispondere alle lamentele di qualche anziano commerciante che chiede vanamente il ripristino della legalità e del decoro urbano: per poter lavorare e provare a tirare avanti”.

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