Assemblea legionella: sospetti sulle torri di evaporazione. Ma 10 dei 37 malati...

Assemblea legionella: sospetti sulle torri di evaporazione. Ma 10 dei 37 malati non risiedono al Montebello (video)

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cattura3Nulla di nuovo dall’assemblea della Don Milani al Montebello. Sala gremita, posti limitati e non poche polemiche da parte di quelle decine di cittadini che hanno dovuto lasciare l’auditorium per motivi di sicurezza pena l’annullamento dell’incontro pubblico sull’epidemia di legionella. Il sindaco Federico Pizzarotti ha risposto a muso duro alle contestazioni arrivate per la scelta della sala – solo 135 posti a disposizione – sostenendo che non c’erano altre soluzioni nel quartiere. Insomma, prendere o lasciare e chi non ha trovato spazio poteva sempre seguire la serata in streaming.

IL VIDEO DELL’ASSEMBLEA

Presenti, tra gli altri, i vertici delle aziende sanitarie, Elena Saccenti e Massimo Fabi, il coordinatore nominato dalla Regione, Roberto Cagarelli, Bianca Borrini del Dipartimento di Sanità pubblica, Eugenio Bartolini di Iren e Maurizio Impallomeni, uno dei tecnici impegnati sul campo, la serata informativa non ha prodotto molte più informazioni di quante non ne fossero già circolate in questi giorni. Se non che il batterio della legionella – oltre che attraverso l’acqua infetta – ha possibilità di muoversi in atmosfera attraverso le emissioni delle torri di evaporazione.

cattura1Negative le analisi sui campioni di acqua prelevate nelle case dei pazienti ricoverati al Maggiore e anche quelli del pozzo Bizzozero che alimenta l’acquedotto, spento il sistema di irrigazione del campo di piazzale Maestri, l’attenzione degli esperti si è spostata proprio sulle torri delle grandi strutture. Non sono emersi problemi da quelle delle Poste di via Pastrengo, mentre campionamenti sono stati effettuati sulle torri di evaporazione di Banca Intesa. Nella giornata di venerdì – ha annunciato il sindaco Pizzarotti – sarà emessa un’ordinanza con la quale gli amministratori dei palazzi più vecchi dovranno segnalare l’eventuale presenza di torri di evaporazione che verranno subito poste sotto controllo dai tecnici della sanità e sottoposte comunque a bonifica.

Il sindaco Pizzarotti ha respinto le accuse relative al ritardo con il quale è stata affrontata l’emergenza, sottolineando che è dal 28 settembre che il Comune sta seguendo con attenzione l’evolversi dell’epidemia.

Preoccupa invece non poco i cittadini il fatto che una decina dei 37 pazienti colpiti dal batterio della legionella non abitino nel quartiere Montebello, ma in centro, al Molinetto, in via Paradigna e qualcuno anche al Lubiana. Ma dall’Ausl fanno sapere che queste persone hanno comunque avuto dei contatti con quella che viene considerata la zona rossa della città.

2 COMMENTI

  1. Legionella: l’allarmismo si combatte con controlli e informazione

    Sulla vicenda legionella, l’unico antidoto all’allarmismo, che pare essere la più grossa preoccupazione del Sindaco, è fornire adeguata informazione ai parmigiani. Cosa che il primo cittadino ha invece fatto poco e male, impegnato come era sui media nazionali a celebrare la sua scontata uscita dai 5 stelle.

    Non bastano qualche tardivo comunicato ed una raffazzonata assemblea di quartiere in cui ancora una volta il Sindaco si è presentato isolato e solo, senza avere attorno i vertici dei servizi sanitari e di igiene pubblica locali e regionali. Fin dai primi giorni del contagio ci doveva essere una presa in carico dell’emergenza e azioni informative tempestive e dirette a tutta la popolazione a cominciare da quella residente nel quartiere colpito.

    Non ci voleva molto a tradurre in un’ordinanza sindacale le misure precauzionali indicate dai servizi sanitari. E non ci voleva molto a diffonderle nelle scuole, tra gli amministratori condominiali e ai residenti stessi organizzando una informazione porta a porta, come giustamente suggerito durante l’assemblea pubblica, con agenti della polizia municipale e gli stessi operatori di Iren, che già effettuano questo servizio.

