Parma Calcio, la tragedia è servita: FeralpiSalò passa al Tardini per 2...

Parma Calcio, la tragedia è servita: FeralpiSalò passa al Tardini per 2 a 1. Scavone e Corapi: così non va. Apolloni: fischi giusti (video)

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Parma Calcio 1913 – FeralpiSalò 1-2

Marcatori: 35′ Gerardi, 43′ Scavone, 45’+2′ Gambaretti

PARMA CALCIO 1913: Coric, Canini (85′ Guazzo), Corapi, Lucarelli (Cap.), Giorgino (69′ Baraye), Nocciolini (28′ Melandri), Garufo, Calaiò, Nunzella, Scavone, Evacuo. A disposizione: Fall, Saporetti, Mazzocchi, Benassi, Ricci, Coly, Simonetti, Messina, Panciroli. All.: Apolloni

FERALPISALO’: Caglioni, Aquilanti, Staiti, Ranellucci (V.Cap.), Settembrini (69′ Davì) Maracchi, Bracaletti (Cap.) (74′ Luchè), Allievi, Guerra (84′ Cordomaz), Gerardi, Gambaretti. A disposizione: Livieri, Ruffini, Romero, Bizzotto, Gamarra, Turano, Boldini, Parodi. All.: Asta

Arbitro: Vincenzo Fiorini di Frosinone

Assistenti: Lorenzo Li Volsi di Firenze e Alessio Berti di Prato

Note: calci d’angolo 11-8; ammoniti: Giorgino (16′), Ranellucci (53′), Calaiò (87′), Staiti (92′).

Parma ha perso. Hanno perso i giocatori in campo e i tifosi in curva. Esempi di inciviltà che non possono trovare giustiicazioni in nessun caso. E il presidente Nevio Scala può già mettere mano in tasca per pagare la multa che arriverà dal giudice sportivo grazie alla stupidaggine dei “lanciatori di bottigliette”. Tutto sotto gli occhi d’Italia – in diretta su Raisport – nella serata del “Va’ pensiero” e davanti allo stato maggiore della Lega Pro presente per l’occasione al Tardini. Una figuraccia collettiva che avrà fatto rigirare nella tomba anche il Maestro Giuseppe Verdi…

Parma a tratti imbarazzante, a lungo sonnacchioso, appena in partita per un quarto d’ora nel secondo tempo. Il portiere Coric disattento e impreciso (il regalo agli avversari nella ripresa poteva costare caro ai cardiopatici di fede crociata), poco avvezzo a partecipare al gioco della squadra; difesa sbadata non solo in occasione delle due reti subite; centrocampo con l’eleganza e la dinamicità dei sir inglesi con bombetta ed ombrello; attacco asfittico, quasi mai servito in verticale palla a terra, e con una cifra di palloni persi su improbabili cross da destra e da sinistra.

Mister Luigi Apolloni ha certamente le sue responsabilità nell’insistere su certi schemi (il modulo adesso è un 4-4-2 con Nocciolini a fare da propulsore), ma è innegabile che in campo questa sera c’erano diverse controfigure. E non è questione di modulo o di condizione. All’ottava di campionato le scuse iniziano a scarseggiare.

Il FeralpiSalò di mister Antonino Asta – frizzante, vivace e soprattutto sfrontato – con il suo 4-3-3 fisso e una pletora di giovanissimi tutto pepe ha persino graziato il Parma in più occasioni proprio per l’inesperienza.

Nei primi minuti il Parma c’è, si fa vedere in avanti e Scavone finisce a terra in area ma sembra tutto regolare e l’arbitro lascia correre. Il FeralpiSalò però non si lascia intimorire: all’8′ Maracchi si accentra, tira ma la traiettoria è alta; al 10′ prova anche Gerardi con un diagonale che va fuori. Al 15′ nessuno si aspetta l’errore del capitano, neppure Gerardi che non approfitta di un passaggio sbagliato di Lucarelli in area. Gli ospiti però ci prendono gusto e Ranellucci sfiora l’incrocio dei pali. Il “Va’ pensiero” di inizio gara ha portato via anche i pensieri e soprattutto le idee del Parma che non trova il bandolo della matassa. E siccome piove sempre sul bagnato, al 29′ è Nocciolini a fermarsi per infortunio muscolare alla coscia, con Melandri chiamato in tutta fretta a togliersi la tuta per entrare in campo.

