Parma Calcio, il ds Faggiano: stima per D’Aversa, ma ognuno fa il...

Parma Calcio, il ds Faggiano: stima per D’Aversa, ma ognuno fa il suo mestiere

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Daniele Faggiano emozionato ma con le idee già ben chiare si è presentato nei nuovi panni di direttore sportivo del Parma. Accanto a lui, il vicepresidente della società crociata Marco Ferrari. Il nuovo dirigente – fresco di arrivederci al Palermo e alla Sicilia – ha tracciato quello che sarà il suo programma di lavoro, ma non ha voluto parlare di mercato preferendo puntare sul gruppo in vista del prossimo filotto di partite importanti che attende il Parma Calcio 1913. Non ultimo il derby con la Reggiana, diventato ancora più importante per le posizioni in classifica.

“Daniele con la sua grinta, la sua voglia e la sua simpatia conquisterà voi come ha già conquistato noi. Questa società è inesperta nel mondo del calcio, ma io preferisco chiamarla trasparenza. Per questo motivo vi spiego come è nata la trattativa. C’era un bivio, formato da due coppie. Da un lato persone con anni e anni di esperienza, dall’altra giovani desiderosi di arrivare. Abbiamo deciso di puntare su questi ultimi elementi. Il nuovo mister e il nuovo ds, in due, non raggiungono ottant’anni anni, ma hanno maturato già esperienze significative e hanno molto da insegnare, anche a colleghi più anziani”, ha spiegato in apertura Marco Ferrari anche per sgombrare il campo da eventuali polemiche sul curriculum.

“Parma non entrerà mai in polemiche dirette con altre società, però volevo solo rimarcare come abbiamo sempre chiesto la volontà e la disponibilità, in caso di persone tesserate, contattando i rispettivi club di appartenenza. Abbiamo sempre avuto un atteggiamento di rispetto, che non sarebbe male se fosse reciproco. Con Faggiano la negoziazione è durata quaranta secondi. Ci siamo trovati subito d’accordo”, ha poi concluso Ferrari lasciando la parola al nuovo direttore sportivo.

“La chiamata del Parma mi ha fatto molto piacere – ha esordito Daniele Faggiano -. Sono venuto con la voglia e la grinta che mi contraddistinguono. Quando sono stato chiamato, i crociati avevano già portato avanti un’altra situazione, ma mi hanno voluto conoscere ugualmente. Ho dovuto aspettare giustamente la scelta. Non vi nascondo che avevo quasi perso le speranze. Quando mi hanno chiamato, ieri, ero a Verona, dove dovevo prendere un aereo. Mi ha fatto molto piacere averlo perso per il Parma. A livello umano e professionale avrete a che fare con una persona che discuterà su tutto, ma senza rancore e senza problemi con nessuno. Cerco di avere un rapporto vero, autentico, con tutta la squadra e con tutto l’ambiente. Sono qui per cercare di portare questo club dove merita. Adesso siamo un po’ indietro. Dobbiamo fare più punti possibili per avvicinarci a quell’obiettivo che non nomino per scaramanzia. Da uomo del Sud sono molto scaramantico. Posso assicurarvi che sono emozionato e teso. Essere in questo Centro Sportivo e in questa città mi rende orgoglioso di essere arrivato qui, grazie alla mia caparbietà e alla mia voglia. Ho passione, che credo sia fondamentale. Il mio hobby è diventato il mio lavoro. Se finisce la passione, non starò qui a rubare soldi. Mi interessa il progetto, non i soldi. Vi assicuro la massima professionalità. Sarò battagliero su tutto. Sia sul mercato che sul campo, ma sarò sempre vero. Ci tengo a precisare, per rispetto di tutti, che io di mercato non parlo – ha poi proseguito il nuovo Ds –. Adesso ci sono partite importanti, devo ancora vedere come gioca la squadra e come si comporta, dentro e fuori dal campo. Devo essere come il marito geloso della moglie. Non darò vita facile a nessuno. Sono venuto qui per portare risultati. Un gruppo unito, coeso, che lavora e non sgarra ci porta punti. Per questo motivo non parlerò di mercato. Preferisco non parlarne. Voglio che la squadra sia più compatta, compreso il sottoscritto. Da quando ho firmato, faccio parte di questa famiglia. Quando sono venuto qui, dieci anni fa, in visita al Centro Sportivo di Collecchio, lo visitavo e lo vedevo come uno dei fiori all’occhiello del calcio italiano. Figuratevi come ne vado orgoglioso ora che vi posso lavorare. 

