Teatro delle Briciole, ecco la nuova stagione

Teatro delle Briciole, ecco la nuova stagione

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La valorizzazione della creatività giovanile, l’incontro dei linguaggi tra tradizione e innovazione, la ricerca intesa come attraversamento del tempo, la nutrita presenza di artisti internazionali (dal Collectif Petit Travers alla compagnia Skappa al gruppo tedesco Trouble Notes), il teatro come arte che può riflettere su un’idea di umanità da ripensare per l’oggi (di qui la scelta di Straumani per il titolo della rassegna di teatro contemporaneo), come arte che ribalta stereotipi, formula nuove ipotesi, e può agire nel ricordarci costantemente a che punto di umanità siamo. Queste alcune delle direttrici su cui si muove la stagione 2017/18 del Teatro delle Briciole, che celebra un passaggio simbolico come il trentennale del Teatro al Parco (1987-2017), proponendo il 28 ottobre dal mattino alla sera una non-stop a ingresso libero di spettacoli, laboratori e degustazioni, che si concluderà con un brindisi augurale e un dj set.

E’ un programma molto ricco quello presentato in municipio dal sindaco Federico Pizzarotti, l’assessore alla Cultura Michele Guerra,  Roberto Delsignore, presidente della Fondazione Monteparma, Flavia Armenzoni, Beatrice Baruffini e Alessandra Belledi, della direzione artistica.

Le tre direttrici artistiche del Teatro delle Briciole, Flavia Armenzoni, Beatrice Baruffini e Alessandra Belledi, sono intervenute per spiegare nel dettaglio gli spettacoli di cui si compongono le tre rassegne in programma: Serata al Parco, Weekend al Parco, Un posto per i ragazzi, che sono inoltre attraversate dalla quarta e dalla quinta edizione di «Impertinente, Festival di teatro di figura», e dalla seconda edizione di «May Days, incontro con la danza d’autore».

 

La rassegna Un posto per i ragazzi mette a disposizione del mondo della scuola uno strumento di condivisione, di socialità e arricchimento culturale ed educativo, che si compie attraverso la scoperta del teatro come insostituibile patrimonio di civiltà, come diritto di tutti a un’esperienza conoscitiva che sviluppa l’attitudine alla riflessione, l’elaborazione del valore delle emozioni e delle relazioni umane, in un quadro attento alla dimensione interculturale.

La rassegna Weekend al Parco rappresenta l’occasione per unire cultura e socialità in un tempo sottratto alla pressione del quotidiano, permettendo di vivere un’esperienza che nutre in modo non ordinario lo scambio di idee e di emozioni tra generazioni, tra genitori e figli, tra nonni e nipoti, in un confronto reciproco che può alimentare nuove possibilità di dialogo e profondità di relazione. Gli appuntamenti di spettacolo sono spesso arricchiti dalla opportunità di continuare l’esperienza teatrale con la lettura, grazie alle vetrine di libri realizzate nel foyer del Teatro dalla Biblioteca di @lice.

La rassegna di teatro contemporaneo Serata al Parco propone un itinerario attraverso la scrittura, le ricerche formali e gli orizzonti di senso di alcuni tra i maggiori autori, registi e attori del teatro italiano di oggi, un percorso che in periodi diversi viene attraversato dai Festival Impertinente e May Days, speciali incursioni nel teatro di figura e nella danza contemporanea. Dopo la non-stop di spettacoli e laboratori dedicata ai 30 anni al Teatro al Parco, l’apertura d’eccezione di Serata al Parco spetta a Nuit degli artisti francesi del Collectif Petit Travers, tra i maggiori a ricercare un’idea di teatro capace di integrare diversi livelli espressivi: musicale, coreografico e teatrale, nel quale la giocoleria si fa linguaggio di grande profondità espressiva, capace di far percepire in modo originale il tempo e il ritmo dell’accadimento scenico.

Torna a confrontarsi con il pubblico di Serata al Parco Marco Paolini, che sperimenta uno sguardo sul futuro improntato a una fantascienza ironica che cortocircuita criticamente col presente nelle Avventure di Numero Primo, un bambino eccezionale, e di suo padre, del loro rapporto pieno di autenticità in un‘Italia iper-tecnologica e comicamente apocalittica. E sguardi rivolti criticamente al presente sono quelli di due artisti come Ascanio Celestini e Giuliana Musso, che, in modo certo diverso da Paolini e tra loro, ne indagano risvolti amari o irrisolti con una originalità e novità di scrittura teatrale, e che come attori lavorano con la forza materica della parola. Celestini presenta Pueblo, il suo nuovo lavoro che racconta e immagina vite e storie che abitano i margini urbani e sociali ma che acquistano una forza di rappresentazione integrale dell’esistenza umana. La Musso, ispirandosi alla vita di alcuni dei soldati italiani morti in Afghanistan tra il 2001e il 2014, raccoglie e rivive in Mio eroe le testimonianze delle madri, trasformando e nutrendo il rilievo affettivo e personale di quei lutti di un significato etico e politico. Uno stile impietoso e pop è quello con cui Babilonia Teatri racconta in Pedigree le nuove paure e le nuove attese di una generazione di figli nati in provetta, e un nuovo teatro come opera rap è quello che nasce dall’incontro tra la autrice e attrice Marta Dalla Via e cinque rapper intorno alla visionarietà dell’opera di Andrea Pazienza (Personale, Politico, Pentothal). Per la prima volta va in scena al Teatro al Parco il teatro di Lucia Calamaro, una delle autrici più importanti di questi anni, premiata con l’ Ubu per la drammaturgia. Il suo nuovo lavoro, La vita ferma, è un “dramma di pensiero” sullo strappo irriducibile tra i vivi e i morti, che il dolore del ricordo è il solo a colmare. Alla conoscenza in Italia dell’opera del drammaturgo russo Ivan Vyrypaev tra i migliori della nuova generazione si sta dedicando la Compagnia Big Action Money, che traduce e mette in scena Ossigeno, un thriller psicologico-amoroso fortemente ritmato sulla musica rap.

