Disturbi mentali e dipendenze, oltre 17.100 chiedono aiuto all’Ausl di Parma: 6.100...

Disturbi mentali e dipendenze, oltre 17.100 chiedono aiuto all’Ausl di Parma: 6.100 sono bambini

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Sono 17.135 le persone che, nel 2016, hanno ricevuto almeno una prestazione da parte dei servizi del Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale-Dipendenze Patologiche (DAI SM-DP) dell’Ausl di Parma. Poco meno della metà sono adulti (8.295), numero elevato anche per bimbi e adolescenti (6.101) con malattia mentale, mentre le persone con dipendenze dall’alcol, dal fumo di sigaretta, dalle droghe, dai farmaci, dal gioco d’azzardo sono 2.739. Un numero che conferma il trend in costante crescita degli ultimi anni: erano 15.858 nel 2014 e 16.569 nel 2015.

I dati di attività complessivi – commenta Pietro Pellegrini, direttore del DAI SM-DP – mostrano la rilevanza delle problematiche della salute mentale e dipendenze patologiche nella popolazione generale: il 3% della popolazione ha ricevuto almeno una prestazione dai Servizi del DAI SM-DP nel 2016. I Servizi assicurano interventi di tipo preventivo, diagnostico, terapeutico e riabilitativo in un contesto di grande variabilità e complessità. Sono infatti interessati diversi ambiti, quello sanitario, dal sistema di emergenza-urgenza, a quello ospedaliero, territoriale e residenziale, fino agli interventi domiciliari e di prossimità, e ancora gli ambiti sociale, educativo, scolastico e produttivo”.

Le attività – afferma Elena Saccenti, direttore generale dell’Ausl  – hanno raggiunto alti livelli di performance in un ambito come quello della salute mentale in cui i bisogni non solo sono in aumento, ma anche in costante mutazione e in collegamento tra sanitario e sociale. A fronte di una complessità sempre più mutevole, anche le risposte per  costruire e tutelare la salute non possono che essere complesse, flessibili e in grado, per quanto possibile, di essere preventive”.

L’utenza della NPIA è prevalentemente maschile ed ha principalmente un’età compresa tra i 6 e i 10 anni. Queste le diagnosi per macro aggregati: disturbi dello sviluppo psichico 25.8%; disturbi specifici dello sviluppo 37.6%; ritardo mentale 11.7%; fattori che influenzano lo stato di salute 10,7%; patologie neurologiche e/o mal formative, neurosensoriali 14%. Nel 2016, inoltre, sono state rilasciate 144 diagnosi di DSA – Disturbi Specifici dell’Apprendimento – (nel 2015 sono state 170); al Centro Residenziale di San Polo di Torrile, ci  sono stati 62 ricoveri (81 nel 2015); il Centro adolescenza e giovane età (CAGE) ha contato 254 utenti in carico (279 nel 2015).

La quota prevalente di utenti (23.4% e 21.9%) si colloca rispettivamente nella fascia d’età 50-59 e 40-49 anni, importante la quota di soggetti con età superiore ai 60 anni, pari al 30.5%. Semplificando, si possono riassumere in 3 ambiti principali: area dei disturbi psicotici; area disturbi della personalità e condotta; area dei disturbi neurotici e di adattamento. Resta poi un quarto ambito costituito da quadri differenti – disturbi organici, ritardo mentale, autismo adulto, DCA. Inoltre, vi sono persone che si  rivolgono ai servizi della salute mentale per sofferenze derivanti/correlate con l’adattamento alle condizioni di vita, in assenza di altri disturbi psichici. Ciò premesso, le diagnosi afferenti all’area dei disturbi psicotici rappresenta circa la metà, seguono le diagnosi di disturbi della personalità, disturbi neurotici e di adattamento. Gli utenti ospiti in residenze a trattamento intensivo sono stati 192, 44 gli ospiti in residenze a trattamento estensivo (Villino, Primo Maggio, Vigheffio) e 94 in residenze a trattamento socio sanitario (comunità alloggio e gruppi appartamento). La REMS, aperta nell’aprile 2015, dotata di 10 posti, ha avuto 16 pazienti (1 in più rispetto al 2015). Sono stati 179 i progetti nell’area di intervento degli inserimenti lavorativi; 311 i percorsi di accompagnamento cogestiti con il SILD-Agenzia per il Lavoro di Parma, con 18 assunzioni registrate nel 2016.

In riferimento all’attività ospedaliera: sono in riduzione i ricoveri dello SPOI (Servizio Psichiatrico Ospedaliero), che passano da 401 a 372; in aumento l’attività del day hospital (da 133 accessi nel 2015 a 174 nel 2016); in calo il numero dei ricoveri dell’SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) da 515 del 2015 a 491 del 2016; i TSO (trattamento sanitario obbligatorio) sono in calo. Con l’obiettivo di acquisire-recuperare abilità, senso di autostima e appartenenza alla comunità sono stati garantiti numerosi interventi psico-sociali nelle aree tempo libero, sport, attività espressiva e multimedia, gruppi per le famiglie e di auto-mutuo-aiuto, con 66 gruppi-laboratori-attività, in parte assicurate da personale dell’AUSL, in parte da cooperative e associazioni locali in rapporto di convenzione con l’AUSL.

La classe d’età entro cui è compreso il maggior numero di utenti affetti da dipendenze patologiche, considerando tutte e tre le aree, resta anche per il 2016 quella tra i 41 e i 50 anni (34.5%). L’età media delle tre aree problematiche è: “alcol” e “gioco”, 49 anni; ”droghe-farmaci”, 39. All’interno dell’area problematica “droghe-farmaci” diminuiscono lievemente gli utenti tra i 31 e i 40 anni (29.4% dei soggetti in carico), mentre risultano in progressivo aumento negli ultimi tre anni gli utenti della fascia di età 51-60 anni, che nel 2016 si attesta sull’11.9%.

Gli utenti minorenni, pur rimanendo una porzione molto piccola delle prese in carico nel settore delle dipendenze, nel 2016 rappresentano l’1.1% dell’area dipendenze e in modo coerente con gli anni precedenti appartengono quasi esclusivamente all’area “droghe-farmaci”. Si mantiene la caratteristica di un’età più elevata per gli utenti in trattamento per problematiche alcol-correlate e per i giocatori d’azzardo. All’interno dell’area problematica “droghe-farmaci” vi è  una sostanziale stabilità nella tipologia di sostanza d’abuso primaria utilizzata dagli utenti in carico che rimangono gli oppiacei (nel 75% dei casi). Nel 2016, il 37% dei nuovi utenti è stato preso in carico per problematiche di dipendenza da oppiacei, il 33% si è rivolto al servizio con una domanda di trattamento per cocaina e il 25% per cannabinoidi.  L’assistenza sanitaria in carcere ha visto la presa in carico di 208 persone detenute (185 per “droghe-farmaci” e 23 per “alcol”), di cui 66 nuovi utenti. E’ continuata l’attività dell’Unità di Strada, che svolge funzioni ed interventi di “prossimità”, finalizzati alla riduzione del danno e alla riduzione dei rischi, attraverso la presenza nei luoghi di aggregazione e di vita di persone in condizioni o a rischio di marginalità sociale associato al consumo di sostanze stupefacenti, anche attraverso l’accoglienza e l’offerta di servizi di bassa soglia presso la struttura Drop-in. Le persone tabagiste seguite dai Centri antifumo dell’AUSL sono state 205, 157 nel 2015.

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