Presidio notturno al San Leonardo con Bacchieri e CasaPound

Presidio notturno al San Leonardo con Bacchieri e CasaPound

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Attivisti di CasaPound e semplici cittadini sono tornati ieri sera al San Leonardo per un presidio del territorio e per protestare contro lo stato di degrado in cui versa il quartiere. La scintilla, ovviamente, la maxi rissa fra pusher extracomunitari che martedì sera ha terrorizzato la zona di via Trento.

“Siamo qui stasera – spiega Emanuele Bacchieri, candidato sindaco del movimento – perché non è più tollerabile che il San Leonardo sia in mano a spaccio, degrado e criminalità, abbandonato a sé stesso da quelle istituzioni, Comune in primis, che dovrebbero invece attivarsi per garantire che il quartiere possa tornare ad essere quanto meno vivibile”.

“Le ultime notizie sono inquietanti: il tentato stupro ai danni di una ragazza, l’inseguimento e la sparatoria che ha visto protagonisti due stranieri con evidentemente qualcosa da nascondere, fino alla rissa fra bande di africani di due sere fa, testimoniata dal video che abbiamo diffuso e che è stato ripreso dalle principali testate parmigiane”, continua Bacchieri, testimoniano a suo giudizio come il San Leonardo sia ormai diventata “terra di nessuno, preda di bande di spacciatori lasciate libere di delinquere nella più totale impunità”.

“È per questo che siamo ritornati – prosegue il candidato sindaco di CasaPound – a pochi giorni di distanza dalla nostra ultima ‘camminata’, a sostegno del comitato sorto spontaneamente qualche mese fa e che da tempo sosteniamo nella sua battaglia per riprendersi il quartiere”.

“Proprio con i comitati dovrebbe ripartire – conclude Bacchieri – una seria azione di contrasto al degrado, che veda l’amministrazione confrontarsi direttamente con chi questa intollerabile situazione la vive ogni giorno, al fine di mettere in campo tutte quelle misure, come ad esempio il potenziamento e la riqualificazione della Polizia Municipale, che deve tornare ad essere strumento di presidio del territorio, ormai non più differibili”.

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