Parmigiano Reggiano, Rainieri chiede intervento Regione sul caso “quote”

Parmigiano Reggiano, Rainieri chiede intervento Regione sul caso “quote”

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La Regione Emilia-Romagna dovrebbe prendere una posizione chiara sulla vertenza riguardante i contributi aggiuntivi che sta dividendo il Consorzio del Parmigiano Reggiano. È infatti una questione molto importante per il futuro di quella che è la più importante DOP italiana perché si deve capire se si vuole andare verso una gestione disincentivante per la produzione del formaggio oppure favorirla per poter cogliere al meglio le nuove opportunità di mercato soprattutto all’estero. L’amministrazione regionale, che è membro di diritto del Cda del Consorzio anche se non è solita intervenirvi, non può assolutamente tenersene fuori”.

Per questo motivo il consigliere regionale della Lega Nord, Fabio Rainieri, ha presentato un’interrogazione. Nel documento riporta una lunga serie di osservazioni circa la legittimità e l’opportunità della contribuzione aggiuntiva pretesa dal Cda del Consorzio nei confronti di consorziati titolari di Quote Latte Parmigiano Reggiano che avrebbero prodotto in eccesso rispetto alle quote rispettivamente assegnate. Infatti, nell’annata 2016 sarebbe stato superato l’obiettivo massimo di produzione fissato nel Punto di Riferimento Comprensoriale previsto dal Piano Produttivo 2014-2016.

In particolare Rainieri manifesta dubbi sulla validità formale di questa forma di contribuzione perché stabilita dal solo Cda del Consorzio ma non dall’Assemblea dello stesso come indica lo Statuto, ipotizza che il superamento del Punto di Riferimento Comprensoriale sarebbe stato principalmente causato da un’errata, illegittima e opaca applicazione del Piano Produttivo 2014-2016 da parte dello stesso Cda, evidenzia che non è stato utilizzato il meccanismo della compensazione di comprensorio come invece prevedeva lo stesso Piano Produttivo e esprime ancora ulteriori dubbi sulla legittimità della sanzione prospettata per i consorziati che si rifiutano di pagare i contributi aggiuntivi: la sospensione nei loro confronti del servizio istituzionale di marchiatura, indispensabile per la vendita del prodotto.

Il consigliere ha quindi chiesto alla Giunta regionale valutazioni dettagliate rispetto a tutti i rilevi fatti.

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