Azienda ospedaliera sospende Fanelli e Allegri. Venturi: “Non c’è spazio per chi...

Azienda ospedaliera sospende Fanelli e Allegri. Venturi: “Non c’è spazio per chi specula sulla salute”

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A seguito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dai Nas Carabinieri di Parma la Direzione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria comunica di aver avviato tutte le procedure per sospendere i sanitari coinvolti (Guido Fanelli e Massimo Allegri) dall’attività assistenziale con conseguente sospensione dello stipendio“.

Così una nota dell’Azienda ospedaliero universitaria di Parma annuncia i provvedimenti adottati in seguito al terremoto scatenato in tutta Italia dall’inchiesta dei Carabinieri del Nas di parma, che ha portato all’arresto di 19 persone (leggi).

L’Azienda – che si riserva di costituirsi parte civile in un eventuale procedimento a carico dei suoi dipendenti – ha intanto affidato la direzione dell’Unità Operativa 2° Anestesia, rianimazione e terapia antalgica al dottor Maurizio Leccabue.

L’assessore Sergio Venturi

Sulla vicenda interviene anche l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi: “Come sempre abbiamo massima fiducia nell’operato della magistratura e delle Forze dell’ordine, che desideriamo ringraziare per l’importante lavoro che stanno svolgendo. Come è giusto e corretto che sia, attendiamo gli esiti di questa vicenda ma, al di là di ciò, vogliamo subito mettere in chiaro una cosa: nella nostra regione, in Emilia-Romagna, non c’è e non potrà mai esserci spazio per chi agisce pensando di trarre profitto o qualsiasi tipo di vantaggio speculando sulla salute dei cittadini”.

Siamo orgogliosi – continua Venturi – di avere un sistema sanitario d’eccellenza, in Italia e in Europa, costruito anche grazie all’impegno di chi, a partire dal nostro personale sanitario, ogni giorno opera con la massima competenza e professionalità a servizio dei malati e dei cittadini. Nessuno può permettersi di infangarlo. Anche in questa occasione – conclude l’assessore – saremo impegnati a tutelare il nome e l’immagine del Servizio sanitario regionale e della Regione, e lo faremo utilizzando tutti gli strumenti in nostro possesso”.

 

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