“Cercherò di conoscere tutti i giocatori. Qualcuno lo conoscevo, qualcuno l’ho già avuto con me in passato. Dobbiamo sfruttare al massimo le verdure che abbiamo in casa. Se dimostrano di essere verdure fresche, non per forza devono andare via. Ora dobbiamo cercare di evitare gli alibi. Cercherò di cementare il gruppo anche con il continuo confronto con staff tecnico e dirigenziale”, sottolinea ancora Faggiano.

“Con mister D’Aversa c’è un rapporto di stima da sempre, da quando abbiamo lavorato a Siena – ha poi ripreso il direttore sportivo -. L’anno scorso è stato sfortunato a incontrarmi, perché è stato esonerato dal Lanciano dopo la sconfitta contro il mio Trapani. Però, si vedeva che stava facendo un buon lavoro e che ha le qualità. A Lanciano ha fatto bene, senza molte possibilità economiche. Anch’io avrei fatto la stessa scelta della società sulla sua figura. Io la formazione voglio conoscerla solo dall’addetto stampa un attimo prima del riscaldamento pre partita, perché non voglio influenzare, nemmeno con gli sguardi, il mister. Così da poter essere libero nelle mie eventuali scelte. Come potrei esonerare un allenatore dopo avergli fatto la formazione? Cercherò di condividere il mercato con lui, anche se potrà trovarsi in squadra giocatori che non conosce se li reputerò buoni investimenti per la società. Serve comunque un mix. Serve scegliere i giocatori adatti per un ruolo e trovare i giusti doppioni. A gennaio non prenderemo giocatori della Primavera, perchè abbiamo bisogno di giocatori pronti che sposino il Parma per il progetto e non per i soldi, seppur il Parma sia un club che paga sempre regolarmente, un modello abbastanza unico nel panorama calcistico italiano. Non significa, però, per un giocatore, che deve troppo sedersi perchè tranquillo. Troppa tranquillità, ora, non ce n’è più. Però niente assilli, niente ansia da risultato a tutti i costi. Non aiuta. A fine anno sono andato via da Trapani per crescere a livello lavorativo, scegliendo Palermo in Serie A e rifiutando altre piazze di Serie B di valore per amore dei granata. La cavalcata di Trapani è stata possibile grazie alla società e a un grande presidente. Trapani è una piccola realtà che ci tiene molto. Sono arrivato con un Trapani messo male in classifica e ci siamo rimboccati le maniche. La stessa cosa che dovremo fare qui, dove ho trovato grandi dirigenti e una proprietà giusta… Sul mercato, a Trapani, avevamo preso gente motivata, che in pochi conoscevano e che poi tutti volevano. Il passato, ora, è andato. Adesso c’è il presente. Non avevo l’assillo di lavorare: ho ripreso perché mi ha chiamato il Parma. Altrimenti sarei stato tranquillamente a casa dopo l’esperienza a Palermo”.

“Con la società non abbiamo ancora discusso di budget per il mercato di gennaio – ha sottolineato Faggiano -. Prima devo vedere la squadra. Per fortuna io e i miei collaboratori eravamo già venuti a vedere il Parma in passato, per altri motivi. Un’idea ce l’abbiamo, ma prima devo entrare dentro lo spogliatoio. Io i problemi li risolvo in famiglia, all’interno. Da fuori tutti possono parlare, farsi un’idea. La situazione vera, però, si conosce dall’interno. Gli eventuali problemi voglio vederli da dentro, per poi risolverli. Non basta avere il budget giusto. Vi ricordo che c’è una lista di sedici over da rispettare. I miei quattro collaboratori verranno a Parma, anche se sono ancora sotto contratto col Palermo. Uno è anche in sala. Sono molto preziosi. Con loro abbiamo un ampio database sul quale lavorare. Questa Lega Pro, in particolare il Girone B, è un campionato tosto, duro, con cinque o sei squadre che vogliono vincere. Qualcuna lo dichiara, mentre qualcuna si nasconde. Con Perinettii mi sento spesso,, ma da ora un po’ meno visto che saremo avversari. Di solito seguo le partite dal campo. Se durante i cento minuti di una partita sembro indemoniato e non mi controllo, non parlerò mai male dell’arbitro, perché porto rispetto. Penso che nessun sbagli a proposto, apposta. Non voglio, poi, dare alibi a nessuno. A me e neppure ai giocatori”.

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