Intercettazioni choc: “Se muoiono 100 persone con questo filtro non va in...

Intercettazioni choc: “Se muoiono 100 persone con questo filtro non va in galera nessuno”. Indagata tutta la famiglia Fanelli

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L’operazione Pasimafi dei Carabinieri del Nas di Parma sembra aver scoperchiato un autentico vaso di Pandora, dal quale continuano ad emergere particolari agghiaccianti sull’inchiesta che ha riguardato – tra l’altro – sperimentazione di prodotti non autorizzati su pazienti ignari. A finire sotto inchiesta, tutta la famiglia Fanelli: dal dottor Guido, luminare della terapia del dolore e delle cure palliative, padre della norma sul fine vita, alla moglie Fiorella Edi Nobili, dirigente medico in una struttura della Lombardia, fino ai due figli Roberto – a capo della società Crag Up, ufficialmente proprietaria dello yacht Pasimafi 5, e una delle due create ad hoc, secondo l’accusa, per il riciclaggio del denaro – e Andrea, che opera in una struttura medica di Bologna, al quale sarebbe stata affidata la redazione di testi scientifici nell’interesse delle case farmaceutiche.

Il dottor Fanelli, considerato il capo dell’organizzazione anche per il prestigio del suo nome nella comunità scientifica, è agli arresti domiciliari insieme ad altre 15 persone, mentre tre sono ancora ricercate perché all’estero. I suoi familiari sono invece nell’elenco degli indagati che in tutto conta 75 persone. Accuse pesanti contenute nelle circa 500 pagine dell’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta del Pm Giuseppe Amara che ha coordinato le indagini e che ha avuto al suo fianco anche il procuratore Antonio Rustico.

Tra le pagine del Gip del tribunale di Parma anche alcuni passaggi raccapriccianti – se confermati in sede di procedimento – tratti dalle intercettazioni effettuate dai Carabinieri del Nas. Nel 2015 due persone parlano al telefono in seguito a un incontro che avrebbero avuto con Fanelli relativamente a un “filtro” che doveva arrivare dalla Svezia: “…in modo che se muoiono 100 persone con questo filtro non va in galera nessuno…“. Se tutto invece va bene, Fanelli avrebbe detto “è un grande filtro“. Frasi inquietanti che gettano un cono d’ombra pesante sulla sperimentazione scientifica che sarebbe stata fatta in certi ambienti.

FEDERAZIONE NAZIONALE ORDINE DEI MEDICI: “ARRESTI A PARMA, GRANDE DELUSIONE PER TUTTI”

Se questo è vero, è una enorme delusione“. Così Roberta Chersevani, presidente della Federazione nazionale ordine dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), commenta l’indagine Pasimasi dei Nas che ha portato ieri a diversi arresti in tutta Italia.

Una delusione – spiega il presidente Chersevani – per la nostra Professione, perché sono stati traditi i principi stessi che devono ispirarla, prima ancora che gli articoli del Codice Deontologico. Una delusione per le persone che di noi si fidano e che a noi si affidano, perché possono essere perplesse e preoccupate. Una delusione per il nostro Servizio Sanitario Nazionale, che lotta ogni giorno contro risorse limitate per offrire a tutti la migliore assistenza possibile. Per la Politica e le Istituzioni, che tanto impegno hanno speso per poter finalmente dotare il paese di una Legge all’avanguardia sulla Terapia del Dolore. Per il mondo della ricerca, che mai come in questi ultimi tempi ci ha dato farmaci veramente innovativi ed efficaci, investendo nella sperimentazione di qualità. Per l’industria farmaceutica, che si è impegnata insieme a noi nell’ attuazione del Disclosure Code. Perché ricevere fondi non è peccato, peccato è non dichiarare eventuali conflitti di interesse o peggio distogliere risorse dalla ricerca, dalla formazione, dalle terapie per fini illeciti e non rispettando i pazienti”.

Se i capi d’accusa saranno provati – ha concluso Roberta Chersevani, utilizzando toni che vanno ben al di la dell’amarezza – sarà segno che tutto il sistema va profondamente riformato. Mi auguro invece che questa sia un’altra fonte di amarezza e irritazione ma che i contorni siano meno criminali di quello che ora appare. In ogni caso, per citare il Dalai Lama, una mancanza di trasparenza si traduce in sfiducia e in un profondo senso di insicurezza“.

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