Non succede praticamente nulla fino al 36′, quando su una palla persa dai crociati in seguito a una punizione, Maracchi si libera di Nunzella, serve Gherardi che entra in area e insacca con la difesa sguarnita. Uno schiaffone che non sveglia i crociati. Tanto che a risolvere il problema ci deve pensare il buon Scavone, insaccando al 43′ inoltrato il corner calciato da Calaiò dalla destra. Un pareggio arrivato al momento giusto, in vista del riposo e delle nuove mosse per la ripresa. Ma non è così, perché nel secondo dei tre minuti di recupero, Maracchi batte un calcio d’angolo, la difesa del Parma ammira la parabola, Coric esce a vuoto e Gamberetti deposita un facile facile 1-2. La frittata è servita.

Ma il pubblico nella serata verdiana non apprezza questo genere di tragedia e fischia i tanti gigioni che tornano in camerino.

Nella ripresa, il Parma illude ancora: parte più determinato, ma per vedere il primo tiro bisogna attendere il 56′ quando Calaiò spizzica un pallone di testa che non impensierisce nessuno. Mancando di pomodori ed altri ortaggi più da certi teatri d’un tempo, dalla curva cominciano a volare bottigliette ed altri oggetti: uno spettacolo indecoroso per Parma, al quale l’arbitro minaccia di mettere fine e capitan Lucarelli è costretto ad andare davanti ai suoi tifosi per tentare di calmare gli animi. Di occasioni vere non ce ne saranno più per il Parma, malgrado alcuni tentativi senza troppe velleità.

Gli ospiti hanno ancora benzina ma si guardano bene dal forzare il ritmo, pur mantenendo un pressing che i crociati soffrono. Baraye mandato in campo per Giorgino velocizza un po’ l’azione, ma i risultati latitano. E il FeralpiSalò potrebbe approfittare in almeno un paio di occasioni. La più clamorosa all’81 quando Coric serve un attaccante ospite ed è costretto poi a una miracolosa deviazione in angolo. Gli ospiti intuiscono che il Parma non ne ha più ma si coprono con Codromaz per Guerra – un difensore per un attaccante – mentre Apolloni gioca come al solito la carta Guazzo per Canini passando al 3-4-3. Non cambia nulla, in curva si ritira lo striscione “vincere” e la tragedia si chiude con il suo naturale epilogo. Un’orchestra senza spartito, con troppi solisti e senza direttore.

SALA STAMPA

Manuel Scavone in questa tragica serata non è soltanto l’autore del gol del Parma, ma anche uno di quelli che hanno cercato di spingere di più.

“Non c’è molto da dire. Abbiamo meritato di perdere, senza troppi giri di parole. La Feralpisalò ha fatto un’ottima partita, fondata sulla cattiveria. Loro ci hanno messo più rabbia. Dobbiamo capire che se vogliamo fare qualcosa di importante, dobbiamo mettere qualcosa in più su questo piano, sulla cattiveria. L’aspetto tecnico-tattico è una conseguenza. E’ fondamentale l’atteggiamento. Ne siamo consapevoli. Nello spogliatoio ci siamo guardati in faccia. Siamo d’accordo su questa analisi. Sta a noi lavorare bene in settimana, per cercare di ricavare punti importanti”, ha detto il centrocampista del Parma, recitando una parte che già altri attori hanno proposto in questo avvio di stagione.

