Parma Calcio, Munari: il sogno è la A. Edera: qui per crescere....

Parma Calcio, Munari: il sogno è la A. Edera: qui per crescere. Faggiano: per acquistare, bisogna vendere

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Gianni Munari e Simone Edera sono già agli ordini di mister Roberto D’Aversa, con l’obiettivo di centrare risultati importanti. Al centro sportivo di Collecchio li ha presentati oggi il direttore sportivo Daniele Faggiano.

Gianni è qui perché l’abbiamo voluto tutti, la società, l’allenatore, ma soprattutto perché lui ha voluto Parma – ha chiarito subito Faggiano -. Le squadre che erano su di lui erano tante e anche di categoria superiore. Io in casa degli altri non guardo mai, se gli altri guardano in casa nostra sono contento. L’importante è che se ne parli, nel bene e nel male. Io non faccio i conti in tasca a nessuno, so i conti che posso fare io. L’unica cosa che mi dispiace è che qualcuno specula su questa situazione, sempre sui soldi, sembra che il Parma ha le galline dalle uova d’oro. Non è così. Il Parma che io rappresento non deve fare il passo più lungo della gamba, dobbiamo cercare di tenere determinati equilibri anche se è normale fare sacrifici per cercare di stare sempre nel gruppo davanti. Sono contento sia di Munari, sia di Edera che è un ragazzo che avrei voluto portare in diverse squadre mie pure l’anno scorso, che giocava ancora con la Primavera perché ha delle qualità importanti – ha poi aggiunto il ds del Parma calcio -. A Venezia, anche per colpa sua non ha giocato, ma quando esci dalla Primavera non è mai semplice. Sono contento che loro ci sono, ma non scordiamoci quello che la squadra ha dato fino alla sosta. Io tengo molto al gruppo”.

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Simone Edera e Gianni Munari

Gianni Munari, centrocampista che domenica ha salutato tifosi e compagni del Cagliari, giocando gli ultimi 10′ contro il Genoa, non ha alcun rimpianto di aver lasciato la A per la C. Anzi, sembra pronto alla sfida.

Sicuramente mi hanno convinto questo progetto, la società, il direttore – ha sottolineato il giocatore di Sassuolo -. Per me è stato un motivo anche di orgoglio venire a Parma. Parliamo della C, ma sappiamo tutti dove può arrivare questo Parma e sappiamo anche che se pure la categoria è questa la realtà è ben diversa. Io sono stato qua tre anni fa e siamo arrivati in Europa League, è stato un anno incredibile con giocatori straordinari, quindi ho un bellissimo ricordo di questa città, di questa piazza. Poi c’è stato il rovescio della medaglia, sappiamo tutti come è andata a finire però sono qua per dare qualcosa in più. Conosco sicuramente il capitano Lucarelli, poi Canini e Calaiò con i quali ho giocato spesso contro. Ma ho seguito tutto del Parma, ho visto anche il derby perché ero in ritiro con il Cagliari. Avevo già parlato con il direttore, c’era stato già quasi un accordo. Quindi volevo vedere la partira (con la reggiana, ndr), eravamo in quattro cinque in camera, c’era anche Dessena a fare il tifo. Ho seguito quindi le ultime partite, ma anche ad inizio stagione avevo un po’ seguito perché avevao parlato con Minotti. Ho rifiutato qualche squadra di B, sono qui per questo progetto, anche per una mia passione, per rimettermi in gioco, cercare di vincere. la società, il direttore vogliono vincere fin da subito, devo dare il cento per cento“.

“Ho fatto un passaggio simile, in passato, quando ero a Firenze in Serie A – ricorda tra l’altro Munari –. Andai in Serie B, a Genova, con la Sampdoria. Riuscimmo a vincere ai play off e a essere promossi in A. Sono situazioni stimolanti. E’ anche un modo di mettersi in gioco. Mi piace vincere. Sono qui, perchè mi piace vincere, Preferisco un campionato vinto in Serie B che una salvezza ottenuta n Serie A. Riportare il Parma in A è il sogno di tutti. Dobbiamo chiaramente realizzarlo perchè è troppo importante per noi e per la città. Sarebbe la ciliegina sulla torta – ha concluso Munari – riportare il Parma in A, perchè, fra due anni, non sarò più un ventenne. Sarebbe un modo aver fatto qualcosa di importante per una città che, seppur in un solo anno, mi ha dato tanto. Devo cercare di ritagliarmi il giusto spazio, in un gruppo che è compatto, coeso. E’ questo il segreto. Siamo tutti a disposizione del mister. Dobbiamo tutti insieme cercare di essere compatti, di essere squadra. Solo così si vincono i campionati”.

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Giovanissimo ma deciso a fare molto più che a vewnezia, il giovane attaccante Simone Edera, arrivato in prestito dal Torino.

“A Venezia ho intrapreso un percorso di crescita – ha detto Edera –. Era la mia prima  esperienza lontano da casa. Sono riuscito a crearmi un mio spazio, ma non è andata bene come speravo. Ci sono state delle difficoltà. È un’esperienza che mi porterò, in ogni caso, sempre dentro, perchè mi ha fatto crescere tanto, sia come uomo che come calciatore. Ringrazio il Venezia per l’opportunità che mi ha dato. Ora, però, sono a Parma per far vedere quanto so fare. Sono un esterno destro, ma posso giocare anche a sinistra. Dove vuole farmi giocare il mister, mi va bene. Preferisco giocare a destra, a piede invertito. Mi piace puntare l’uomo. Devo migliorare molto la fase difensiva. E’ un aspetto che mi è sempre mancato. Spero, qui a Parma, di migliorare e di colmare questa lacuna. Ho debuttato in Serie A lo scorso anno a Roma. Il Torino, dove sono cresciuto, ha sempre creduto in me. Ringrazio la società granata. Lo scorso anno mi ha fatto giocare in A in un momento in cui il Torino era già salvo. A Venezia – conclude Edera – mi è mancata un po’ di ‘cazzimma’, come si dice. Cercherò qui di recuperare questa lacuna. Il mio modello, come campione, è Robben. E’ sempre stato il giocatore che mi è piaciuto di più nel mio ruolo. Il 4-3-3 è il mio modulo ideale”.

Faggiano, infine, ha detto che al momento non afrriverà un difensore. “Non dormo la notte – ha sottolineato il ds – perché comunque noi dobbiamo averne 16 in lista di over“. Quindi è implicito che se non parte qualcuno, sarà difficile poter ingaggiare nuovi giocatori. Faggiano ha inoltre ricordato che in difesa le soluzioni non mancano e che anche Giorgino – visto l’affollamento a centrocampo – è uno che ha dimostrato di poter validamente giocare al centro della difesa. “In uscita abbiamo fatto solo Melandri – ha sottolineato ancora il direttore sportivo -. Non è facile: il mercato si fa in tre, non ci sono solo io e l’altra società, ci sono il giocatore e il suo procuratore. C’è l’ambizione di ognuno, c’è la volontà di tutti di rimanere a Parma perché stanno bene, hanno alle spalle una società seria“.

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