    Il Sindaco avrebbe poi potuto compiere qualche significativo atto simbolico. Invece di farsi fotografare lunedì per l’ennesima finta inaugurazione alla scuola d’infanzia Tartaruga, avrebbe fatto meglio a farsi ritrarre bevendo l’acqua della fontana del Bizzozero, perché fosse chiaro a tutti che non c’erano problemi nell’acquedotto e che il batterio non si trasmette per ingestione.

    Detto ciò guardiamo al presente, che è ciò che interessa ai cittadini giustamente allarmati. Le presentazioni del dipartimento di sanità pubblica hanno chiarito che la diffusione della legionella avviene per areosol e non da persona a persona ed hanno escluso diversi fattori di contagio. L’epidemia, oltre ad essere spazialmente molto concentrata, parrebbe in fase calante. Il calo delle temperature sotto la soglia di attivazione del batterio e lo spegnimento degli impianti di condizionamento, una delle probabili fonti di diffusione, portano a ritenere che non vi siano più le condizioni ambientali per la propagazione del contagio.

    Resta il fatto che la fonte di origine e diffusione della legionellosi non è stata ancora individuata e che la fase di emergenza non può dirsi chiusa. Oltre alla prevista ordinanza per la sanificazione / spegnimento delle torri di evaporazione, occorre estendere a tappeto ed approfondire, nell’area interessata, i controlli e le analisi epidemiologiche incrociando i dati di tutte le persone colpite per individuare se e quali luoghi comuni hanno frequentato. E fino al termine dell’emergenza deve essere emanato un bollettino quotidiano che informi sullo stato dell’epidemia e sul procedere dell’unità di crisi.

    Solo quando si dimostrerà nei fatti di avere la situazione sotto controllo e di avere individuato l’origine del contagio, ci si potrà allora preoccupare di non fare inutili allarmismi.

    Gruppo Consiliare PD

  2. Legionella, una proposta operativa dettata dal buon senso

    Ieri sera, a quasi dieci giorni dall’esplosione del caso Legionella, il Sindaco ha finalmente incontrato i cittadini per dare qualche informazione e provare a fare il punto della situazione. È stata una serata difficile, anche e sopratutto perché gli animi dopo tanti giorni di silenzio erano ovviamente surriscaldati, ma quello che mi ha colpito è che anche in questa come in altre occasioni Pizzarotti si è mostrato assolutamente inflessibile nel recepire le richieste dei cittadini. Richieste che poi sono sostanzialmente quelle di essere tenuti informati con puntualità e capillarità, nulla di incredibile o di irrealizzabile.
    Il fatto che il Sindaco in una emergenza tanto particolare come quella in atto abbia spiegato che non si può procedere ad una comunicazione porta a porta perché “non rientra nel sistema informativo istituzionale” dimostra tutta l’incapacità di comprendere che l’eccezionalità di quanto sta avvenendo richiede misure coraggiose e fuori dall’ordinario.
    Per quanto mi riguarda due sono le cose che il Comune dovrebbe in questo momento garantire: Una comunicazione istituzionale sui rischi e le modalità di contagio da distribuire porta a porta in tutto il quartiere e non solo; e l’istituzione di un’assemblea permanente che si riunisca pubblicamente almeno ogni 5 giorni per informare sui progressi e le risultanze delle varie analisi.
    Si tratta certamente di iniziative straordinarie e di non semplice gestione, ma in questo momento rappresentano la risposta più concreta ai bisogni dei cittadini, una risposta che l’istituzione comunale deve poter dare.
    A questo fine mi sento fin da ora di poter garantire la disponibilità degli attivisti di Parma Unita per la distribuzione dei materiali e come noi sono certo che tutti i gruppi consiliari possano aderire ad un’iniziativa che in questo momento va gestita con un po’ di sano pragmatismo.
    Pizzarotti prenda l’impegno a stampare il materiale e a stilare un calendario di incontri con i cittadini, noi saremo pronti a fare la nostra parte.

    Roberto Ghiretti
    Parma Unita

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