Degrado e abbandono, gruppo Pd in stazione per lanciare una proposta

Degrado e abbandono, gruppo Pd in stazione per lanciare una proposta

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La porta di Parma si è spostata dalla Pilotta alla Stazione. Era il settembre del 2016 quando l’ex capogruppo Pd in Consiglio comunale, Nicola Dall’Olio, organizzava un incontro per lanciare un appello per la riqualificazione della Pilotta “porta di Parma”, adesso il nuovo gruppo consiliare Dem ha traslocato la porta alla Stazione ferroviaria per lanciare un vero e proprio grido di dolore sulle condizioni di piazzale Dalla Chiesa.

Con il capogruppo Lorenzo Lavagetto sono arrivati in stazione i consiglieri Sandro Campanini e Daria Jacopozzi, oltre all’ex Dall’Olio che dello scalo ferroviario è un assiduo frequentatore in quanto pendolare per lavoro.

A parte le varie situazioni riportate costantemente dalla cronaca, Lavagetto e compagni hanno puntato l’indice sullo stato di degrado in cui versano sia la stazione, sia lo spazio circostante. Nello scalo – hanno detto i consiglieri – ci sono da tempo scale mobili ferme, binari non ben tenuti oltre a frequentazioni non sempre raccomandabili. Appena fuori dalla stazione, invece, la “porta di Parma” presenta un bel piazzale quasi vuoto. Tra negozi sfitti, palazzi non proprio belli, inequivocabili segni del degrado a cominciare dalle biciclette abbandonate. E non ci sono neppure le panchine che l’assessore Cristiano Casa ha fatto rimuovere un anno fa “per motivi di sicurezza”.

Rimuovere le panchine non ha risolto i problemi – sottolineano i consiglieri – il degrado è rimasto e anzi peggiora perché manca un presidio sociale“.

Il gruppo consiliare del Pd lancia una proposta chiara per la rivitalizzazione di piazzale Dalla Chiesa, attraverso la creazione di punti informativi, locali pubblici con tavoli e dehor, un piccolo market, una parafarmacia ed altri servizi di qualità. Il tutto per far tornare il piazzale a quel luogo di incontro che diventi anche un bel biglietto da visita per la città agli occhi di chi arriva a Parma in treno.

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