“Per fortuna il campionato non finisce qui – ha proseguito Scavone -. Per fortuna queste partite arrivano adesso. Se non hai l’atteggiamento giusto, fai difficoltà. Ho provato questo nuovo ruolo sull’esterno. Io sono più una mezzala, ma mi sono messo a disposizione. Le scelte del mister vanno accettate, cercando di fare il meglio possibile. Non ci siamo mai espressi al massimo. La Lega Pro è un campionato che è molto fisico, poi è normale che ci sono le qualità tecniche che noi dobbiamo ancora tirare fuori. Secondo me, senza la cattiveria giusta, abbiamo sbagliato molti passaggi, ma il punto di partenza deve essere l’atteggiamento. Non dobbiamo guardare chi sta davanti. L’avversario siamo noi stessi: dobbiamo trovare la chiave per esprimere le nostre potenzialità. Questa sconfitta fa peggio di quella con il Venezia. Oggi abbiamo sbagliato tutta la partita. Questo ci deve servire da lezione”.

E Francesco Corapi concorda con il collega di reparto: “Non siamo stati cattivi. Abbiamo fatto tantissimi passi indietro rispetto alle ultime partite. Siamo stati sciolti e senza cattiveria. Dobbiamo darci una svegliata, perchè così non si può andare avanti. Dobbiamo svegliarci, perchè le partite passano e non stiamo dando un’impronta al campionato. E’, soprattutto, una questione di cattiveria, perché arrivavamo sempre in ritardo sulle seconde palle. Non è accettabile prendere un gol come quello che abbiamo subito dopo aver raggiunto il pareggio. Il fortino del Tardini ce lo dobbiamo dimenticare. Non siamo più in serie D, che era una categoria più semplice. Non ci deve importare se giochiamo in casa o fuori. Dobbiamo pensare alla gara importante di sabato a Forlì. Questa gara ci insegna che se non lottiamo su ogni pallone si fanno le figuracce – conclude Corapi –. Nonostante la mazzata del secondo gol, li abbiamo chiusi lì dietro, ma non ci siamo riusciti. Anzi, loro hanno avuto 4-5 occasioni da gol. I fischi sono giusti e meritati. Ai tifosi non si può dire nulla, perché ci hanno sempre sostenuto e applaudito. Per come abbiamo perso, abbiamo meritato i fischi”.

Entrambi hanno ragione: nonostante tutto il Parma è lì a 4 punti dalla vetta e il campionato è solo all’inizio. Ma se il buongiorno si vede dal mattino… è ora di far suonare la sveglia e di cambiare musica.

Ne è cosciente anche mister Luigi Apolloni che non va in cerca di giustificazioni per i suoi al termine di una gara troppo brutta per essere vera.

“E’ mancata la prestazione. Abbiamo fatto tanti cross sbagliati, per cercare di sfruttare le caratteristiche dei nostri attaccanti, ma se non sei preciso non ci riesci. L’approccio è stato giusto, ma non riuscivamo a far girare bene la palla. Quando l’abbiamo fatto siamo stati pericolosi. Da una nostra punizione a favore abbiamo subito il gol che eravamo riusciti a rimediare, ma in parte, perchè la prestazione non c’è stata. E’ stato tutto negativo, anche per esserci lasciati prendere dal nervosismo”, la fotografia offerta da mister Apolloni a fine gara.

“Oggi non sono mancati chili o centimetri a centrocampo, ma è mancata la prestazione – ha ribadito il tecnico –. Bisogna lavorare ancora tanto, anche sull’aspetto caratteriale. Non abbiamo proprio reagito. Abbiamo uomini di qualità, ma, quando manca la prestazione, diventa difficile creare occasioni. Nello spogliatoio c’erano amarezza e delusione per non aver giocato come avevamo preparato in settimana la partita. Fa riflettere, perchè in settimana avevo visto i ragazzi bene. Bisogna avere un altro approccio e reagire, perchè non si possono prendere questi gol. Oggi è vero, sembra che questa squadra non si sia calata nella realtà della Lega Pro, ma in altre circostanze la reazione c’è stata. I fischi fanno male – conclude Luigi Apolloni – ma sono assolutamente giusti. Dobbiamo ripartire dal lavoro e dalla convinzione che abbiamo giocatori bravi, ma che devono mettersi a disposizione dei propri compagni”.

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