Vertenza Froneri: azienda irremovibile, scintille in municipio

Vertenza Froneri: azienda irremovibile, scintille in municipio

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In gioco non c’è soltanto il futuro di 120 lavoratori ai quali si aggiungono gli stagionali, ma anche l’interesse della città e della provincia di Parma non disponibile ad assistere ancora alla deindustrializzazione del territorio. Ma con Froneri (al 50% del gruppo Nestlè), decisa a confermare il licenziamento collettivo avviato lo scorso 29 settembre, è ormai muro contro muro.

La Regione Emilia Romagna, con l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi, che ha convocato questa mattina in Municipio un tavolo istituzionale di salvaguardia occupazionale in merito alla chiusura a Parma dello stabilimento Froneri, ha dovuto prendere atto soltanto dell’indisponibilità dell’azienda che produce gelati a rivedere i propri piani. Presenti ai lavori anche il vicesindaco Marco Bosi, l’assessore alle Attività produttive Cristiano Casa e l’assessore al Bilancio Marco Ferretti, insieme ai rappresentanti del Gruppo Froneri, delle RSU del Gruppo Froneri e ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Le istituzioni hanno sottolineato l’inaccettabilità dell’ipotesi di chiusura dello stabilimento ex Nestlè, oltre che per la salvaguardia dei lavoratori, anche per il depauperamento e per il processo di de-industrializzazione che essa comporterebbe per il sito di Parma.

A questo punto la Regione Emilia Romagna, in accordo con l’amministrazione del sindaco Federico Pizzarotti, richiederà l’intervento del Ministero dello Sviluppo Economico, con l’obiettivo di evitare questo epilogo anche attraverso gli ammortizzatori sociali che possono essere messi in campo e tutte le misure regionali e nazionali necessarie atte a salvaguardare il sito produttivo.

Una posizione, quella della Froneri, che non può non agitare i diretti interessati delle lettere di licenziamento, molti dei quali hanno già trascorso decenni nel gruppo Nestlè. Qualche incidente si è verificato stamane, in occasione dell’incontro in Municipio, ma le forze dell’ordine hanno subito riportato la calma. Tutti hanno però espresso “piena solidarietà alle forze dell’ ordine e condannato le violenze, richiamando i lavoratori e tutte le parti in causa ad evitare, nonostante la difficoltà della situazione, azioni incivili e irresponsabili lesive inoltre del buon esito del procedimento“.

Da parte dell’azienda, dopo una prima fase di assoluta indisponibilità a un confronto di merito su soluzioni alternative, è emersa la possibilità di valutare il ricorso ad ammortizzatori sociali e a verificare eventuali reindustrializzazioni del sito – si legge in una nota sindacale congiunta di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil -. Ai prossimi incontri verificheremo nel merito queste prime, parziali ma importanti, disponibilità aziendali. Serve infatti una soluzione condivisa che dia prospettive ai lavoratori. L’esasperazione nata dalla dichiarazione di chiusura dopo gli impegni di luglio, rischia infatti di sfociare in reazioni che non possiamo in alcun modo giustificare pur comprendendo i drammi da cui traggono origine. A tal proposito esprimiamo il nostro riconoscimento per il lavoro delle forze dell’ordine in una condizione di forte tensione sociale. Il confronto ora si sposta in ambito Ministeriale e dovrà essere sostenuto dalla mobilitazione delle forze politiche e sociali del territorio per garantire un futuro ai lavoratori di Parma”.

A conclusione del Tavolo istituzionale, però, la società Froneri con una nota conferma la decisione di “chiudere il sito produttivo di Parma in quanto condizione necessaria per rendere sostenibile il business del Gruppo in Italia“.

Questa decisione – prosegue Froneri – è accompagnata dalla volontà di garantire ai dipendenti interessati dall’operazione (complessivamente 120 persone) soluzioni attive per una riduzione dell’impatto sociale conseguente, ovvero: un sostegno di natura economica, un percorso a fini di outplacement, possibilità di trasferimento presso il sito produttivo a Frosinone, dove verrà trasferita la produzione Froneri dello stabilimento di Parma.

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