Partito Comunista e Fgci contro il Comune di Soragna: “Analfabetismo politico”

Partito Comunista e Fgci contro il Comune di Soragna: “Analfabetismo politico”

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Il Partito Comunista non potrà più fare comizi o iniziative in quel di Soragna se non correndo qualche rischio con le autorità locali. Tutto per quella mozione approvata in Consiglio comunale, che ricalca fedelmente la proposta di legge Fiano mirata al contrasto della propaganda di stampo fascista, che impegna il sindaco Salvatore Iaconi Farini a promuovere “la messa al bando dell’ideologia comunista”. Una proposta della consigliera Maria Pia Piroli del gruppo Soragna ci Lega che ha ottenuto 6 voti a favore e 4 contrari (2 gli astenuti). La mozione chiede a Iaconi Farina di “avanzare al Governo la richiesta di perseguire penalmente con pene severe chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito Comunista“, anche se “attraverso la riproduzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti, persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità, con pena aumentata se il reato dovesse avvenire per via informatica“.

Tutto perché il Partito Comunista avrebbe “cagionato la morte di oltre cento milioni di persone sotto il simbolo falce e martello“, ed ancora “in molti paesi del mondo è sinonimo di feroci dittature o deboli democrazie, tra le più note: Corea del Nord e Venezuela“.

Insomma, da Roma in giù la politica da tempo sembra ormai in stato confusionale. Ma boutade o no, il Partito Comunista Italiano non ci sta e i suoi dirigenti, “sbigottiti ed indignati” definiscono “bizzarra” la delibera del Consiglio comunale di Soragna.

Questo non è revisionismo, è analfabetismo politico, storico e costituzionale – tuonano i comunisti -. Solo il fascismo si premurò di legiferare in tal senso, con un Tribunale Speciale che emise centinaia di sentenze per migliaia di persone e per migliaia anni di carcere. Una di quelle sentenze condusse 80 anni fa al lento omicidio di Antonio Gramsci, segretario del PCI. Le differenze tra fascismo e comunismo, soprattutto in Italia sono chiarissime e lampanti:il fascismo ha spento ogni diverso pensiero e diversa opinione, il Partito Comunista Italiano è stato la spina dorsale della resistenza contro il nazifascismo ed il coautore della Costituzione Repubblicana, non a caso sottoscritta da Umberto Terracini quale Presidente della corte Costituzionale, nonché fondatore del PCI e condannato dal Tribunale Speciale.
Il Partito Comunista Italiano è stato “socio fondatore” della nostra democrazia partecipando a conquistarla e a difenderla dai tentativi golpisti, dall’eversione terrorista e mafiosa. Tanti sono i nostri Martiri per il nostro ideale, per la libertà e per la difesa della democrazia e dei diritti. Il PCI ha rappresentato e rappresenta le classi subalterne e ne ha condiviso le conquiste politiche, sindacali e le sconfitte. Confondere i comunisti italiani con PolPot è ridicolo, oltre che assurdo”.

Insomma i Comunisti non ci stanno e annunciano una manifestazione proprio a Soragna. “Quella delibera – scrivono in un documento – deve essere ritirata o annullata da chi può o da chi deve, oltre che per la totale assurdità del merito, per la palese incompetenza in materia di un consiglio comunale”.

Sul piede di guerra anche la Fgci, secondo la quale “assistiamo sempre più a discussioni piene di odio e di urla, non comprendendo che il Comunismo è la voce anche del silenzio, della concretezza delle alternative, e tutto il resto è la voce di chi ha paura della verità. E per quanto urliate e cerchiate di zittire la nostra voce, noi continueremo a fare politica e diffondere la nostra visione del mondo”.

I giovani comunisti invitano quindi “i firmatari della mozione a rispettare la storia del nostro Paese, a rispettare la storia della costruzione della democrazia del nostro Paese, imperniata sulla Carta Costituzionale che, non a caso, porta la firma del comunista Umberto Terracini”.

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