Lettera aperta del presidente del Comitato Fare con Tosi per il Sì...

Lettera aperta del presidente del Comitato Fare con Tosi per il Sì di Parma

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Sia chiaro, ho votato Sì. Dovessi rifarlo, lo rivoterei. Ho fatto campagna attiva per il Sì. Dovessi rifarlo, lo rifarei. Ha vinto il No, ha perso il Sì. A parti invertite, non so se avrei fatto lo stesso pensiero, che comunque rimane valido. Il problema non è il voto in sé. E nemmeno chi ha votato. Non posso in cuor mio pensare che tutti i voti del no fossero di pancia. Il problema è come è stata portata avanti la campagna. Una campagna che ha marciato e masticato sulla pancia e sulle sensazioni, con punte bassissime e confronti senza senso. Una becera tifoseria. Perché a questo è ridotta la politica in Italia: tifoseria. E badate bene, non è una questione di cultura.
Negli anni 70 si andava in sezione, si faceva il dibattito, si discuteva, si leggeva. Certo, la propaganda di partito, ma si sviluppava un dialogo. Oggi, invece, è un televoto. Si vota non il concetto, non la sostanza, si vota la performance. In campagna elettorale, e ne sono reduce (la scelta lessicale è voluta), gli indecisi si prendono gli ultimi dieci giorni. Ora, cosa ne può capire un indeciso di una riforma costituzionale che a me ha richiesto 4 mesi di studio, meditazione e confronto per capirla, in dieci giorni? Esatto: niente. Si dà la bandierina/matita copiativa in mano e si spedisce a votare. Questo è quello che mi terrorizza. Mi terrorizza vedere le facce tranquille, stamani, di gente che non ha più un Governo, una guida, una direzione.
Mi terrorizza vedere un partito (i cinque stelle) che prima sbavavano e ringhiavano contro l’Italicum e ora vogliono andare a votare con questa legge come fosse acqua fresca. Mi terrorizza che tutto questo sia normale. Sia chiaro, non mi arrendo. Ma mi sento come quelle leve della prima guerra mondiale mandate al fronte quando a malapena sapevano maneggiare una zappa, mi sento in trincea, ogni giorno, a fare del mio meglio. Ma anche oggi getterò il mio cuore oltre l’ostacolo. Non lo faccio per me, che nonostante la nostra società egotica e consumista dica il contrario, non conto niente. Lo faccio per l’Italia. Lo faccio per la Patria. Sempre che conti ancora qualcosa.
Matteo Roccalberti Spina
Presidente Comitato FARE con Tosi per il Sì – PARMA

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