Salutati da un caloroso consenso di pubblico all’ultima edizione di Insolito Festival, Roberto Castello e Andrea Cosentino tornano con Trattato di economia a mescolare il cabaret, la narrazione, la danza d’autore, per smontare, con le armi del paradosso e di una caustica vena surreale, le false verità del conformismo ideologico imperante. Una danza intesa come continua trasformazione è quella di Daniele Albanese, che dopo il prestigioso debutto a Les Hivernales di Avignone presenta a Parma Von, il suo nuovo lavoro. E una danza che intreccia una densa rete di simbologie è quella di Benvenuto umano, nuova creazione del CollettivO CineticO, che verrà presentata nell’ambito di May Days, incontro con la danza d’autore. Come l’apertura era nel segno dell’internazionalità, così la conclusione sconfina dall’Italia e dal teatro propriamente detto con il concerto Lose your Ties dei Trouble Notes, trio anglo-tedesco-americano composto da un percussionista, un violinista e un chitarrista, che sintetizza una nuova indie world fusion e che quest’estate a Insolito Festival avevano firmato il gran finale suscitando molto apprezzamento.

Cresce inoltre l’offerta formativa nella stagione 2017/18, e viene riunita sotto il titolo Fuoco vivo. Stati teatrali, condotto da Savino Paparella e Elisa Cuppini, è un laboratorio triennale su come immaginare la realizzazione di uno “stato” teatrale (emotivo, politico, artistico), articolato in tre gruppi differenti di partecipanti divisi per fasce d’età. Sospesi, condotto da Emanuela Dall’aglio, guida alla costruzione di un pupazzo teatrale, elaborandone il volto, le forme, il carattere, l’espressione, i vestiti e, alla fine, rendendolo “personaggio”.

Ssst, silenzio, è un percorso rivolto a docenti, giovani e adulti con cui Chiara Guidi conduce alla scoperta del silenzio attraverso la voce e le sue sfaccettature, nella storia dell’arte, nella musica e nell’architettura.Incontrare il teatro di oggi è un corso condotto da Roberta Gandolfi, docente di Storia del Teatro Contemporaneo dell’Università di Parma e promosso dal Dipartimento di Discipline umanistiche, sociali e delle imprese culturali. Partendo da una visione condivisa di alcuni spettacoli, si esploreranno le logiche che presiedono alle dimensioni fondative dell’arte teatrale in modo da acquisire le competenze necessarie per una migliore comprensione degli spettacoli.

Nell’ambito di This is not only a party, la non stop che celebra i 30 anni al Teatro al Parco, la coreografa e performer Silvia Gribaudi conduce un laboratorio, Felicemente noi!, che indagherà sui modi in cui il corpo umano vibra in uno spazio, mentre Babilonia Teatri con Benzina sul fuoco intende raccontare e condividere un’idea di teatro che si fonda sul bisogno di interrogarsi sul nostro tempo a partire dalle nostre inquietudini e dalle nostre contraddizioni.

Nella stagione 2017/18 verranno rappresentati quattordici titoli di spettacoli di produzione, presentati in numerose rassegne e festival nazionali e internazionali e nelle rassegne del Teatro al Parco.  In questa stagione il tour all’estero tocca cinque Paesi: Germania, Francia, Belgio, Spagna, Svizzera, a cui va aggiunto l’importante tournée in Israele dello scorso agosto. Tre sono le produzioni al debutto: Gretel e Hänsel, Tre corti di carta, Dialoghi dell’infanzia.

Gretel e Hänsel, dopo Rosso Cappuccetto, è la seconda tappa di Storie sulle spalle, una trilogia con cui Emanuela Dall’aglio, che firma anche la regia con Mirto Baliani, trasferisce fiabe senza tempo, tramandate nei secoli di bocca in bocca prima di venire codificate dalle penne ordinatrici dei massimi scrittori del genere, da Perrault ai fratelli Grimm, in un congegno particolare, un manufatto vivente che riunisce scenografia, azioni e personaggi in un’unica figura. Nuovo capitolo di Custodi Nuovi Talenti , il cantiere produttivo ideato dal Teatro delle Briciole con il fine di sostenere giovani artisti cresciuti nella sua officina, Tre corti di carta, di Riccardo Reina, sono esplorazioni di un materiale allo stesso tempo effimero quanto sorprendentemente resistente, forse destinato a scomparire, ma che ha dato forma alla civiltà umana in tutti i suoi aspetti. Che si stia dissolvendo anche l’immagine dell’uomo così come la conosciamo? Dialoghi dell’infanzia è un progetto rivolto agli adulti con cui Beatrice Baruffini esplora lo sguardo infantile intorno al rapporto tra un bambino e Dio, un bambino e la morte, un bambino e Madre Natura. Uno sguardo che vede per la prima volta il mondo ma sa essere vario e mutevole: buono, cattivo, terribile, dolce.

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