Immigrati? “Carne” a basso costo sfruttata nelle imprese italiane

Immigrati? “Carne” a basso costo sfruttata nelle imprese italiane

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In merito alle recenti affermazioni fatte dal consigliere comunale radicale eletto nella lista di Effetto Parma, Marco Maria Freddi, per cui l’Italia avrebbe bisogno di un milione e seicentomila immigrati in più, faccio le seguenti riflessioni. Decreto flussi immigrati in Italia, in passato, ad esempio prendiamo il 2006: circa 170mila. Decreto flussi, al presente, per il 2017: circa 30mila. Sbarchi in Italia nel 2016: circa 180mila.

Da questi dati, qualche ragionamento. Ovviamente non sono un tecnico e potrebbero esserci alcuni errori. In passato (2006) venivano fatti entrare in modo regolare in Italia 170mila immigrati all’anno. Lo Stato Italiano vedendo ciò come non sostenibile nel 2017, undici anni dopo, ha ridotto drasticamente i flussi a 30mila all’anno. La riduzione dei flussi da parte del governo italiano è già una conferma della non sostenibilità del fenomeno migratorio con le dinamiche attuali. La spinta migratoria però rimane forte e infatti sono sbarcati sulle nostre coste nel 2016 circa 180mila migranti irregolari.

Perché vi è una spinta migratoria? Perché vi è richiesta da parte dell’economia italiana ed europea di maggiore manodopera, certamente. Quello che però il consigliere comunale non dice è che l’economia ha sì bisogno di maggiore manodopera, ma a basso costo! Particolare non da poco! Ha bisogno di “carne” da sfruttare. L’economia italiana ha sì bisogno di lavoratori ma non li può però pagare in modo dignitoso!

Detto in poche parole lo Stato ha diminuito le quote di ingresso perché la situazione non era più gestibile per una economia che voglia essere regolare, legale, dignitosa e civile per un lavoratore che si rispetti. Per cui questi 180mila sbarcati nel 2016 non possono essere oggettivamente assorbiti dall’economia legale, ma verranno assorbiti dall’economia illegale o andranno all’estero, essendo l’Italia spesso solo luogo di passaggio. Già questo ulteriore dato conferma che l’economia italiana è inadatta ad assorbire l’attuale ondata migratoria.

In sintesi: più immigrazione, più sfruttamento e “guerra fra poveri”, italiani compresi, che saranno spinti sempre più a sottomettersi a paghe “da terzo mondo” per poter lavorare oppure emigrando all’estero a loro volta.

Concludendo, attualmente l’economia, in parte in nero, spiace dirlo, è ciò che rende possibile la vita di molte imprese. Fra le cause l’eccessiva pressione fiscale. Soluzione: riduzione della tassazione alle imprese di modo che l’imprenditore sia incentivato ad assumere in modo regolare e stabile, italiani e stranieri. Difficilmente però lo Stato italiano diminuirà le tasse alle imprese, avendo più di duemila miliardi di debito pubblico sulle spalle e la necessità di mantenere il tenore dell’attuale stato sociale. Per cui la situazione è andata decisamente in cortocircuito e diventerà sempre più un problema di ordine pubblico, come già purtroppo vediamo tutti i giorni sulle nostre strade di Parma. Basti pensare solo alla crescente occupazione di territorio cittadino da parte della mafia nigeriana. Concludendo, sul tema migratorio, drammaticamente attuale, ci vuole meno ideologia e più sano realismo.

Glauco Santi

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