Parma perde 341 imprese in un anno: in difficoltà artigianato e commercio

Parma perde 341 imprese in un anno: in difficoltà artigianato e commercio

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Un altro trimestre caratterizzato dal segno meno per le imprese parmigiane. Secondo i dati Movimprese di Infocamere, al 30 giugno scorso erano iscritte nel Registro delle imprese della Camera di Commercio di Parma 46.038 aziende (198 in meno rispetto alla stessa data del 2016, pari a -042%), delle quali 40.963 attive (341 in meno, -0,82%). Un calo costante rispetto anche al dato del 2015. Anche se il saldo del trimestre – come spesso accade però alla vigilia della stagione estiva – è positivo grazie alle 581 nuove iscrizioni contro 500 cessazioni.

Ancora in fase negativa è soprattutto il comparto artigiano, dove le piccole fanno sempre più fatica. Al termine del secondo trimestre 2017, le imprese artigiane iscritte a Parma erano 12.522, ben 236 in meno rispetto allo stesso periodo del 2016 (-1,85%), mentre quelle attive sono risultate 12.494, ovvero 247 in meno rispetto all’anno precedente (-1,94%). Negativo anche il saldo del trimestre: 168 nuove iscrizioni a fronte di 177 cessazioni. Una forbice comunque molto stretta rispetto ad altri periodi recenti.

Analizzando i principali settori produttivi e considerando il totale delle imprese, prevale in assoluto il segno meno con la sola eccezione delle attività di ristorazione ed alloggio che segnano un piccolo passo in avanti (+0,82%) con 22 unità in più rispetto al 30 giugno di un anno fa. Ma il saldo del trimestre è negativo: 34 iscrizioni e 48 cessazioni. Agricoltura e Costruzioni sono i comparti maggiormente colpiti dalle cessazioni (-1,91%), non bene il Commercio (-1,78%).

Mentre in Agricoltura – che perde 116 aziende in un anno – si può parlare anche di processi di ristrutturazione che determinano accorpamenti, quindi una certa continuità d’impresa, nelle Costruzioni continua inesorabile la crisi che ha spazzato via 137 imprese attive in un anno. Il saldo per il settore, nel secondo trimestre è praticamente in parità: 76 iscrizioni, 77 cessazioni.

In termini assoluti è il Commercio a far registrare il maggior numero di chiusure: ben 163 gli esercizi che hanno abbassato la saracinesca. E anche il saldo del trimestre non dice nulla di buono: 77 le nuove iscrizioni contro ben 129 cessazioni.

Ma al di là dei settori, quali attività risentono più di altre di fattori negativi? Sicuramente sono le piccole a soffrire di più. Analizzando la tabella relativa alle diverse tipologie di società, si vede come soltanto le imprese di capitali continuino a registrare segni positivi (+2,84% le imprese attive in un anno, pari a 275 unità). In calo le società di persone (-2,06%, 154 in meno) e soprattutto le imprese individuali, dove spesso si registrano anche problemi di ricambio generazionale. Queste ultime sono in calo del -1,99%, vale a dire di ben 462 unità.

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