“Gente di fotografia”, tre mostre alla Libreria Diari di Bordo

“Gente di fotografia”, tre mostre alla Libreria Diari di Bordo

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Gente di fotografia – Torna a Parma alla Libreria Diari di Bordo, in borgo Santa Brigida 9, la rassegna “Gente di fotografia”, promossa dall’associazione Le Giraffe in collaborazione con Diari di Bordo e il Barezzi Festival. In questa terza edizione sono previsti tre appuntamenti, i venerdì 15, 22 e 29 settembre alle 18, in cui saranno ospiti Tiziano Ghirdosi con “Anatomie di Danza”, Michele Smargiassi con “La fotografia ai tempi della post-verità” e Francesco Comello, autore del progetto “L’Isola della Salvezza”.

Tiziano Ghidorsi, nato a Correggio nel 1957, inizia a fotografare alla fine degli anni ‘70. Approdato alla fotografia di scena teatrale, dal 2009 è fotografo ufficiale del Teatro Asoli di Correggio e della Rassegna Correggio Jazz. Nel 2014 diventa fotografo del Centro Teatrale Europeo Etoile dove fonda con Daniele Franci un Laboratorio di ricerca sulla Fotografia di Spettacolo. Ha al suo attivo 400 spettacoli tra danza, prosa, jazz. Nel 2012 la sua prima mostra personale, allestita nel Ridotto del Teatro Asioli, curata da Stefano Daolio. Partecipa al circuito Off di Fotografia Europea nel 2010 sul lavoro teatrale di attori disabili e nel 2013 sulla ricerca delle relazioni tra corpo e azione teatrale. Dal 2015 trenta sue opere sono conservate negli archivi del Lincoln Center di New York Billy Rose Theatre Division The New York Public Library for the Performing Arts. Altre opere sono al Museo National do Teatro e da Dança di Lisbona e al Museo di Arte Moderna di Bologna. Altre sono state presentate al Museo Reattu di Arles. Nel 2016 è secondo classificato nel Moscow International Foto Awards e menzione speciale nel Concorso Scene da una Fotografia di Roma. Dal 2017 collabora con la Fondazione Anna Pavlova Network.

Michele Smargiassi, ospite il 22 settembre alla rassegna, delinea il rapporto tra fotografia e scrittura nel suo lavoro. Nato a Dovadola (Forlì) nel 1957, si è laureato in Storia contemporanea all’Università di Bologna con una tesi di storia della fotografia. Giornalista da trent’anni, ha lavorato per l’Unità e dal 1989 per il quotidiano La Repubblica, dove scrive di cultura, società e politica. Per lo stesso è autore del blog Fotocrazia in cui, partendo da immagini di ieri e di oggi, connette passato e presente, commenta fatti del giorno, analizza tendenze, esprime opinioni. Visiting professor alla Fondazione Fotografia Modena, si occupa da tempo di storia e cultura dell’immagine e della fotografia. Ha scritto diversi libri e contributi, tra i quali il saggio “La famiglia foto-genica” per gli “Annali della Storia d’Italia” (Einaudi, 2004); i volumi “Un’autentica bugia. la fotografia, il falso, il vero” (Contrasto, 2009); “Donne di questo mondo” con Uliano Lucas (Diabasis, 2003); “Lo specchio d’inchiostro” con Ghigo Roli (Artioli, 1999); “Italiani a tavola” con Uliano Lucas e Guido Vergani (Mazzotta, 2003); “Ora che ci penso” (Dalai, 2011); “Bugie dell’elocutio” nel volume collettivo “Etica e fotografia” (DeriveApprodi, 2015).

Francesco Comello il 29 settembre chiuderà “Gente di Fotografia”. Nato a Udine nel 1963, dopo aver frequentato la Scuola d’Arte comincia a lavorare nel campo della grafica pubblicitaria e dell’illustrazione. Si avvicina poi alla fotografia e comincia a sviluppare progetti personali. Ha esposto i suoi lavori in numerose occasioni, tra cui una mostra personale alla Galleria San Fedele a Milano, nel 2013. Finalista in diversi premi internazionali, nel 2011 riceve il Premio speciale del pubblico di Porfolio Italia. Nel 2016 vince il primo premio del World Report Award (sezione Spot Light Award) per “Isle of salvation” al Festival di Fotografia Etica di Lodi. Per la stessa opera, nel 2017 vince il terzo premio del World Press Photo (sezione Daily life – stories). Si tratta del racconto fotografico di una piccola comunità russa immersa in una sorta di utopia ottocentesca. Fondata agli inizi degli anni ’90 in una regione a nord di Mosca da un prete ortodosso, la confraternita era formata da una trentina di persone che volevano vivere seguendo il vangelo. Oggi è una comunità che accoglie 300 ragazzi con diverse problematiche familiari e sociali. Si vive senza Tv, internet, cellulari e denaro. Si zappa, si studia, si danza. Di questa comunità autarchica che cerca di fuggire da una società che non riconosce più come propria, Comello propone un racconto intimo e crespuscolare, sospeso nel tempo.

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