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Iren: nuovo impianto a Parma per la selezione di 155 mila tonnellate annue di rifiuti

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Forte dei risultati ottenuti negli ultimi 30 mesi in termini di efficientamento, sinergie conseguite, riduzione dell’indebitamento e incremento strutturale di cassa, il Gruppo Iren ha presentato in Borsa Italiana il piano industriale al 2022. Previsti investimenti pari a 2,5 miliardi di euro, in crescita di circa 300 milioni (+15% circa) rispetto al precedente business plan, e interessanti dividendi per gli azionisti, con una crescita annua della cedola di almeno il 10%.

Tra gli investimenti in particolare, confermata in provincia di Parma – dove il gruppo conta 707 dipendenti e 48,4 milioni di euro ordinati ai fornitori – la costruzione di un impianto di selezione materiali da raccolta differenziata da 155.000 tonnellate annue, la cui entrata in esercizio è prevista nel 2020 per un investimento complessivo di 23 milioni di euro.

Particolare importanza rivestirà inoltre sia l’espansione delle reti di teleriscaldamento, che permetteranno una migliore saturazione degli impianti di generazione e ambientali (termovalorizzatori) già esistenti, sia lo sviluppo dei business a rete attraverso il completamento degli Atem nel settore gas nei quali Iren possiede già una quota rilevante e nel settore delle reti idriche dove è previsto un piano di investimenti particolarmente significativi.

Nel settore Ambiente proseguirà l’impegno per il miglioramento della raccolta differenziata con l’obiettivo ambizioso di raggiungere una quota vicina all’80% nel 2022.

Con il piano presentato oggi Iren si prepara ad affrontare le transizioni e i cambiamenti che stanno ridefinendo il mercato dell’energia e delle multiutility – ha dietto Massimiliano Bianco, amministratore delegato del Gruppo –. La strategia del Gruppo fa leva sui punti di forza storici come il legame con i Clienti e le relazioni forti con i territori di riferimento, sviluppando una value proposition distintiva basata su integrazione dell’offerta, canali digitali e centralità del Cliente. In questo scenario Iren pone al centro il cliente/cittadino con il progetto “new downstream” che ha l’obiettivo di trasformare la commodity energetica in un servizio ad alto valore aggiunto e che, grazie al successo già riscontrato nel primo anno di attività, consentirà un incremento della base Clienti del Gruppo, ad oggi pari a 1,7 milioni, di circa 200.000 unità al 2022 che si aggiungono agli oltre 250.000 nuovi clienti acquisiti nel corso degli ultimi 30 mesi.

Grande attenzione sarà posta alla sostenibilità ambientale con particolare focus sulla decarbonizzazione, con un risparmio del 14% delle emissioni di anidride carbonica, sull’economia circolare, sulla tutela delle risorse idriche (aumento della capacità di depurazione del 15% e riduzione del prelievo idrico dall’ambiente per uso potabile pari al 9%) e sulla resilienza delle città. Un’attenzione che si estenderà al risparmio energetico: dalla ristrutturazione di condomini con riqualificazione energetica alla partnership con piccole e medie imprese in un’ottica “ESCO”. A ciò si aggiunge l’ingresso nel mondo della mobilità elettrica, attraverso l’adeguamento di una parte del parco auto aziendale e dei mezzi di raccolta dei rifiuti, la leadership delle colonnine di ricarica nei propri territori di riferimento, e-scooter sharing ed e-bike.

Il Gruppo Iren si prefigge al 2022 una crescita dell’Ebitda pari a circa 170 milioni di euro, che porterà il margine operativo lordo del Gruppo a 950 milioni di euro al 2022 (Cagr 3,3%) e un utile di Gruppo pari a circa 265 milioni di euro, in crescita del 52%.

In parallelo alla presentazione del piano industriale, il Gruppo ha approvato i risultati dei primi nove mesi del 2017 che hanno confermato il positivo andamento della società con ricavi a 2,6 miliardi in crescita del 17,3%, Ebitda a 622,2 milioni di euro (+11,3%), Utile netto a 179,5 (+42,3%) e Indebitamento Finanziario Netto in contrazione di 70 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2016.

 

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